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Sindacati e lavoratori in marcia per la città a difesa della lavoratrice di Acam licenziata In evidenza

di Francesco Truscia - È tutto pronto per la protesta di mercoledì 7 novembre. Ma non mancano anche tensioni tra i sindacati.

Ci siamo, il fatidico giorno dello sciopero ormai sta arrivando ma i lavoratori non si limiteranno ad incrociare le braccia. È previsto un corteo (punto di ritrovo alle ore 10:00 sotto la sede di Acam in via Alberto Picco) che attraverserà la città per giungere sino al palazzo comunale. “L’azienda si è negata, nemmeno l’incontro in Prefettura ha sortito effetti positivi - dichiara Roberto Palomba (Cgil funzione pubblica) - “Il legale dell’azienda ha proposto di avviare una trattativa che prevedesse un riconoscimento economico in alternativa al reintegro, con la rinuncia al procedimento di impugnazione del licenziamento da parte della lavoratrice”.

I sindacati sono rimasti fermi sulle loro posizioni, affermando che l’unica via per poter intavolare una discussione deve mantenere una premessa di base, il reintegro della lavoratrice nel suo posto di lavoro. Il caso della lavoratrice di Acam licenziata è salito sino al tavolo della commissione controllo e garanzia della presidente Dina Nobili (leggi QUI) che ha provato a convocare ripetutamente sia l’assessore Kritsopher Casati che l’azienda stessa, il tentativo però stato vano ed infatti successivamente la presidente Nobili aveva richiamato i lavoratori e i sindacati a palazzo civico (leggi QUI). In tutto questo si è giunti addirittura fino alla “spaccatura” dei sindacati sul tema con Cgil e Uil che hanno usato parole di fuoco contro la Cisl rea di essersi defilata dalla protesta (leggi QUI).

Abbiamo deciso di contattare Marco Moretti (Cisl) per sapere cosa ne pensa della manifestazione di mercoledì: “Esprimiamo la nostra solidarietà alla lavoratrice e siamo contro il licenziamento. La situazione però ha svoltato verso proteste sindacali che non condividiamo, c’è solo un percorso per il reintegro e sono le vie legali. Vanno bene le decisioni prese dai lavoratori, ma non condividiamo il percorso di queso stato di agitazione politico-sindacale, per noi i canali sono altri e sono quelli a cui la lavoratrice si è già rivolta”.

Torniamo alle parole di Roberto Palomba: “La protesta di mercoledì 7 sarà seguita da un blocco dello straordinario”. Si tratta di una mossa che ha un peso rilevante poiché, stando a quanto riferitoci dalle sigle sindacali, un’alta quantità di servizi viene svolta in straordinario. I sindacati si aspettano un’alta partecipazione non solo da parte dei lavoratori di Acam Ambiente, ma anche di cittadini e di lavoratori di altri settori: “Questa è una vertenza che ha travalicato i confini aziendali, si tratta di una gravissima ingiustizia - afferma Marco Furletti (Uil Trasporti) - Grave la totale indisponibilità dei vertici di Iren e dell’assessore Casati di presentarsi in commissione per un confronto, a queste si è aggiunta quella dell’assessore alle partecipate Manuela Gagliardi”.

C’è qualcuno che guarda anche al comportamento del sindaco Pierluigi Peracchini in merito a questa vicenda: “Mi fa specie l’atteggiamento del sindaco - dichiara Paolo Sordi (Rsu di Acam Ambiente) - È stato per anni segretario provinciale di un’organizzazione sindacale. Ricordo a tutti che le deleghe per legge sono tutte del sindaco anche quando le affida momentaneamente ad un assessore. Il sindaco Peracchini ha mostrato una mancanza di rispetto politico-amministrativo nei confronti dell’istituzione che guida, non “consigliando” al suo assessore Casati di partecipare alla commissione preposta”. Paolo Sordi riserva un messaggio direttamente al primo cittadino Pierluigi Peracchini: “Lui avrà più esperienza sindacale di me, ma io ho più esperienza amministrativa negli enti locali di lui, avendo fatto per più di 20 anni l’amministratore comunale in Toscana!”.

Una delle preoccupazioni che emerge è anche legata al rapporto fiduciario tra dipendente e cittadino che, dopo questa vicenda, potrebbe rovinarsi per sempre.

“C’è un problema di sovrapposizione di ruoli - continua Marco Furletti - Casati in città viene visto come l’azienda. Se c’è un problema di carattere operativo una buona parte dei cittadini non chiama il numero verde di Acam Ambiente come dovrebbe fare, ma chiama semmai Casati o lo contatta attraverso i social. Bisogna fare chiarezza sul ruolo di quella persona”.

“Il sindacato condanna il metodo e l’oggetto del contendere - afferma Roberto Colombo (Rsu Acam Ambiente) - Un assessore dovrebbe fare da trait d’union tra chi opera e i cittadini. Mi auspico la massima partecipazione dei lavoratori e dei cittadini, spero partecipino numerosi perché è l’occasione per iniziare un percorso di trasparenza a partire dal calcolo della tariffa fino ad arrivare al modus operandi della raccolta della spazzatura e alla discussione sul piano provinciale dei rifiuti. Si tratta di argomenti dai quali il sindacato e gli operai sono stati tagliati fuori”.

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