Il futuro nelle rinnovabili, fuori dal carbone, dentro l’innovazione tecnologica In evidenza

Convegno pubblico all'Auditorium dell'Autorità Portuale di La Spezia (Via del Molo, 1), 26 giugno 2019, dalle 9.30 alle 13.00.

Sabato, 22 Giugno 2019 11:56

"La Spezia diventi modello nazionale della riconversione di un territorio, un modello costruito sulla transizione energetica ed ambientale, una rara opportunità di strategia industriale, valorizzazione sociale, sviluppo occupazionale e miglioramento del bilancio ambientale.”

PROGRAMMA

Apertura convegno

FILCTEM CGIL – FLAEI CISL – UILTEC UIL

Intervengono:

Angelo Colombini Segretario nazionale Cisl – Responsabile Energia

Saluti del Sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini

Carlo Tamburi – Amministratore Delegato Enel Italia

Luigi Michi – Terna – Responsabile Strategie Sviluppo e Dispacciamento

Maurizio Zangrandi – Snam Managing Director GNL Italia

Paolo Pirani – Segretario Generale Uiltec – Uil

Cozzani Francesca – Confindustria La Spezia

Giovanni Toti – Presidente Regione Liguria

Maria Marano’ – Legambiente Maria Grazia Midulla – WWF

Stefano Giammartini – Enea Responsabile Produzione e uso efficiente energia

Vincenzo Colla – Vice Segretario Generale Cgil

In ragione della profonda evoluzione del mercato di produzione dell'energia proiettato verso la completa decarbonizzazione, in un contesto di forte crisi della richiesta, ma anche e soprattutto a causa di una assoluta mancanza di pianificazione energetica che ha contraddistinto il nostro paese, per la prima volta dobbiamo misurarci con processi di riconversione di importanti aree produttive, utilizzate per servitù nazionali, che ospitano impianti di produzione di energia termoelettrica di tipo convenzionale.

Questo è necessario in considerazione della crisi climatica e delle misure messe in atto dalla comunità internazionale per cercare di limitare l’aumento medio della temperatura globale; in connessione con tali misure, ma anche con la rivoluzione digitale e le tecnologie disponibili, si è avviata una transizione energetica che certamente nei prossimi anni vedrà un’accelerazione, e non solo per ragioni ambientali.

Per la centrale termoelettrica “Eugenio Montale” della Spezia (negli anni '60 la più grande d'Italia e la seconda d'Europa), la scelta di Enel di non continuare la produzione a carbone oltre il 2021, costituisce un occasione, nell'ambito di un percorso partecipato, per contribuire alla definizione di un progetto condiviso in grado di tenere insieme la riconversione industriale dell'area occupata dalla Centrale Enel, la definizione di un modello di sviluppo sostenibile per il territorio e la tutela occupazionale.

Di qui passa la possibilità di sperimentare a La Spezia un nuovo modello di riconversione di grande qualità dove la pre-condizione è la definizione dei tempi giusti di transizione energetica ed ambientale in grado di armonizzarsi con il modello di sviluppo economico del territorio.

Nel nostro percorso possiamo unire un numero variegato di portatori di interesse, nel non facile obiettivo di generare un consenso trasversale, il più ampio possibile, indispensabile affinché il territorio non si privi di un soggetto come Enel.

I nostri obbiettivi sono:

riconversione dell'area come motore di un nuovo sviluppo del territorio;

impegnare Enel nella bonifica e nella riconversione dell'area della centrale;

sviluppare un progetto in grado di favorire un significativo miglioramento del bilancio ambientale;

transizione verso produzione di energia mediante utilizzo di fonti rinnovabili;

mantenimemnto di buoni livelli occupazionali con elevata professionalità;

rendere la riconversione dell'area funzionale alla crescita dell’economia per tutto il territorio spezzino, ricercando sinergie industriali con i players del comparto energetico e con il tessuto economico/produttivo locale;

attivare tutte le risorse destinate per la riconversione produttiva delle aree con queste caratteristiche a partire dall'inserimento nelle aree di crisi non complesse;

riqualificazione generale dell’area, ponendo anche attenzione a insediamenti utili alla collettività.

La presentazione del progetto di Enel al Ministero dell’Ambiente con la richiesta ufficiale di realizzare nuovi impianti a gas nello scenario del “phase out” dal carbone e dello sviluppo delle energie rinnovabili, rappresenta un fatto concreto che porterà allo sviluppo di un nuovo sistema energetico del paese.

In questo nuovo scenario, riteniamo positivo, in funzione della riconversione dell’area Enel determinata dalla chiusura della produzione a carbone nel 2021, che sia stato individuato il sito di La Spezia per ospitare un nuovo turbogas, funzionale allo sviluppo delle energie rinnovabili e del capacity market.

Le organizzazioni sindacali hanno messo al centro della discussione la necessità per la Liguria di investire nell’industria di qualità, di alta innovazione tecnologica e ambientalmente sostenibile.

Da anni i sindacati sostengono che l’area della centrale deve confermare la sua vocazione industriale e che qualunque progetto di riconversione non può prescindere dal ruolo di Enel.

Per il territorio è necessario accelerare il passaggio dal carbone al gas investendo nelle energie rinnovabili, liberando e bonificando le aree e favorire la reindustrializzazione delle restanti aree attirando nuovi investitori.

I sindacati sollecitano la Regione Liguria affinchè si utilizzino le risorse dei Fondi Europei per per incentivare l’insediamento di nuove attività produttive con particolare riguardo agli investimenti capaci di generare occupazione di qualità.

Siamo convinti che il tavolo promosso dalla Regione con Enel e tutti gli attori del territorio possa svolgere un ruolo importante per condividere le strategie di sviluppo di un’area che deve diventare occasione di riscatto del territorio.

È nostra intenzione, infatti, estendere il ragionamento del supporto “green” di Enel per contribuire a ridurre alcuni fattori inquinanti della realtà spezzina con interventi specifici che vanno dall'elettrificazione del porto, al sostegno della mobilità elettrica a partire dai mezzi pubblici, sino all'efficientamento energetico degli edifici pubblici e residenziali.

L’area Enel può divenire il motore di un nuovo sviluppo del territorio da tempo auspicato. Un luogo dove ottimizzare interventi materiali ed immateriali, dove attrarre nuove iniziative, dove misurare le capacità delle aziende del settore edile e manifatturiero.

Per questo parliamo di rara opportunità per La Spezia, qualcosa di non facilmente ripetibile che può permettere ad Enel di rinnovarsi, convertendosi da una presenza ingombrante a un fattore aggregante per realizzare una nuova storia di sviluppo, ambiente e lavoro con l'obiettivo comune (azienda, istituzioni, cittadini, sindacati, associazioni ambientaliste) di dare vita insieme ad una “Cittadella dell'Energia”, un luogo aperto, flessibile, in grado di rispondere ai diversi input del territorio, divenendo driver di un nuovo sviluppo economico socialmente ed ambientalmente sostenibile.

Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil La Spezia - Liguria

CGIL CISL UIL La Spezia - Liguria

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