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Porto fermo per 24 ore: i sindacati chiedono il rinnovo del Contratto Nazionale In evidenza

di Doris Fresco- Cgil, Cisl e Uil spiegano le ragioni della scelta. Alla Spezia prevista anche una manifestazione, con un corteo che dal Molo Fornelli raggiungerà la Prefettura.

Martedì, 21 Maggio 2019 16:35

Uno sciopero nazionale di 24 ore, che riguarderà tutti i lavoratori dei porti, è in programma per il prossimo 23 maggio; contemporaneamente, alla Spezia, si terrà una manifestazione con un corteo che dal porto raggiungerà la Prefettura.

Questa mattina, 21 maggio, in conferenza stampa è stato spiegato, unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, per quale motivo si è arrivati a questa scelta: "Vogliamo superare questa fase di stallo, dovuta alla indisponibilità datoriale, nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del settore scaduto da sei mesi- ha spiegato Fabio Quaretti, segretario Filt Cgil- In sostanza, le nostre richieste fondamentali sono principalmente due: da un lato l'adeguamento del contratto economico, tenendo conto degli altri rinnovi e del costo della vita; dall'altro l'istituzione di una cassa di solidarietà per permettere il pensionamento anticipato, considerato che stiamo parlando di un lavoro usurante anche se escluso dalla Legge Fornero, e favorire la formazione professionale visto il processo di automazione che sta già riguardando i porti".

Ricollocare i lavoratori in maniera condivisa, attraverso il dialogo preventivo con la classe dirigente è una questione fondamentale, soprattutto guardando la situazione spezzina, che vede la riqualificazione e l'ampliamento delle aree portuali sempre più vicine: "Vediamo già in molti porti europei, dove questo processo è iniziato, le conseguenze sull'occupazione".
Ha aggiunto Marco Furletti, Uiltrasporti: "Oggi nei mutamenti in atto nei porti italiani, con la partecipazione di grandi armatori e fondi finanziari negli assetti delle imprese terminaliste, la strategia è rivolta a ricavare tagli di costo nelle filiere di trasporto a spese dei lavoratori portuali e delle condizioni di lavoro e di sicurezza. La realtà portuale spezzina vede un organico complessivo di 1400 lavoratori. e l'ampliamento del Molo Garibaldi dovrebbe portare alla sistemazione di alcune gru automatizzate (probabilmente da un minino di 5 ad un massimo di 8). Siamo di fronte ad un processo irreversibile, che però noi sindacati possiamo governare per tutelare l'occupazione: ogni volta che vengono inseriti processi di automazione, attraverso dialogo con le aziende preventivo, possiamo fare molto. Purtroppo in questo caso ci è stato detto che i lavoratori verranno informati solo a cose fatte. Questo settore che è uno dei pezzi fondamentali dell'economia territoriale ed è caratterizzato da una sostanziale pace sociale, senza mobilitazioni e scioperi, ma ora vogliamo dare un segnale forte ed indire una manifestazione in concomitanza con lo sciopero per esprimere le nostre preoccupazioni al Prefetto, affinché si possa sbloccare questa situazione, perché fino ad oggi è mancata una regia politica da parte del Governo".

"Inoltre- ha concluso Furletti- Non possiamo dimenticarci dei lavoratori dell'Autorità di Sistema Portuale, che hanno problematiche diverse, ma che, in funzione del decreto Delrio, con il quale sono stati introdotti dei vincoli nella contrattazione, rientrano nella nostra discussione. In sostanza, nel contratto nazionale, abbiamo dei vincoli che riguardano anche loro e che poi vanno discussi in sede di contratto aziendale".

Insieme a loro anche Marco Moretti, segretario Fit Cisl, che ha concluso: "Siamo di fronte ad una situazione completamente ignorata dal Governo che elude ogni richiesta di confronto. Abbiamo sempre fatto pochi scioperi, ma ora vogliamo farci sentire. Le nostre richieste compongono un documento molto snello, con richieste chiare e precise. Speriamo di farci valere, perchè la situazione è stata fino adesso trascurata".

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