"Il Cibo è Bellezza e la Bellezza è Cibo", alla scoperta della Val di Vara In evidenza

Ottima riuscita per l'evento che si è svolto nell'eccezionale cornice del Castello di Calice al Cornoviglio. 

Lunedì, 18 Giugno 2018 15:24

È andato in scena ieri, domenica 17 giugno, nella splendida location del castello Doria Malaspina di Calice al Cornoviglio, l’evento “Il Cibo è Bellezza e la Bellezza è Cibo” una manifestazione promossa dal Comune e dall’Associazione Culturale “D. Beghè”, con l'organizzazione di Daniela Scattina. Una giornata intera, dalle ore 10.00 del mattino fino alla sera, che è risultata molto partecipata e capace di coinvolgere, considerato anche il supporto del Comitato Croce Rossa, Sezione Avis, Protezione Civile e Ass.ne il Castagnetto che hanno collaborato alla riuscita dell’evento.

Valorizzare e conoscere il patrimonio culturale e gastronomico della Val di Vara: era questa la premessa, perfettamente confermata, che l’evento portava con sé. Arte, qualità delle materie prime, riscoperta della propria tradizione alimentare, sono stati i protagonisti dell’intera giornata, fin dall’interessantissima conversazione “Una sana alimentazione”, con la partecipazione del professor Andrea Serra, Presidente corso di Laurea magistrale in Biosicurezza e Qualità degli Alimenti, Università di Pisa, con l’intervento su La ricerca al servizio del cibo: il caso del pecorino “Amico del Cuore”, seguito da Eleonora Martini, biologa nutrizionista: Riscoprire la semplicità di una sana alimentazione; Silvano Zaccone, presidente Consorzio Il Cigno: Dai castellari Liguri alla reintroduzione dei cereali antichi in Val di Vara; Romolo Busticchi, presidente Strada del Miele: La strada del Miele, una risorsa anche turistica; Fulvio Gotelli, presidente della Cooperativa san Pietro Vara: La Val di Vara, la valle più biologica; Alessandro Ferrante, presidente CIA La Spezia: Aromatica, l’azienda produttrice di basilico genovese dop e pesto; Elena Brondi, vincitrice per la sezione Follo, dei migliori olii d’annata 2017/2018, a Follo del concorso Oli di casa mia: Dal recupero dell’oliveto di famiglia al Concorso “Olio di casa mia”.

Calice dunque è stata per una giornata al centro della Valle, proponendo momenti di confronto, di scoperta e aprendo i propri gioielli al pubblico: la giornata è stata infatti, per i visitatori, occasione per visitare il Museo della Resistenza, la Pinacoteca Beghè, che ha ospitato i lavori degli artigiani dell'Associazione Mani e Menti; il Museo dell'Apicoltura, con la presenza di Paolo Bernardini e della sua famiglia, che ha il miele nel sangue; il Museo Naturale e il Museo Contadino, con protagonisti i produttori locali che hanno avuto modo di esporre i propri prodotti e aziende che da anni producono prodotti d’eccellenza, dove cibo e bellezza diventano sinonimi.
Presentato anche il libro che ha ispirato l’evento Storie di una degustatrice astemia. Il sapore agrodolce dei ricordi della giornalista enogastronomica Maddalena Baldini; mentre la sala consiliare ha ospitato l’esposizione Tra Lunigiana e Val di Vara quadri del pittore Giò Batta Framarin e La Bellezza è... opere della pittrice Maria Chiocca; proiettato anche M’ispiro di Cibo e Bellezza, filmato amatoriale dell’ Ass.ne Liberi di Vedere.

E dopo tanto parlare di cibo, ecco che il pranzo è diventato ulteriore momento di condivisione e conoscenza culinaria: al Circolo ARCI sono state offerte prelibatezze lunigianesi e calicesi, gustando i testaroli di Acqua Farina e Fantasia di Pontremoli, i panigacci della Bottega del Panigaccio di Podenzana, con salumi e formaggi, il pesto di Aromatica, porchetta e torte.
Spazio dedicato anche ad un altro indiscusso protagonista della tradizione, il Semolino, dolce tipico calicese. In gare 16 ricette tradizionali e 8 semolini moderni, dove la ricetta canonica è stata rivisitata con l’aggiunta di ingredienti a scelta, senza alcuna limitazione posta dalle condizioni di iscrizione. Le due giurie, una composta da membri dell’Accademia del Gusto e l’altra da soci della Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici, hanno assaggiato e valutato i semolini, scegliendo il migliore della versione tradizionale ed il migliore della versione moderna. In seguito i due dolci finalisti si sono sfidati fino alla premiazione del “Semolino d’oro”. Vince così, premiata da Nicola Carozza, presidente dell’Accademia del Gusto e da Bernardo Ratti presidente della Marittima di Lerici, Itala Canese, calicese di 84 anni con la sua ricetta tradizionale, che ha sfidato in ultima battuta il semolino moderno arricchito di amaretto di Andrea Bronzina.

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