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Felettino, i lavori sono al palo: si rischia un altro ritardo. Ecco perché In evidenza

di Gabriele Cocchi – Le due varianti sulla paratia e sulle fondazioni dell’edificio non sono ancora state approvate. Il cantiere va avanti solo su opere minori.


I lavori sono al palo e non si vede ancora una via d’uscita per sbloccare lo stallo del cantiere (nella foto sopra la situazione attuale). È incerto il futuro del nuovo ospedale in costruzione al Felettino. Secondo il cronoprogramma i lavori dovrebbero terminare per novembre 2020, ma il ritardo accumulato per l’approvazione di due varianti presentate dall’azienda costruttrice, Pessina Costruzioni, potrebbe far slittare ulteriormente i tempi.

Intanto l’azienda e Ire Spa, stazione appaltante e società in house della Regione, si addossano reciprocamente la responsabilità dell’impasse.

La variante principale (e strutturale) al progetto di edificazione del nuovo ospedale, senza un innalzamento dei tempi o dei costi dell’opera, riguarda la modalità di costruzione delle fondazioni. Nel luglio 2016, infatti, l’ufficio tecnico della Provincia aveva rilasciato l’autorizzazione sismica per la costruzione, rilevando però il rischio concreto di cedimenti della struttura.

Ecco la storia raccontata da Guido Valgolio, direttore tecnico di Pessina, che ieri in commissione lavori pubblici, accompagnato dal direttore generale Paolo Pepe, ha fatto luce sulla situazione del cantiere: “La raccomandazione non era vincolante per il progetto, tanto che l’autorizzazione era stata rilasciata, ma era così importante da obbligarci a trovare una soluzione. Nel novembre 2016, nei primi incontri con la Provincia, abbiamo presentato le possibili soluzioni: sostanzialmente abbiamo proposto un nuovo sistema di fondazione che risolve il problema dei cedimenti. La previsione di approvazione della variante, secondo il cronoprogramma che avevamo stilato, era fissata ad agosto 2017. Ma Ire ci ha comunicato di aver avviato la procedura di analisi soltanto a ottobre 2017”.

Ire ha da poco inviato il progetto di variante alla Provincia, e il 19 aprile si è svolto un primo incontro tra l’azienda e la commissione provinciale incaricata di esaminare le carte. Sta di fatto, però, che senza l’approvazione della variante presentata da Pessina i lavori principali non possono ripartire: più tempo trascorrerà più diventa verosimile uno slittamento della data di fine cantiere.

“Il nostro impegno è quello di lasciare inalterata la durata dei lavori, il problema ora è individuare una data per la ripartenza”, ha confermato ieri Valgolio.

Lo stesso discorso vale anche per la paratia, un’opera di contenimento del fronte collinare formata da pali infissi nel terreno. Nel sottosuolo l’azienda ha riscontrato più roccia rispetto a terreno sciolto, e ha optato per una modalità costruttiva dei pali diversa rispetto a quella prevista. Per Pessina la modifica non costituiva una variante sostanziale al progetto, per la direzione lavori invece sì.

“A gennaio, così, abbiamo consegnato il progetto di variante (anche in questo caso a tempi e costi invariati, ndr). Ancora oggi siamo in attesa”, hanno detto in commissione i rappresentanti di Pessina.

Il rischio è che quello del Felettino si trasformi in un altro cantiere dai tempi (troppo) lunghi.

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