Oltre 1000 firme per la musealizzazione del sommergibile Da Vinci In evidenza

Il Presidente dell'Associazione per il Museo Tecnico Navale, tra i promotori del progetto, ne spiega le ricadute possibili sul territorio, oltre al significato identitario e culturale.

Mercoledì, 10 Gennaio 2018 09:17


L'iniziativa ha una molteplicità di valenze. Innanzitutto un Sommergibile trasformato in museo rappresenterebbe un tributo di rispetto e riconoscimento verso tutti i sommergibilisti che hanno servito la Patria con abnegazione ed eroismo. La sua collocazione alla Spezia, d'altra parte, darebbe evidenza dell'importante contributo dato allo sviluppo dell'arma subacquea dalle entità militari ed industriali che nella città hanno la loro sede storica. Ma oltre a questi aspetti commemorativi, ed alla capacità di rappresentare un ausilio per la didattica dei progettisti navali, credo non possa essere trascurata l'opportunità per la città di dotarsi, con il Sommergibile, di un importante elemento di quello che potrebbe diventare, nel tempo, un Polo Museale Navale con elevata potenzialità di attrazione turistica.

La possibilità di costruire, progressivamente, un Polo Museale Navale sembra praticabile; sussistono infatti varie opportunità
L'Associazione Museo della Melara (che cura il patrimonio storico di OTO Melara e Breda) ha recentemente iniziato a censire i materiali che potrebbero andare a formare una esposizione di reperti "fisici"; esposizione che potrebbe trovare idonea e degna ospitalità in una sezione del Museo Tecnico Navale, a valle del suo ampliamento; ipotesi già informalmente esaminata dalle due parti.
Una sezione del Museo potrebbe essere dedicata alla storia dell'Arsenale; per inciso, in questa ottica l'Associazione per il Museo Tecnico Navale sta avviando una iniziativa per raccogliere in un archivio multimediale le testimonianze del personale civile che nel passato ha lavorato nello stabilimento.

Esiste, presso la Scuola Sommergibili di Taranto, un "Allenatore d'immersione e di propulsione" che, riproducendo fedelmente e realisticamente la configurazione e l'operatività della camera manovra di un sommergibile classe Sauro, rappresenterebbe una esposizione interattiva di grande attrazione ed un importante complemento al Sommergibile; si potrebbe valutare la possibilità di realizzarne una copia localmente, dato che quella utilizzata a Taranto è stata realizzata quasi totalmente da aziende dell'area spezzina. L'Addestratore potrebbe rappresentare il primo elemento di una serie di esposizioni interattive con una grandissima capacità di coinvolgimento emozionale e culturale dei visitatori ("edutainment").
In una prospettiva di lungo termine, non sembra poi improbabile che alcune strutture storiche dell'Arsenale, una volta che siano state definitivamente valutate non più di utilità, possano a loro volta divenire attrazioni museali.
Indubbiamente si tratta di avviare un programma di largo respiro, che richiede una accurata valutazione degli investimenti richiesti e della loro sostenibilità, ed una pianificazione che preveda di reimpiegare i ritorni generati dalle prime realizzazioni per sostenere le successive attività. Un programma con l'obiettivo di dotare la città di un ulteriore elemento di attrazione turistica di elevato e durevole valore.
Il Polo infatti rappresenterebbe non solo una attrazione locale per i croceristi (in alternativa alla visita delle "facilmente raggiungibili" città d'arte) ma avrebbe anche la capacità di generare autonomamente un flusso turistico significativo. Una attrazione non solo in grado di generare un ritorno economico di per sé (con gli ingressi ed ospitando eventi), ma intorno alla quale gli operatori locali potranno costruire un sistema integrato di servizi turistici e commerciali.

Per questo credo, con i sottoscrittori della petizione, si possa e si debba guardare al progetto come ad un investimento capace di dare, nel medio e lungo termine, un significativo contributo allo sviluppo economico della città, anche in termini di occupazione. Come già pubblicato su queste pagine, qualcosa di simile è stato realizzato altrove con successo (Portsmouth, UK); sicuramente alla Spezia non mancano le necessarie capacità organizzative e realizzative, occorre solo riconoscere un obiettivo comune sul quale concentrare concordemente le energie in modo da cogliere una opportunità unica, che difficilmente si potrà ripresentare a breve.


Vincenzo Arrichiello
Presidente Associazione per il Museo Tecnico Navale

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