Rocchetta, 12mila euro per la lavanderia distrutta dall'alluvione In evidenza

di Daniele Siboldi

Buone notizie per l'economia della Val di Vara. Grazie ad un'iniziativa promossa da Confindustria e sigle sindacali, questa mattina un assegno da 12mila euro è stato consegnato a Don Mario Perinetti, cifra che servirà ad aiutare la riapertura della lavanderia industriale di Rocchetta, praticamente distrutta dall'alluvione di due autunni fa.

Venerdì, 08 Marzo 2013 14:59

Somma che tra l'altro fa parte di un aiuto finanziario ben più sostanzioso (circa mezzo milione di euro), al quale hanno partecipato diverse aziende locali e moltissimi lavoratori delle stesse, grazie al quale si spera di rimettere a pieno regime l'impianto entro fine 2013.
L'accordo era stato trovato 2 anni orsono e prevedeva donazioni volontarie da parte delle aziende e dei loro dipendenti, pari a un'ora di lavoro ciascuno, destinate a progetti di ricostruzione nei territori alluvionati. Le imprese aderenti inoltre si erano impegnate, e così è stato, a versare a proprio carico un'ulteriore quota pari alla somma donata dai propri lavoratori. "La raccolta – dichiara il presidente di Confindustria La Spezia Giorgio Bucchioni – si è svolta percorrendo due strade parallele. Ci sono state aziende che l'hanno eseguita in modo completamente autonomo, e parliamo di Termomeccanica, Oto Melara, Navalmare, Mbda, Lsct e Perini, che hanno così donato il denaro in maniera diretta. Altre invece hanno preferito unirsi e versare la somma accumulata (i 12mila dell'assegno ndr) tramite Confindustria".
La lavanderia di Don Perinetti dava lavoro a 60 persone, le quali ripongono un'enorme speranza in una rapida riapertura della struttura soprattutto perché in primavera scadranno le coperture finanziarie per la cassaintegrazione. "I danni – afferma il parroco – sono stati enormi, pari a circa 2 milioni di euro. C'è ancora molto da fare, ma è chiaro che i 500mila euro fin qui raccolti sono una bella boccata d'ossigeno, e per questo voglio ringraziare tutte le Parti sociali, ossia Confindustria, imprese, lavoratori, Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo così tanto impegno. La nostra è un'attività sociale, che dà lavoro a persone in difficoltà, come donne con figli lasciate sole dai mariti o altre situazioni più o meno critiche. Per questo ogni aiuto è ben accetto, in modo da poter ridare a queste 60 persone il proprio lavoro entro la fine dell'anno".
Un aiuto economico totale molto sostanzioso quindi, e che va ad integrare finanziamenti pubblici che, a causa della tremenda crisi che da anni attanaglia occidente e Italia in particolare, da soli non riescono a rispondere alle esigenze delle aree colpite dalla calamità dell'autunno 2011. "Il nostro impegno – prosegue Bucchioni – vuole essere anche uno sprono per l'amministrazione pubblica, che deve riuscire a trovare i fondi per rispondere ai problemi di queste zone, che dopo 2 anni sono ancora molto gravi. È brutto dirlo, ma c'è stato un trattamento completamente diverso tra come sono state affrontate la questione Val di Vara e Val di Magra da una parte e quella delle Cinque Terre dall'altra, dove gli stanziamenti sono stati più celeri e sostanziosi". Una tendenza, quella di iniziative private che vanno a sostituire o almeno ad accompagnare gli stanziamenti pubblici, che vista la contingenza economica sarà sempre più necessaria e, si spera, frequente.

 

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