Tutti indiviuati gli autori della rapina in piazza Brin In evidenza

Uno era staro fermato subito, gli altri due non sono sfuggiti a lungo alla Polizia.

Lunedì, 20 Maggio 2019 13:41
La Squadra Volante della Questura della Spezia ha chiuso il cerchio sulla rapina avvenuta in Piazza Brin nella sera di mercoledì 15 maggio.
La vittima era stata aggredita da tre persone e sotto la minaccia di un paio di forbici era stata costretta a consegnare il portafoglio e il cellulare.
La prontezza di un equipaggio della Squadra Volante aveva permesso di giungere all’immediata cattura di uno dei rapinatori, che subito dopo era stato portato presso la locale Casa Circondariale; i due complici invece erano riusciti a darsi alla fuga, ma immediatamente erano partite le attività investigative per giungere alla loro identificazione.

Già nella mattina di giovedì 16 maggio, dunque a pochissime ore dal fatto, nel corso di una serrata battuta di ricerca che ha visto impiegati sul campo numerosi operatori della Squadra Volante, veniva rintracciata una ragazza spezzina del 1983, J.F, indicata espressamente dalla vittima come una degli autori del fatto.
La donna veniva trovata in possesso di parte del provento della rapina, in particolare di alcune carte di credito intestate alla vittima. Inoltre, era stata riconosciuta dalla vittima stessa inequivocabilmente come una delle persone da cui era stato rapinato.
Per tale motivo la 36enne, già gravata da numerosissimi precedenti penali e di polizia in particolare per reati contro il patrimonio, veniva denunciata per rapina aggravata in concorso e lesioni.

L’attività dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico non poteva tuttavia considerarsi esaurita, dal momento che mancava ancora all’appello il terzo autore dell’episodio criminoso.
Anche sulla sua identità c’erano fortissimi sospetti già subito, e preziosa era stata anche in questo caso la descrizione fornita dalla persona offesa: l’indiziato numero uno era il fratello dell’arrestato, M.G. del 1971, che quella sera avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
Gli operatori sottoponevano in visione alla vittima la foto del sospettato e l’intuizione si rivelava giusta, dal momento che veniva anch’esso riconosciuto come il terzo autore della rapina.

A quel punto il cerchio poteva considerarsi chiuso: anche il M.G. (anch’egli gravato da numerosissimi precedenti penali e di polizia) veniva denunciato per rapina aggravata in concorso e lesioni, il tutto aggravato dall’aver commesso il fatto mentre era sottoposto ad una misura alternativa alla detenzione.

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