Sirene di allarme lungo i fiumi contro le alluvioni In evidenza

GENOVA - La Regione Liguia ha aderito "alla filosofia con cui è stata lanciata la raccolta fondi, attraverso il concerto Una mano per Genova del 20 dicembre scorso al 105 Stadium, organizzato da Gino Paoli, elaborando un progetto di protezione civile che ci consente di sperimentare sulla Val Bisagno e sul rio Fereggiano nuovi strumenti tecnologici molto avanzati".

Domenica, 10 Giugno 2012 09:23
Lo ha detto l'assessore regionale all'ambiente e alla protezione civile, Renata Briano, intervenendo alla presentazione del progetto regionale messo a punto grazie ai finanziamenti di 101.812,50 euro raccolti dal live aid organizzato da Gino Paoli, in collaborazione con Duemilagrandieventi che ha visto la partecipazione di grandi protagonisti della spettacolo e della musica italiana. Il progetto, messo a punto dall'agenzia regionale di protezione ambientale, insieme al Comune di Genova, è stato redatto sulla base dello studio di fattibilità sulla mitigazione del rischio esondazione nei torrenti Bisagno e Fereggiano, messo a punto dall'ingegner Emanuele Codacci Pisanelli e si basa su il potenziamento del sistema di allerta in caso di esondazione dei due torrenti.

Attraverso il finanziamento saranno realizzate quattro nuove stazioni di rilevamento del livello dell'acqua che si andranno ad aggiungere alle dieci già presenti sul Bisagno e sul Fereggiano. Per la prima volta i dati sul livello dell'acqua saranno trasmessi in rete in tempo reale e i sensori saranno collegati con un sistema di allarme, attraverso sirene e pannelli collocati sul torrente Fereggiano che forniranno immediatamente il polso della situazione. A questo si aggiungeranno ulteriori pannelli a messaggio variabile, collocati in città, per la comunicazione ai cittadini di quanto sta avvenendo, connessi al sistema informativo dell'agenzia regionale di protezione ambientale.

"Questi nuovi strumenti tecnologici molto avanzati – ha spiegato Briano – ci consentiranno di avvisare immediatamente i cittadini su quanto sta avvenendo. A questi finanziamenti si aggiungeranno ulteriori centomila euro, stanziati dalla Regione Liguria per estendere la sperimentazione in altre parti del territorio, secondo le priorità di rischio".

A queste iniziative sulla prevenzione si aggiungerà il progetto scuole che verrà avviato in collaborazione tra Regione Liguria e direzione scolastica regionale, con il coinvolgimento di tutti i presidi, per diffondere il più possibile la cultura della prevenzione del rischio e i comportamenti conseguenti. "Insieme all'assessorato alla formazione – ha concluso Briano – da settembre avvieremo un percorso con le scuole liguri in incontri e giornate formative, che continueranno a settembre, sulle tematiche del rischio e dell'allerta idrogeologico".

Dalle parole dell'assessore, là dove parla di estensione della sperimentazione in altre parti del territorio, secondo le priorità di rischio, si evince che perlomeno anche alcune delle valli solcate da tributari del fiume Vara saranno prese in considerazione.

Com'era forse inevitabile, sia per la successione cronologica degli eventi, sia per l'ubicazione delle redazioni dei media, emittenti televisive in particolare - in preponderanza concentrate nel capoluogo - dalla fine di ottobre in poi nella rievocazione mediatica di quei disastri è stato sempre messo più a fuoco quanto accaduto a Genova, dov'è esondato un torrente, il Fereggiano, spazzando via quanto trovava lungo una strada molto trafficata e popolata (chi non ricorda quelle drammatiche immagini?), rispetto al disastro che ha distrutto o devastato interi paesi (Rocchetta Vara, Pignone, Brugnato, Borghetto, Vernazza, Monterosso e loro frazioni) dalla montagna al mare. E la provincia della Spezia non dispone purtroppo di un Gino Paoli capace di mettere insieme un'iniziativa tipo "Una mano per Genova" catalizzando tante risorse finanziarie.

Non è, questo, un discorso campanilistico: è solo per dire che quando si parla di "priorità di rischio" è indispensabile tenere conto che quasi tutta la Liguria è a rischio; basta riandare con il pensiero alle alluvioni che nel passato a più riprese hanno messo in ginocchio il Ponente, o a quelle che hanno afflitto la bassa vallata del Magra.

E allora, dal momento che con centomila euro non si può fare molto, ben vengano gli incontri e le giornate formative con gli studenti (purché si ripetano di anno in anno e non siano spot, limitati a una sola "classe" di età), ma è sul campo che occorre impegnarsi e investire, è favorendo il ritorno alla campagna attraverso forti incentivi che si può rallentare se non bloccare il dissesto idrogeologico. Altrimenti saranno solo soldi buttati via. (G.R.)

Nella foto: Pignone, Piazza Marconi (dal sito del Comune)

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