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Furto di utenze elettriche: è allarme. Secondo Adoc i casi potrebbero essere centinaia In evidenza

di Doris Fresco - Tre casi accertati, ma la situazione è complicata e potrebbe trattarsi di un'emergenza a livello nazionale.

 

Non si tratta del classico allaccio abusivo e nemmeno delle così detta 'truffa del Pod' (quando alla stesso utente vengono intestati diversi e più onerosi contratti): l'allarme lanciato oggi, 13 marzo in conferenza stampa, da Adoc, l'Associazione Difesa Orientamento Consumatori, è una truffa dagli aspetti nuovi, che potrebbe interessare molte più persone di quante si pensi, che avrà ricadute su tutti i cittadini e che vede come parte lesa gli stessi gestori di servizi di energia elettrica. Inoltre, proprio per la particolare dinamica, potrebbe riguardare non solo l'energia elettrica, ma anche il gas: sarebbero proprio i nuovi contatori infatti a rendere questa truffa così semplice.

Ha spiegato Elisabetta Sommovigo, presidente Adoc La Spezia: "Si tratta di una nuova truffa, con utenti che sottoscrivono contratti su utenze che appartengono ad altri o che sono state disattivate" a guadagnarci sarebbero ad esempio le persone che hanno necessità di dimostrare l'esistenza di una qualunque attività tramite l'attivazione di un contratto di energia o chi guadagna sull'attivazione di nuovi contratti, come agenti commerciali pagati per ogni nuovo contratto sottoscritto.

Il caso più emblematico avvenuto nella nostra provincia riguarda le proprietarie di un appartamento sfitto e non abitato, che un giorno, per caso, hanno notato la presenza di energia elettrica nonostante le utenze fossero state chiuse. Le due donne, che solo per un caso fortuito si sono accorte della presenza di luce, hanno presentato reclamo: da quel che è emerso, già da più di un anno l'utenza era stata riattivata. Il servizio era passato poi da un gestore all'altro, fino a che l'utenza non è stata nuovamente chiusa per morosità, dunque ora il Pod (Point of delivery) risulta nuovamente libero: "Il problema ora sarà farlo rimanere libero. Su questo caso è stato aperto un fascicolo contro ignoti in procura- spiega Sommovigo- e questa è di per sè una novità, ma abbiamo anche presentato a Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) una proposta di delibera per fare in modo che non si possa più attivare un contratto senza prima aver presentato i dati catastali e aver spiegato a che titolo chi fa richiesta occupa l'immobile. Questi dati ad oggi vengono forniti solo in un secondo tempo ed è per questo che, come avvenuto nel caso di Sarzana, abbiamo ricostruito numerosi cambi di fornitori: nel momento in cui un fornitore faceva richiesta di questi dati, visto che il truffatore non poteva fornirli, semplicemente cambiava gestore".

A farne le spese è l'intera collettività, come spiegato da Emanuele Guastavino, presidente regionale di Adoc: "L'azienda affronta ad ogni attivazione di contratto dei costi fissi, che tutti questi casi non vengono pagati da nessuno, solo questo rappresenta un danno che poi verrà pagato da tutta la comunità, come del resto i costi delle morosità".

Gli altri due casi accertati si sono verificati alla Spezia e a Lerici, uno sempre su un'utenza chiusa e l'altro per un cambio di voltura.
"Grazie al primo caso, quello più complesso, siamo riusciti a risalire ai nomi: in un caso siamo assolutamente certi che il nome sia falso, mentre l'altra persona è l'agente di riferimento dei contratti, documentazione tutta fornita ai carabinieri, insieme alla visura camerale dell'agenzia di Napoli per cui questo soggetto lavora", conclude Sommovigo.

"Abbiamo capito- aggiunge Guastavino- che il nuovo tipo di contatore elettronico, quando non viene disattivato, rende possibile per queste persone attivare un contratto senza fornire indicazioni su chi si è realmente.
La paura è che cambiando anche il contatore del gas si verifichino casi simili. Secondo noi Arera, che si occupa di regolamentare il mercato, dovrebbe intervenire per salvaguardare i clienti e i gestori che devono essere certi di attivazione di contratti reali. Come nel caso dei 'contratti indesiderati', è bene accetta ogni automazione, purchè ci sia il controllo necessario per la certezza dei dati blindati".
"Infine- conclude il presidente regionale- portiamo avanti la nostra battaglia affinchè vengano risarciti gli utenti singoli che vengono truffati".

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