Il Centro Allende come il Dialma Ruggiero: il Comune pensa a un gestore esterno In evidenza

di Gabriele Cocchi – Personale insufficiente, gestione difficile: la struttura passa al settore patrimonio. Si andrebbe verso un avviso per manifestazioni d'interesse.

Lunedì, 18 Febbraio 2019 17:30

Anche il centro Allende passa al settore patrimonio del Comune. L’operazione, in termini puramente burocratici, è la stessa che a marzo 2018 ha già interessato il centro culturale “Dialma Ruggiero” di Fossitermi.

Dal 1988 ad oggi sono stati i servizi culturali di palazzo civico ad occuparsi dalla struttura, nata negli anni Trenta come sala da ballo estiva, ma negli ultimi anni la gestione ha incontrato più di una difficoltà, soprattutto a causa della carenza di personale, che anni fa poteva contare su quattro dipendenti che si occupavano della gestione della struttura.

Il centro Allende, in altre parole, non è stato e non può essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità. È per questo che il Comune ha deciso di replicare “l’operazione Dialma” – che aveva suscitato le accese proteste delle opposizioni – certificando il passaggio della struttura dai servizi culturali al settore patrimonio, di cui si occupa il dirigente Massimiliano Curletto.

L’operazione, naturalmente, non si concluderà con un semplice atto amministrativo: il Comune non avrebbe ancora deciso nulla in via definitiva, ma la volontà sarebbe quella di lanciare un avviso pubblico per manifestazioni di interesse, per richiamare soggetti che siano interessati a gestire il centro.

Per il Dialma Ruggiero, l’amministrazione ha già stabilito di individuare attraverso un bando un gestore che in forma consortile rappresenti tutte le associazioni attive in via Monteverdi.

L’altra faccia della medaglia, in tempi di vacche magre, ha però un riflesso anche sui costi di gestione della struttura di Fossitermi, che venendo affidata a terzi consentirà al Comune un risparmio intorno ai 200 mila euro all’anno.

Il concetto è esattamente lo stesso anche per il centro Allende: mettere a reddito il patrimonio comunale. Pochissimo personale, gestione che arranca e la necessità, di conseguenza, di trovare un soggetto esterno al Comune che si occupi della struttura. Con il vantaggio, per le casse comunali, di un risparmio economico da un lato, e dall’altro dell’incasso di un canone che verosimilmente il gestore dovrà pagare a palazzo civico.

Qui ulteriori particolari riguardo al progetto del Comune sul centro Alllende.

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