Spezzini Fuori Porto n. 19: Nicola Bartolini Carrassi, in giro per il mondo in cerca di nuove tendenze In evidenza

Di Laura Orsenigo - Produttore, autore, musicista ed ex doppiatore, ma anche grande appassionato di prodotti per ragazzi. Ha contribuito al successo di Pucca, Hello Kitty, Sailor Moon e Dragonball. Da Porto Venere a Los Angeles e a Tokio, va alla scoperta di nuove tendenze.

Martedì, 25 Aprile 2017 16:48

Dove vive attualmente?
Sono senza ‘fissa dimora’, mi sono liberato della schiavitù e del peso di oggetti e… case; mi divido tra Roma, Londra e Tokio. Quando posso mi rifugio a scrivere a Porto Venere.

Quando ha lasciato Spezia?
A 18 anni, quando mi sono trasferito a Milano per inseguire il sogno che avevo sin da bambino: lavorare in televisione. Anzi, la mia idea era ancora più precisa: volevo condurre Bim Bum Bam!

Da dove nasce la sua passione per i fumetti e le serie animate?
Non lo so, c’è sempre stata. Divoravo il Corriere dei Piccoli, scrivevo sceneggiature e copioni, montavo scenografie, inventavo storie, davo la voce a tutti i personaggi dei fumetti… Tutto questo nella mia cameretta di bambino, parlando sostanzialmente al muro! Finché non mi hanno regalato una telecamera…

E’ stato un antesignano degli youtuber di oggi! Che video produceva?
Avevo 13-14 anni e iniziai a girare e montare i miei programmi. Portai la mia cassettina a Tele Liguria Sud e ottenni uno spazio. Poi ‘mi allargai’ su altre tv: alla domenica avevo 6 ore di diretta su tre diverse reti.

E come ci arrivò?
Con tenacia e perseveranza. Da quando avevo 10 anni scrivevo ogni mese ad Alessandra Valeri Manera, la capo-struttura della fascia ragazzi, allora Fininvest, per propormi con le mie idee. Bim Bum Bam era il mio chiodo fisso.

E riuscì a realizzare il suo sogno?
Riuscii ad avere un appuntamento con lei, la mitica Valeri Manera, ma lei mi disse che non le serviva un conduttore, le servivano idee. Piansi per 3 giorni. Ma da quel momento iniziò la mia carriera. In 18 anni ho fatto due volte il giro del mondo e lavorato per le principali multinazionali dell’intrattenimento.

Non solo autore, anche doppiatore…
Sì, ma quasi per caso, mentre seguivo i corsi di dizione e recitazione al CTA… sempre con l’idea di fare il conduttore di Bim Bum Bam! Divenni anche giornalista pubblicista e mi cimentai come scenografo, aiuto regista e ghost writer!

E anche musicista!
Sì, ho scritto i testi di molte sigle di serie animate. E mi sono preso cura delle canzoni interne alle serie delle tre reti Mediaset per un decennio. Oltre 500 brani…

In un mondo che ai profani sembra solo giocoso e divertente, come quello delle serie animate, lei però ha vissuto degli episodi molto brutti, di cyber stalking, ce ne vuole parlare?
Non mi ero mai occupato della mia “reputazione digitale” finché non scoprii che c’erano ben 38 profili fake, usati da un piccolo ma agguerrito gruppo di “ossessivi fobici” - giudizio dello psichiatra forense - che si “divertivano” a pubblicare a mio nome, oppure a vandalizzare la voce su di me in Wikipedia. È stato orrendo. Anche per questo oggi uno dei miei principali impegni è una fondazione che aiuti le vittimi dei cyber bullismo e cyber stalking, i genitori, e anche… i bulli.

Ma perché tutto questo rancore?
Ho firmato l’edizione italiana di ‘anime’, cioè serie animate giapponesi, che ebbero molto successo come ‘Piccoli problemi di cuore’ o ‘Sailor Moon’, adattati per il pubblico del pomeriggio: i bambini. Mediaset doveva rispettare le nuove leggi, la famosa ‘fascia protetta’ e altre norme. Ma al nostro pubblico, bambini e famiglie, la nostra programmazione piaceva (toccavamo il 26% di share). A far cagnara erano alcuni adulti, appassionati di ‘anime’… Inutilmente: i programmi non erano destinati a loro…

Se Spezia fosse il set di una serie animata che personaggi la popolerebbero?
La Spezia dei miei tempi sarebbe stata il villaggio di quelle serie lunghissime giapponesi, dove non cambia mai nulla, o molto poco e molto lentamente. Oggi vedo una gioventù molto dinamica rispetto al passato.

Guardando Spezia con occhi allenati a realtà internazionali, quali difetti e quali pregi balzano agli occhi?
La presenza dell'Arsenale priva la Spezia della magia del mare e del turismo che tante spiagge porterebbero. I piccoli e grandi centri del Giappone sono più puliti e impegnati nel generare il bene comune: le tradizioni sono mantenute, ma l'innovazione è comunque bene accetta.

Ha ricordi ha della sua infanzia spezzina di luoghi o situazioni che non ci sono più o sono cambiate?
Ricordo le scale delle Poste e gli aranci di Piazza Verdi: io abitavo in Via XX Settembre, nel palazzo con le mattonelle blu. Le biciclette ai giardini che si potevano noleggiare. Non dimentico i bulli che mi massacravano alle medie (Silvio Pellico) o quando frequentavo il Pacinotti. Devo dire loro grazie. Sono stati il motore, il propulsore perché io facessi una carriera veloce e ricca. Ogni volta che ero in difficoltà pensavo a loro: alle prese in giro, al fatto che ero tagliato fuori da tutto, alle botte… Vorrei dire a chi è preso di mira dal ‘gregge’ di omologati: hey, sei sulla buona strada, e il tempo è galantuomo!

La sua passione per fumetti e serie animate oggi è viva come da ragazzino?
Oggi leggo tutto, vedo e ascolto tutto. Sono onnivoro. Un grande curioso, che si appassiona ai progetti innovativi. Ho fatto pace con il mio 'pesante' passato, con una carriera monstre con la quale sarebbe stato difficile convivere, se non l'avessi 'lasciata andare'. Oggi non mi occupo più solo di prodotti per ragazzi, ma di tutto ciò che è novità, anticipazione... Ho anche un debole per le start up. Sono ancora affamato di esperienze. La differenza con il passato: non vivo più per lavorare, lavoro per vivere. E finalmente, a 46 anni, ritaglio del tempo per me e per i miei affetti. In questo la meditazione e il buddismo non settario sono stati fondamentali.

 

Cliccate sui link qui sotto per leggere le altre interviste di Spezzini Fuori Porto:

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2 commenti

  • Link al commento Palma Lecce Mercoledì, 26 Aprile 2017 21:47 inviato da Palma Lecce

    I cartoni animati sono stati la colonna della mia infanzia, ma all'epoca non mi interessavo del doppiaggio, ero più presa dalle sigle. Ho iniziato ad interessarmi del doppiaggio quando quasi per caso ho scoperto Nicola. Ripensando ai protagonisti della mia infanzia ed associandone alcuni alla sua magica voce, ogni volta l'emozione è forte, anche perché Nicola ai personaggi non da solo la voce, li anima. Da anima e cuore ai personaggi, come a tutto quello che fa. È un grande professionista, una persona di immenso cuore. Poliedrico per le innumerevoli attività che ha svolto, che svolge e svolgerà, sempre proiettato verso nuove iniziative. Entra talmente tanto nel cuore delle persone che ne parlo come se lo conoscessi da una vita.

  • Link al commento Roberta Lavezzari Martedì, 25 Aprile 2017 21:59 inviato da Roberta Lavezzari

    Complimenti alla redazione della Gazzetta per la bella intervista; ancora più bello ritrovare l'intervistato.
    Nicola Carrassi ha accompagnato la mia infanzia con le sue indimenticabili, magiche voci facendo sognare la sottoscritta ed intere generazioni; l'ho ritrovato da adulta scoprendo che non solo continua a far sognare i più piccoli, ma fornisce anche un prezioso, fondamentale supporto, a coloro i quali cercano di realizzare quei sogni che tanto fondamentali sono stati nella sua vita, spronandoti a non mollare mai di fronte alle avversità e facendoti capire che il primo che deve credere nelle tue potenzialità, devi essere tu. Ammirevole, tra le molteplici tematiche di cui si occupa, l'impegno e le energie che riserva al sociale.
    Questo ho capito di lui: la persona oltre il personaggio. Uno straodinario talento con un'empatia fuori dal comune. Un esempio, da cui prendere esempio.

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