Volpi indagato, l'accusa è autoriciclaggio In evidenza

Probabilmente entro l'estate arriverà la richiesta di rinvio a giudizio. E le carte passano da Como a Genova, dove potrebbero risultare utili per un'altra indagine a carico del patron dello Spezia e della Pro Recco.

Lunedì, 19 Giugno 2017 10:41

545 mila euro trovati all'interno dell'auto di un uomo sospettato di essere uno “spallone”, ovvero una sorta di corriere che trasferisce merci e soldi oltrefrontiera per conto di uomini facoltosi. E' partita da lì l'inchiesta della Procura di Como che ha portato all'invio di avvisi di conclusione indagini a 30 persone, tra le quali anche il patron della Pro Recco e dello Spezia Gabriele Volpi.

Secondo quanto riportato da “La Provincia” di Como e da La Repubblica, intercettazioni telefoniche avrebbero portato gli inquirenti a collegare quei 545mila euro a Volpi che sarebbe quindi indagato per autoriciclaggio. L'ipotesi è che abbia fatto rientrare in Italia soldi portati precedentemente, in modo illegale, in Svizzera e che potrebbero anche essere frutto di evasione o altri reati.

Tutto questo potrebbe legarsi anche ad un'altra indagine che coinvolge Volpi: quella in corso a Genova sui sospetti di pagamenti in nero nei confronti di giocatori della Pro Recco, inchiesta partita dalle cause di lavoro intentate da Maria Orioli, ex segretaria della squadra e da Giuseppe Spalenza, allora direttore generale della Pro Recco ed ex amministratore delegato dello Spezia Calcio.

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