“Basta pellicce”: la petizione LAV è arrivata anche alla Spezia

di Doris Fresco

Ieri, sabato 19 gennaio, si è svolta la prima giornata di raccolta firme organizzata dal punto di riferimento LAV La Spezia, che continuerà anche il prossimo sabato 26 gennaio.

Domenica, 20 Gennaio 2013 16:42
Le quattro ragazze, volontarie, che gestiscono il punto di riferimento alla Spezia hanno organizzato questa raccolta firme che proseguirà la prossima settimana sempre in Corso Cavour, all'altezza del negozio di abbigliamento Zara dalle ore 15:00 alle ore 19:00, per far arrivare anche alla Spezia la petizione promossa dalla lega antivivisezione e che a livello nazionale ha già raccolto oltre 60 mila firme per chiedere l'emanazione di una legge che preveda il divieto di allevare, catturare e uccidere animali per ottenere pelli o pellicce e il divieto di produrre, esportare, commercializzare, trasportare, detenere, cedere o ricevere a qualunque titolo pelli o pellicce, ricavate da animali appositamente allevati, catturati o uccisi. Anche sabato prossimo le volontarie Pamela O'Shaughnessy, Giulia Manganelli, Giada Galli e Valentina Zanichelli, saranno presenti in Corso Cavour con un tavolo informativo, dove non solo si potrà firmare la petizione, ma sarà anche possibile iscriversi alla Lega antivivisezione o semplicemente trovare depliant informativi, come ieri hanno spiegato le stesse volontarie: "oggi piove e sicuramente non riusciremo a raccogliere le firme che vorremmo, ma sappiamo che è importante anche solo far vedere la nostra presenza e distribuire i volantini informativi" .
La petizione, dal titolo "Basta pellicce" chiede il divieto di allevamento di animali da pelliccia nel nostro Paese seguendo l'esempio dato lo scorso 18 dicembre proprio dall'Olanda, secondo produttore europeo di pellicce da visone, che ha approvato una legge che mette al bando ogni allevamento di animali da pelliccia e che diventerà effettiva dal primo gennaio 2024, lasciando 10 anni di tempo per lo smantellamento dei 159 allevamenti presenti sul territorio nazionale e mettendo a disposizione 2 milioni di euro all'anno per la riconversione delle strutture in altro tipo di attività agricola. Questo divieto imposto dall'Olanda si va a sommare ai divieti già approvati in Austria, Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e persino in Croazia e Bosnia.
"Riteniamo importante che anche l'Italia compia questo passo importante e definitivo, ricordando che è stato il primo Paese europeo a vietare il commercio di pellicce di cane e di gatto, nonché Paese guida per il bando europeo alle pellicce di foca", spiega Pamela, referente del Punto di riferimento spezzino che continua: "la petizione che stiamo portando avanti come Lav ha già raccolto oltre 60.000 firme ed è stata depositata alla Camera e al Senato nella legislatura uscente, ma non è stata messa in agenda dei lavori parlamentari, per cui la ripresenteremo nella nuova legislatura, augurandoci che venga presa in esame."
Per saperne di più è possibile visitare la pagina facebook LAV La Spezia o contattare il numero 354/ 7001452.

 

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