“Amici di Bayreuth, dopo vent’anni insieme qui ci sentiamo a casa” (video e foto) In evidenza

Il discorso dell’assessore Paolo Asti a Bayreuth, in occasione delle celebrazioni per il ventennale del gemellaggio con La Spezia.

Venerdì, 05 Aprile 2019 18:27

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“Signora Sindaco Brigitte Merk-Erbe, Signori consiglieri del comune di Bayreuth e del Comune della Spezia, autorità, amici tutti, sono onorato di essere qui tra voi e di portarvi il saluto del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e di tutta la nostra città, la vostra città gemellata.

Un gemellaggio che le nostre due città hanno voluto onorare prima di tutto con unospitalità della quale vi voglio ringraziare con tutto il mio cuore.

Come sappiamo a darci l’esempio sono i nostri ragazzi, i loro docenti, gli istituti scolastici che hanno cominciato a collaborare ancor prima offrendoci il migliore esempio di tutto questo. Noi come loro dobbiamo guardare ai nostri padri.

È per questo che mi permetto di ricordarvi che cento anni fa, nel 1919, veniva pubblicato il libro “La Politica come professione” con cui un filosofo, che ho amato fin dalla mia gioventù, Max Weber, si chiedeva cosa possa significare la politica come professione e al tempo stesso la politica come vocazione.

Le sue domande, cento anni dopo, con i dilemmi cui deve dare risposta la nostra Europa risultano ancora di grande attualità. Ma ancora di più le sue risposte.

Weber, infatti, ci suggerisce ancora che tre sono le qualità che possono dirsi decisive per l’uomo impegnato in politica: passione, senso di responsabilità, lungimiranza.

Passione nel senso di dedizione appassionata a una causa, lungimiranza nel senso di avere la capacità che la realtà opera su di noi con calma e capacità di rielaborazione interiore, in modo che alimentata dalla passione essa possa generare azioni utili alla società, ai popoli, alle nazioni, se adoperata con grande senso di responsabilità.

Riflettevo su tutto questo pensando al nostro gemellaggio, all’amicizia delle nostre genti lunga ormai da più di venti anni.

Un piccolo pezzo di strada fatto insieme che costituisce un esempio nella via dell’integrazione, del rispetto delle differenti culture in un’Europa che non può che unire le sue differenti voci, i suoi differenti dialetti senza disconoscerne alcuno, ma senza che uno prevalga sull’altro.

La cultura di un popolo rappresenta la sua stessa identità ma quando la cultura e l’arte sono tali è perché il loro linguaggio diventa universale e quindi senza confini.

Il genio di Leonardo da Vinci, di cui ricorre quest’anno il cinquecentesimo anniversario della nascita, così come quello di Wagner, rappresentano tra i tanti quel valore universale a cui, come figli dei loro figli, dobbiamo guardare.

Proprio Weber sottolineava ai suoi studenti come “tutta l’esperienza storica e la ricerca scientifica dimostrano all’uomo che solo pensando di realizzare ciò che prima appariva impossibile sia riuscito a realizzare quel che ora è quotidianamente possibile”.

Sono perciò molto felice che la cerimonia ufficiale di questo ventesimo anniversario veda tre artisti direttamente coinvolti in un omaggio a Richard Wagner.

La pittura di Francesco Vaccarone, che trova nel titolo “Locanda Universo”, non solo il luogo in cui Wagner soggiornò alla Spezia, ma soprattutto lo spirito che lo attraversava rappresentato anche dall’omonima poesia di Fabio Ferrari, e la scultura del nostro caro amico Aidyn Zainalov che unitamente contribuiranno a imprimere non solo nei nostri cuori, ma anche nella piccola storia che ogni uomo lascia con il suo passaggio in questo mondo.

Durante il mio viaggio verso la vostra bellissima città pensavo che questa sarebbe stata la mia quinta volta a Bayreuth. Rispetto a questi venti anni costituisce un bel numero di presenze, ma se penso che questo è avvenuto in meno di due anni, ecco allora penso che sia quasi un record.

E allora se è Spezia la città in cui sono nato, e a Spezia vi è la mia casa, sono certo di poter dire che a Bayreuth ne ho trovato una seconda le cui porte mi sono state aperte da tanti amici. Una città che ho avuto modo di apprezzare sia in inverno, che in primavera come ora, ma anche in estate e in autunno, trovandola sempre bellissima e seducente.

Per questo vi dico grazie Bayreuth, grazie amici. Viva Bayreuth, viva Spezia”.

Paolo Asti

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