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Città sporca? Ecco 4 buoni motivi: gabbiani, topi, turisti e cani In evidenza

di Massimo Guerra - Gabbiani, topi, turisti (maleducati) e cani: ecco chi sporca la città, al netto della maleducazione di ancora troppo residenti non ancora avvezzi all'uso dei cassonetti (più di loro) intelligenti.

Di sicuro la raccolta differenziata spinta in centro città ha accelerato alcuni fenomeni di degrado e sporcizia, più evidenti appena al di fuori del "quadrato magico" composto dalle vie Prione, corso Cavour, via Chiodo e viale Garibaldi.


Partiamo dai gabbiani: questi splendidi volatili rappresentano ormai una vera emergenza. Il loro boom demografico dovuto in parte alla mancanza di nemici in natura e in parte all'abbondanza di cibo da scarto non risparmia oramai quasi nessun tetto o lastricato solare della nostra città. Aggressivi nel periodo della cova, "sfornano" due volte l'anno pulcini giganti che in poco tempo infoltiscono la popolazione volatile spezzina.

Che ogni mattina prima dell'alba inizia il volteggiare quotidiano condito da richiami striduli e sgradevoli. I gabbiani reali prediligono l'umido, che trovano in grandi quantità nei cestini posti agli incroci che dovrebbero ospitare solo piccoli rifiuti mentre sono puntualmente stracarichi di sacchettoni pieni di ogni tipo di spazzatura, dagli assorbenti ai resti della tavola. Poiché sono specie protetta e non si possono prendere a fucilate, forse il Comune dovrebbe pensare ad una campagna di controllo demografico, magari affidata a qualche esperto etologo: così non si può andare avanti.

I topi: non mancano in nessuna città del mondo, diciamo che alla Spezia grazie all'Arsenale, al canale Lagora e alla raccolta differenziata selvaggia forse sono anche in sovrannumero. I topi urbani non hanno paura di niente e di nessuno, per loro sfortuna ogni tanto vengono investiti quando attraversano la strada, altrimenti girano indisturbati vicino ai punti di raccolta rifiuti in tutto il centro città, o vicino ai cestini ai giardini urbani, o sulle palme in lungomare Morin fino al castello San Giorgio. Emergenza endemica, ma forse qualcosa si dovrebbe fare per rimediare.

A partire da una campagna di derattizzazione, magari pianificata con gli amministratori dei condomini privati e su larga scala, della quale non si ha memoria nei tempi recenti.

Capitolo turisti: le statistiche indicano con chiarezza il boom degli arrivi in città negli ultimi anni. Un boom che coincide con un maggio numero di presenze fisiche negli hotel, nei B&B ma soprattutto nelle centinaia di appartamenti trasformati in case vacanza prenotabili su Booking o su Airbnb. Per tutti questi turisti, di solito coppie o piccoli nuclei familiari, è necessario che i proprietari in primis adottino delle semplici ma efficaci cautele, in modo da consentire agli ospiti di conferire i rifiuti in modo corretto a qualsiasi ora del giorno e della notte. Senza dimenticare che spesso le partenze di questi turisti avvengono in giornate che non coincidono con i prelievi giornalieri del "porta a porta".

Sui cani, a rischio di attirare le contumelie di tanti padroni che rispettano il prossimo e rimuovono con puntualità le cacche con gli appositi sacchetti, è necessario dire una cosa. D'estate, con il caldo e la rara pioggia non solo la pupù ma anche la pipì andrebbe rimossa in qualche modo dalle strade. Perché puzza, corrode, e rimane dov'è fino a quando non piove. Basta poco: portarsi dietro una bottiglietta d'acqua, da versare sopra la pipì, magari ricaricandola alle fontanelle se il Fido ne fa parecchia. Non è un obbligo ma sarebbe un segno di civiltà, merce rara di questi tempi.

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