In soli 2 giorni oltre 3500 persone al Tino per visitare il faro In evidenza

Ora la speranza dell'Associazione "Il mondo dei fari" è che ciò possa avvenire più frequentemente per riscoprire un luogo unico.

Giovedì, 20 Settembre 2018 16:16

Il numero di persone che si è recato nel week end all’isola del Tino per la visita al faro-scrigno di San Venerio si è rivelato imponente: circa 1000 nella giornata di sabato, oltre 2500 domenica. Un dato che deve far riflettere sull’appeal e sulle potenzialità della perla del golfo della Spezia, del suo monumentale presidio luminoso, della storia che viene da lontano e poggia sul mito di Venerio (patrono del golfo e dei fanalisti d’Italia) su cui si è innestata la missione della Marina Militare a cui va il merito di aver preservato l’isola incontaminata. E’ al Comando Marina Nord e al Comando Marifari Alto Tirreno, che gestisce il faro, che va il ringraziamento dell’associazione ‘Il mondo dei fari’ per aver reso possibile l’esperienza delle visite e consolidato nei soci (ma anche nei turisti e nei pellegrini) la consapevolezza del valore sociale della fruibilità pubblica dei fari, beni dello Stato e quindi della comunità, gestiti e preservati dalla MMI.

"Entusiasti i visitatori - afferma il vicepresidente dell'Associazione culturale Il mondo dei fari C.te Dott.Cav. Stefano Gilli - alcuni teneramente sconcertati per la gratuità della visita. Comprensibile lo stupore là dove la prassi delle visite ad oasi protette o ai musei è quella del ticket. Niente di tutto questo sull’isola del Tino. La visita guidata al presidio luminoso della Marina Militare, alle sale in cui sono custoditi i reperti che raccontano lo sviluppo tecnologico dei fari, i tesori archeologici di fresco ritorno nell’isola, l’antica Santa Barbara che si è fatta schermo per suggestive proiezioni, sono state garantite dai soci della nostra associazione, sull’onda della passione per i fari, la loro storia, la loro missione. Un impegno proiettato al futuro nell’auspicio che, anche grazie al successo delle visite del week end, vada presto in porto la convenzione tra lo Stato maggiore della Marina e la nostra associazione e il Cai, per consolidare l’esperienza degli accessi all’isola e al faro. Un’occasione, questa, non solo per far apprezzare al grande pubblico i valori testimoniali custoditi nel faro, ma per permettere allo stesso di cogliere il valore attuale dell’impegno della MMI e di Marifari Sp nel quotidiano adoperarsi per il funzionamento del faro, per creare cultura ed accoglienza sia pur su una piccola isola militare. Un’occasione anche per far apprezzare il prezioso lavoro e l'impegno importantissimo, fondamentale, dei guardiani dell’isola, dipendenti civili del Ministero della Difesa, di cui è referente Marco Fortunato, in prima linea per la tutela dell’ambiente incontaminato e per la sicurezza".

Prosegue Gilli: "Un comune sentire il nostro, soci dell'associazione "Il mondo dei fari", Cai, uomini e donne di Marifari, guardiani dell’isola nel vedere affluire frotte di visitatori: l’orgoglio di essere, ognuno col proprio ruolo, parte di un ‘sistema’ virtuoso nel quale istituzioni e cittadini volonterosi rendono un importante servizio alla comunità. “Isola laboratorio” ha definito il Tino l’ammiraglio Giorgio Lazio, comandante di Marina Nord, proprio a proposito di questo convergere di belle energie, fra cui quella della nostra associazione, capaci anche di motivare e trascinare altri cultori di storia e di natura".

Anche il sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani, esprime grande soddisfazione per il nuovo corso di eventi sul Tino: “come amministrazione siamo disponibili a collaborare con tutti i soggetti interessati a far fruire l’isola, fermo restando che il Tino è una riserva unica sotto il profilo naturalistico, storico e culturale e come tale deve essere mantenuta".

"Vogliamo ricordare e ringraziare per la graditissima performance - sottolinea Gilli - il coro di Camnago di Lentate sul Seveso, con il maestro Nello Fugazza, accompagnati dal socio Aldo Cappelletti, campione di modellismo, dalle cui mani sapienti hanno già preso forma i modelli di numerosi fari della penisola. Fin dalla vigilia di San Venerio, l’isola della luce ha avuto un’espressione... luminosamente tangibile. I fasci di due cellule fotoelettriche hanno accolto il vescovo Pierluigi Ernesto Palletti, la statua del monaco eremita, i pellegrini e le autorità al seguito. Uno spettacolo bello in sè e per la sua portata rievocativa: le metodologie di avvistamento notturno, fino alla Seconda Guerra mondiale, del potenziale nemico nell’ambito della funzione-sentinella dell’isola a tutela del golfo. Un amarcord reso possibile grazie al personale di Marifari SP con la collaborazione di Stefano Danese, Alberto Campanini, Bruno Grassi, Marco Marchi e all'associazione Rover Joe di Fidenza. Altra spettacolare rievocazione, inserita nel programma di Marifari, quella del ‘presidio’ delle truppe francesi, ritessendo così il filo della memoria del periodo napoleonico dell’isola per cui si ringraziano gli amici Luciano Casolari e Paolo Ferrari per il coordinamento de "l'armèe d'Italie".

Ha preso così ancora più forza visiva la mostra delle opere di Marc Sardelli ospitata nel faro che ha ricordato con le sue opere su divise e battaglie Napoleoniche i 210 anni dalla proclamazione del golfo di Spezia come 111° arrondissement del territorio Francese..

La portata plurima nei valori - storici, ambientali, religiosi, militari - dell’Isola della luce è intanto cresciuto, sulle rotte dei nuovi orizzonti di impegno dell’associazione culturale “il mondo dei fari” che, intanto, ha fatto proseliti: nuovi soci si sono iscritti al Tino condividendo la passione e statuto. Il Presidente dell’Associazione Lilla Mariotti auspica che con nuove forze si possa ancora migliorare la proposta culturale e rendere l’isola e il faro un luogo unico e condiviso.

Un augurio: che questo fermento attorno e per l’isola del Tino produca effetti anche sul piano istituzionale per fare squadra e dare corso all’operazione necessaria per ripristinare la fruibilità all’area archeologica con la messa in sicurezza della frana.

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