Accordo Trenitalia - 5terre.com, la posizione dei ricorrenti al TAR In evidenza

Un suggerimento a Trenitalia e alla Regione Liguria per “il reinvestimento di risorse sul territorio”.

Lunedì, 14 Maggio 2018 09:59

 

Come non rimanere esterrefatti di fronte all'ultima promozione che prevede il 15% di sconto sulle strutture e sui servizi nelle Cinque Terre - anche se poi le strutture sono soprattutte nelle aree limitrofe – siglato tra Trenitalia e il sito www.5Terre.com?

Per quanto la pubblicità sia l'anima del commercio, e per quanto sia normale e giusto ”fare sistema”, ci si chiede come si possa pensare che questa operazione sia in linea con “l'obiettivo, apprezzato dal Parco, di sviluppare progetti sulla salvaguardia del verde con il reinvestimento di risorse sul territorio” (nota di Trenitalia, Il Secolo XIX domenica 13.5.2018) – mentre di fatto si fa concorrenza proprio alle strutture di quelle Cinque Terre che si dichiara di volere promuovere?

E questo in una situazione in cui le strutture interne al Parco sono già in sofferenza – e sempre più sembrano doverlo essere per gli anni a venire - per i costi sempre più alti a cui i turisti e le strutture stesse sono assoggettati!

Ma se ad una “start-up” quale è 5Terre.com si può attribuire inesperienza, come si può attribuire lo stesso all'azienda ferroviaria e all'Ente Parco, che, sempre secondo la nota di Trenitalia è stato “preventivamente avvisato della stipula dell'accordo” ?

In tutto questo qual è stato il ruolo dell'Assessorato ai Trasporti e Turismo della Regione Liguria? Era al corrente della operazione? Intende intervenire a difesa del territorio o lasciare operare come un un'agenzia di viaggi un'azienda che dovrebbe invece occuparsi di fornire servizio di trasporto pubblico secondo le aspettative dei cittadini?

Operatori, pendolari e residenti ricorrenti al Tar contro la tariffa maggiorata nelle Cinque Terre e contro il Contratto di Servizio ferroviario 2018-2032 firmato dalla Regione Liguria con Trenitalia, chiedono che nell'incontro previsto tra i Sindaci, l'Ente Parco e l'Azienda Ferroviaria venga chiarito se questo accordo con la “start-up” 5terre.com prevede anche un ritorno economico diretto, oltre che indiretto, per l'azienda Trenitalia.

E visto che l'azienda ferroviaria manifesta l'intenzione di reinvestire risorse nel territorio, si chiede che i Sindaci si facciano portavoce in modo forte dell'istanza della popolazione residente, oltre che degli operatori e pendolari, più e più volte manifestata, di conoscere l'ammontare degli introiti derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio da, per e nelle Cinque Terre e di reinvestire gli ingenti ricavi da tariffa reintroducendo i treni e le fermate che residenti, operatori e pendolari chiedono ormai dal 2016, (quali il "Parma" e i treni dal Levante del mattino e i treni invernali per citarne alcuni) necessari anche alla mobilità di quei turisti “semistanziali” che da decenni venivano nelle Cinque Terre e che ora sempre più spesso preferiscono altre mete.

E infine – piuttosto che lanciare una promozione che costringe le strutture ricettive ad innescare una gara al ribasso - di contribuire all'abbassamento dei costi per i turisti, tra cui vanno annoverati anche quelli che soggiornano nelle strutture locali oltre che gli amici e parenti dei residenti in visita, reintroducendo la tariffa ordinaria per tutti i viaggiatori.

 

I cittadini e i rappresentanti delle categorie ricorrenti al TAR

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