L’attività dei Forestali nel 2018, tra tutela del territorio e difesa della fauna In evidenza

di Francesco Truscia - Tutela delle specie protette, contrasto all'abbandono e abbruciamento dei rifiuti e tanto altro ancora.

Giovedì, 07 Febbraio 2019 16:54

Un 2018, quello dei Carabinieri Forestale a fianco del Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, ovvero la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione), che registra numeri interessanti. I dati aggregati contano di 5307 controlli effettuati, 1408 persone controllate, 79 illeciti penali, 76 soggetti deferiti all’Autorità Giudiziaria, 22 sequestri penali e 190 illeciti amministrativi per un totale di importi notificati pari a 418.513,99€.

Il lavoro dei Carabinieri Forestale (ex Corpo Forestale che nel gennaio del 2016 è entrato in parte nell’Arma dei Carabinieri facendo nascere il Gruppo Carabinieri Forestale, passaggio che è “costato” un 15% del personale che è transitato in altre amministrazioni) si ramifica in diversi ambiti: passando per il controllo degli abusi edilizi (3 abusi edilizi non sanabili per opere eseguite senza titolo in aree sottoposte a vincolo paesaggistico), al contrasto dell’abbandono e abbruciamento dei rifiuti (totale illeciti amministrativi pari a 127.566,70€) fino alla tutela della fauna con fenomeni di detenzione abusiva di animali.

L’abusivismo edilizio è un problema costante che permane nel tempo mentre uno dei problemi maggiori riscontrati è legato ai rifiuti, dall’abbandono fino all’abbruciamento: “Per prevenire questi fenomeni, abbiamo deciso di incrementare i controlli sugli abbandoni in modo da contrastare anche lo stesso abbruciamento” ha dichiarato il Comandante Pier Luca Domenichini.

Esiste un elenco degli animali e delle piante in via di estinzione che viene aggiornato annualmente. Un fattore importante è conoscere le pratiche da adottare in caso di detenzione di animali tutelati dalla Cites: “Emblematico il caso di quest’anno in cui abbiamo riscontrato che due soggetti erano in possesso di numerosi esemplari di tartaruga di terra (quella che spesso si trova anche nei mercatini) tutelata come fosse un leone bianco. Uno di questi soggetti ne deteneva ben 140 esemplari alla Spezia ma non li aveva denunciati alla nascita. La legge 150 del 92 prevede che a 10 giorni dalla nascita di ogni esemplare tutelato dalla convenzione venga effettuata la denuncia di nascita" Ha affermato il Capitano Simone Stinchi, comandante del Nibaf (nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale della Spezie e comandante del nucleo Carabinieri Cites. Le sanzioni sono pari a 666,36€ per ogni esemplare. La situazione può essere regolarizzata attraverso l’impianto di un microchip sull’esemplare.

Un altro fenomeno preso in considerazione è quello legato al controllo del commercio illegale di legname, per combattere le pratiche di disboscamento: “Certi paesi come la Cina, il Brasile o l’Ucraina commercializzano legname tagliato abusivamente che viene fatto entrare in Unione Europea - prosegue il comandante Simone Stinchi - Il nostro compito è controllare le ditte che eseguono grosse importazioni per capire la provenienza del materiale. Spesso i proventi dalla vendita di legname tagliato abusivamente vengono utilizzati per finanziare le guerre. Le ditte che importano devono mettere in pratica il sistema di dovuta diligenza, ovvero effettuare un controllo su chi vende il legname”. Anche in questo caso non si può scherzare sulle sanzioni, con un importo che va dai 5.000,00€ ai 50.000,00€ per ogni quintale di legno comprato.

Entro il 31 agosto 2019 i possessori di tartarughe d’acqua (Trachemys Scripta) dovranno denunciarne il possesso. L’omessa denuncia porta ad una sanzione che va dai 150€ ai 20.000,00€. Per l’abbandono è prevista una multa fino a 20.000,00€ e una denuncia penale. “Si tratta di specie invasive, esotiche - spiega il comandante Stinchi - che, introdotte nel nostro territorio, provocano gravi danni per la biodiversità. Lasciate in libertà non hanno antagonisti e quindi minacciano tutte le specie endemiche”.

Uno dei fenomeni di recente emersione che hanno interessato l’attività dei Carabinieri Forestale è legato all’illecita coltivazione agricola di inflorescenze di canapa per la produzione di cannabis “light”. “Secondo la legge è possibile coltivare la cannabis (con determinate semenze selezionate ed omologate) per finalità prevalentemente di tipo agricolo - ricorda il comandante Pier Luca Domenichini - La legge apre anche alla commercializzazione dei prodotti come i fiori essiccati delle piante femminili che la circolare del Ministero delle Politiche Agricole consente per scopi florovivaistici ed anche per scopi alimentari. La norma in questo caso rimanda ad un decreto del Ministero della Sanità che dovrebbe stabilire le percentuali di Thc negli alimenti ma ancora non è stato emanato. In queste condizioni l’orientamento di varie procure sancisce che fino a quando non verrà emanato questo decreto ministeriale, l’utilizzo per scopi alimentari si intende vietato. Se noi entriamo in un negozio che vende questi prodotti, tutto ciò che è finalizzato ad uno scopo alimentare è vietato e passibile di sequestro, tutto ciò che ha finalità florovivaistiche è ammesso”.

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