"Se si va avanti si arriverà ad avere bambini che saranno curati e altri che non potranno esserlo" In evidenza

"Insieme per i diritti dei nostri figli" lancia l'allarme sul servizio di neuropsichiatria infantile e chiede quanto prima un tavolo tecnico.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 16:36

Dopo più di sei mesi dall’articolo in cui si era portata l’attenzione sulla insufficienza delle terapie del servizio di neuropsichiatria infantile per i bambini con e senza handicap della provincia della Spezia, Insieme per i diritti dei nostri figli promuove, per conto delle 450 famiglie che rappresenta, un nuovo appello alle Istituzioni, Regioni, Asl, amministrazioni comunali e fondazioni private affinché si possa fare un punto sulla situazione e si istituisca quel tavolo di lavoro chiesto a più voci nei mesi scorsi e approvato in via ufficiosa da tutti.

"A tutt’oggi, nonostante i vari incontri a cui abbiamo partecipato - affermano dall’associazione - le richieste di aiuto sono sempre di più e giungono in maniera incessante ai telefoni e alle orecchie dei consiglieri di “Insieme” che, a costanza quasi giornaliera, ricevono chiamate e racconti di famiglie disperate aventi ad oggetto riduzioni, sospensioni o interruzioni di terapie riabilitative per i propri figli".


“La frase che spesso sentiamo - dice il vicepresidente Andrea Perotti - è “A me, personalmente". Frasi di questo tipo fanno abbrividire. E’ inconcepibile che un sistema basato sul welfare non riesca ad aiutare famiglie in difficoltà quando la nostra stessa Costituzione prevede la tutela del diritto alla salute di ogni singolo cittadino. Con il nostro Fondo per le Famiglie stiamo cercando di aiutare più bambini e ragazzi ma tutto ciò non basta.”

“Le risorse non sono sufficienti a sopperire all’aumento costante degli accessi al servizio di neuropsichiatria infantile. Sappiamo che nel 2017 gli accessi sono stati più di 800 e che le prese in carico, alla data del 31 dicembre 2017, sono più di 2.450 - tiene a precisare la presidente Sara Viola - Il personale medico terapico, a causa di trasferimenti, gravidanze e/o infortuni è carente di circa 8 unità, che non vengono sostituite né tanto meno integrate, nonostante l’aumento costante ed esponenziale delle esigenze del servizio. Per tale motivo, la preoccupazione delle famiglie che si rivolgono a noi è totalmente giustificata perché a fronte di aumenti di accessi, le risorse invece di aumentare, diminuiscono. Qualora la situazione continuasse su questo trend, presto ci ritroveremo davanti ad una impossibilità gestionale del servizio e ad una palese discriminazione tra chi verrà assistito e curato e chi invece non potrà avere tale erogazione.”

Negli ultimi mesi, Insieme per i diritti dei nostri figli ha instaurato rapporti costruttivi con diversi operatori e dirigenti Asl, con fondazioni private e con le varie amministrazioni comunali della provincia, ma ancora oggi manca una presa di responsabilità e soprattutto la convocazione ufficiale di un tavolo di lavoro al quale Regione, Asl, amministrazioni comunali, fondazioni private e associazioni possano sedersi per valutare insieme la soluzione migliore affinché il servizio sanitario di neuropsichiatria infantile venga implementato e ottimizzato. La richiesta di questo tavolo è stata promossa insistentemente anche al fine di poter risolvere l’annosa questione della mancata apertura del centro sull’autismo gestito o convenzionato da ASL.

L’associazione, nata per risolvere il problema degli insegnanti di sostegno nella provincia spezzina, rimane attiva anche su questo argomento e, con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico 2018/2019, ha già richiesto un incontro con l’ufficio scolastico provinciale per verificare la situazione attuale ed eventualmente promuovere le dovute azioni con lo scopo di veder garantito il diritto allo studio di tutti i bambini e ragazzi.
Come è avvenuto lo scorso anno per il settore scuola, per il quale Insieme è riuscita ad interloquire direttamente sia con il dottor Peccenini a livello provinciale che con il dottor Pellecchia dell’Ufficio Scolastico Regionale, i rappresentanti dell’associazione auspicano che la stessa cosa sia attuabile anche in ambito sanitario e di poter aver presto un dialogo costruttivo con la regione, attraverso l’Assessore Viale, per risolvere una situazione che sta diventando insostenibile per troppe famiglie.

“La società deve prendere coscienza di un problema comune per tutti - conclude la presidente Sara Viola - Investire risorse per l’assistenza terapeutica e riabilitativa è fondamentale. Bambini e ragazzi diversamente abili o con difficoltà cognitive, di linguaggio o di altro genere, possono essere aiutati per tempo, sostenuti e tutelati insieme alle loro famiglie e, soprattutto, possono diventare risorse preziose per la nostra società. Non mi riferisco ad un arricchimento morale, che è comunque notevolmente importante, ma ad un arricchimento economico perché il progetto di vita che tanto si decanta, qualora realizzato in maniera precisa e corretta, potrebbe realmente portare a soggetti economicamente autonomi ed indipendenti, creatori di ricchezza per l’economia nazionale.”

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