Spezzini Fuori Porto n. 22: Elena Bellacicca, dalla Spezia un’idea di innovazione internazionale che aiuta i… distratti In evidenza

Di Laura Orsenigo - Giovane imprenditrice spezzina, è la fondatrice di un’innovativa piattaforma digitale per ritrovare gli oggetti smarriti. Il suo progetto è stato scelto dalle ferrovie gallesi. Ai giovani spezzini dice: azzardate e credete nel futuro!

Lunedì, 05 Giugno 2017 15:54


Ci spiega in cosa consiste la piattaforma che ha creato per ritrovare gli oggetti smarriti?
FindMyLost è il primo Lost & Found social, l’unica piattaforma che permette di ritrovare il proprio oggetto smarrito ovunque ci si trovi, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Per il mondo business, FindMyLost offre a diversi operatori, come Comuni, aeroporti, compagnie aeree, parchi divertimenti, hotel, centri commerciali o università, la possibilità di creare il proprio Lost o & Found digitale. Invece la formula per gli utenti finali prevede che, tramite una community, chiunque ritrovi un oggetto possa entrare in contatto diretto con il legittimo proprietario, restituirglielo e potenzialmente ricevere una ricompensa.
Siamo leader in Italia come piattaforma digitale Lost & Found (cliccate qui). Abbiamo attivato anche una campagna di Equity Crowdfunding, cioè chiunque, tramite un investimento online, può acquistare un titolo di partecipazione nella società (cliccate qui).

Un progetto che è stato “sposato” da importanti società internazionali, quali?
FindMyLost è partito da una mia idea con la quale ho vinto, a Expo Milano 2015, il concorso Women for Expo. Nel 2016, FindMyLost ha collaborato con il servizio di Car Sharing "ShareNGo" caratterizzato da vetture elettriche in giro per l’Italia. Dai primi giorni di aprile 2017 è attivo un progetto pilota sulla compagnia di treni “Arriva Wales”, operatore ferroviario gallese. Questo contratto rappresenta un traguardo importante, in quanto può generare un effetto a cascata sull’intero settore ferroviario inglese.

Dove vive attualmente?
La mia vita in questo momento può considerarsi come un esempio di una pendolare glocal. A Spezia rientro per la mia famiglia e per i miei amici d'infanzia, a Milano per la vita sociale che ho costruito sin dall'università e a Londra per il lavoro e per rendere internazionale il mio progetto.

Che scuole ha frequentato a Spezia?
A Spezia ho frequentato la scuola media "Giuseppe Mazzini" e il Liceo Scientifico "Antonio Pacinotti".

Quali sono i suoi “luoghi del cuore” spezzini?
Un luogo a cui associo tanti ricordi è Via Prione, il luogo delle vasche del sabato pomeriggio… e dove solitamente vengono smarriti centinaia di oggetti ogni mese! Poi sono legata alla Passeggiata Morin, uno dei luoghi simbolo della città e per me anche uno dei luoghi dei più bei ricordi delle mie prime esperienze romantiche.

Parafrasando il nome della sua società cosa si è “perso” a Spezia che bisognerebbe ritrovare?
La Spezia è sempre stata nei secoli un importante centro economico e militare dell'intera regione ligure. Ultimamente, però, l'anima storica della città si è indebolita e, secondo me, è fondamentale ripartire al più presto garantendo alla realtà urbana una nuovo rilievo sociale tramite la nascita di una rinnovata coscienza imprenditoriale. L'educazione è il punto più importante per far sì che i cittadini possano alimentare uno spirito fiero e combattivo che è sempre stato riconosciuto come uno dei caratteri dei miei concittadini.

La sua società è molto giovane, ma ha già ottenuto buoni successi. Può essere un esempio per tanti ragazzi che oggi tendono a rassegnarsi alla mancanza di lavoro e prospettive?
Assolutamente sì. Io mi sveglio ogni giorno per far valere non solo la mia passione imprenditoriale ma per essere un ottimo esempio per tutti coloro che hanno la volontà, il carattere e la forza di mettersi in gioco in nuove realtà economiche che sono sempre state il motore del sistema produttivo italiano.

A Spezia in particolare il problema occupazione è molto forte, quale crede possa essere la strada per “uscire dal tunnel”?
Il punto è investire. Investire nell'educazione, per formare una generazione di talenti che possano cambiare la nostra realtà industriale partendo dal piccolo. Investire nei giovani, affinché possano acquisire quelle capacità professionali utili da spendere nel mercato del lavoro attuale. Investire nella città, migliorando i servizi urbani come quello offerto da FindMyLost per gli oggetti smarriti e, in generale, nel decoro pubblico, che rappresenta secondo me lo specchio della qualità della vita di una città. Ma soprattutto investire nella tecnologia, per non rimanere indietro rispetto agli altri paesi europei e non, visto che il capitale umano italiano non ha pari nel mondo. E infine, investire in imprenditori che hanno avuto il cuore e il coraggio di azzardare in un momento di crisi come questo, creando aziende dal nulla, partendo da un'idea e trasformandola in un progetto concreto. Come in FindMyLost, che ha l'obbiettivo di diventare la migliore piattaforma per la gestione degli oggetti smarriti, non solo in Italia ma nel mondo. Questo è il momento di credere nel futuro. E di credere in noi.

 

Cliccate sui link qui sotto per leggere le altre interviste di Spezzini Fuori Porto:

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