Il saluto della diocesi a Monsignor Moraglia In evidenza

Un tratto di strada percorso insieme, che è stato breve, «anzi, a me è parso brevissimo», e «del quale ringrazio il Signore e voi». Così, il vescovo Francesco Moraglia, ha definito i quattro anni di ministero nella diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato, che ha salutato domenica scorsa nella cattedrale di Cristo Re.

Domenica, 18 Marzo 2012 19:10
Attorno al vescovo si è stretta una folla numerosissima, che ha partecipato a un Messa di forte commozione e intensa preghiera. Per commentare il commiato, il vescovo, visibilmente emozionato, ha richiamato l'immagine biblica della tenda: «Oggi, per voi e per me è uno di questi momenti, in cui, sotto lo sguardo amorevole e sapiente di Dio - che nulla fa a caso -, siamo chiamati a smontare la nostra tenda e a incamminarci là dove il Signore ci vuole». Sono, questi, momenti «in cui si può, anzi si deve guardare la propria vita - fatti, cose, persone - secondo una prospettiva nuova, in cui la nostra storia personale e comunitaria si salda in un disegno più grande del nostro e siamo condotti dove neppure immaginavamo. Questa è la realtà e il senso della vita». «Se noi uomini non ci opponiamo, Dio è il vero regista della storia, dei suoi piccoli e grandi avvenimenti». E, per il cristiano, la vita diventa un «lasciarsi portare», il ché richiede «un grande distacco da se stessi». Per il cristiano, «tutti i fatti e gli eventi della vita devono ancora svelare il loro ultimo significato, la loro ultima fecondità che, sorpresi e commossi, scopriremo in Paradiso». «Questa consapevolezza di vivere, qui e ora, la dimensione non ultima dell'esistenza ci doni una più grande libertà, che nasce dalla consapevolezza di non essere costretti a perseguire, oggi, a tutti i costi, il proprio appagamento personale. Se così fosse, infatti, tutta la vita rimarrebbe incompiuta, disattesa, frustrata». La seconda parte dell'omelia è dedicata ai ringraziamenti: ai fedeli, «perché quattro anni fa Lui mi mandava a questa Chiesa, che io non conoscevo e dalla quale mi sono sentito accolto fin dal primo momento», ai «miei preti», per i quali ha cercato di essere «amico, fratello e padre», ai religiosi, che «hanno detto, non a parole ma con i fatti, cosa è la verginità, l'obbedienza e la povertà secondo il Vangelo», ai laici, che «amano e servono la Chiesa là dove essa concretamente si manifesta», al mondo del lavoro «e soprattutto agli operai», per «come mi hanno accolto e per la fiducia che mi hanno concesso. Grazie per gli incontri che abbiamo avuto anche in momenti non facili per voi e per le vostre famiglie!». Poi Moraglia ha ricordato alcuni dei principali fatti del suo episcopato, e che sono destinati a portare ancora frutto nel tempo: la Visita pastorale, i pellegrinaggi del primo sabato del mese, l'Adorazione perpetua di recente istituzione, il fiorire del Seminario diocesano. Il pensiero finale è per il nuovo vescovo, che Moraglia ha invitato sin d'ora ad accogliere come «amico, fratello e  Padre», perché «il vescovo è la tenerezza del Signore Gesù per la sua Chiesa». Alla comunione, si è accodata verso il nuovo patriarca una fila interminabile di fedeli, che hanno atteso il proprio turno per vari minuti. La celebrazione si era aperta col saluto del vicario generale, monsignor Pier Carlo Medinelli, che, consegnando in dono una bellissima mitria riccamente ornata, ha ringraziato il vescovo per il ministero svolto e porto gli auguri per la nuova missione. Al termine, è stato il presidente diocesano dell'Azione cattolica, Antonio De Biasi, a salutare il neo-patriarca a nome delle aggregazioni laicali, esprimendo sia la gioia per la nuova missione, sia il dispiacere di non averlo più a Spezia. De Biasi ha sottolineato con affetto il grande impegno del vescovo per la diocesi, che si è concretizzato in varie opere tra cui l'istituzione dei pellegrinaggi mariani mensili, l'avvio dell'adorazione perpetua, il lavoro sulla sfida educativa. Ha ricordato l'impegno nel sociale, in particolare per il lavoro, l'aiuto portato a seguito dell'alluvione, la difesa e la promozione dei valori della vita, della famiglia e dell'educazione. Si è detto infine dispiaciuto per quelle volte in cui «non abbiamo seguito fino in fondo le Sue indicazioni». Dopo la benedizione, il vescovo ha ricevuto l'applauso lungo e caloroso di tutti i presenti, molti dei quali gli si sono stretti attorno per salutarlo personalmente, in un commovente abbraccio di reciproca gratitudine. Per molti di loro, Il prossimo appuntamento è tra una settimana, sempre in cattedrale. Ma quella di San Marco, a Venezia, dove, il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione e della fondazione, nel 421, della città, farà il suo ingresso il nuovo patriarca.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da Gino Ragnetti

Spezia? Non è zona sismica. Però...

Domenica, 30 Giugno 2013 17:30 cronaca
di Gino Ragnetti LA SPEZIA – Ma Spezia, è zona sismica o no? Siamo in pericolo anche noi come gli amici dell'Emilia? È questa ormai la domanda che ricorre più… Leggi tutto
Gino Ragnetti
GENOVA. E' stato siglato questa mattina in commissione consiliare salute un accordo sulla proposta operativa, presentata dall'ARS, l'agenzia regionale della sanità, per la messa a regime dei nuovi presidi per… Leggi tutto
Gino Ragnetti

Continua lettura nella stessa categoria:

Lascia un commento

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa