La caffetterie del Tribunale di Torino riapre con un progetto di inclusione che coinvolge La Spezia In evidenza

Parte degli arredi è stata realizzata dai detenuti di Villa Andreino.

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 09:55

La Caffetteria del Tribunale di Torino riapre le porte alla città grazie all'accordo siglato tra Comune, Il Tribunale e la Casa Circondariale di Torino ed un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Liberamensa, Consorzio Abele Lavoro con la collaborazione di Pausa Caffè.
Così grazie ad un progetto di inclusione sociale rivolto al reinserimento in società di detenuti ed ex detenuti, il punto ristoro inizia una fase tutta nuova che ha come obiettivo principale quello di conciliare la qualità del prodotto proposto, con concreti percorsi di accompagnamento alla società di persone private della libertà personale.
Sono proprio loro, affiancati da personale altamente qualificato, a gestire la caffetteria del palazzo di Giustizia di Torino. L’offerta gastronomica è stata curata dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il caffè arriva dalla Torrefazione del carcere di Torino e la birra è prodotta artigianalmente dai detenuti di Saluzzo.

Costa Group, azienda Ligure leader internazionale nel settore food-shopfitting e partner strategico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha voluto contribuire a vestire il locale importando oltre al banco, retro banco, mensolatura e tavoli in legno, graziose sedute in ferro realizzate da alcuni detenuti del penitenziario di Villa Andreino della Spezia, coinvolti anch’essi in un programma di integrazione sociale in collaborazione con Metallica srl.

Un progetto nel progetto
Due percorsi di inclusione provenienti da città differenti- Torino e La Spezia- che mossi dal comune obiettivo di riabbracciare la vita, si incontrano alla caffetteria del Palazzo di giustizia; uno spazio oggi divenuto simbolo di cultura del lavoro, riscatto e dedizione.

La Caffetteria del Tribunale di Torino è un progetto che arriva poco dopo l’apertura di “LOCAL” a Bra, in provincia di Cuneo, uno spazio che ha concretamente dato vita al sogno di Carlo Petrini nelle vesti di gastronomo, sociologo, fondatore dell’associazione Slow Food e presidente del CDA dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Local, arredato da Costa Group, rappresenta il progetto pilota la cui mission principale riguarda la divulgazione di un nuovo concetto di distribuzione alimentare, basata sulla selezione dei prodotti locali, la valorizzazione della filiera corta e quindi l’importanza dei piccoli produttori.

Un’idea, questa, che viene riproposta alla Caffetteria del Tribunale di Torino, oggi divenuto luogo vivo e attivo, che con lo stesso spirito di coinvolgimento al lavoro di detenuti ed ex detenuti, desidera sottolineare la cultura del cibo di qualità conferendo il giusto valore alle produzioni del territorio.

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