Giorno della Memoria: le celebrazioni alla Spezia In evidenza

Di Francesco Truscia - Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria. Il programma degli eventi previsti alla Spezia, a partire dalle 9:00 fino alle 17:30.

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 16:40

La giornata del 27 gennaio
Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dello sterminio perpetrato dai nazisti nei campi di concentramento. 72 anni fa, il 27 gennaio del 1945, l'Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz. Aprendo quei cancelli è stata rivelata al mondo una terribile verità, nonostante esista ancora qualche negazionista (il mondo è bello perché vario, quasi sempre).
La cerimonia alla Spezia si apre con la deposizione di corone, alle ore 9:00, presso il Sacrario della scuola media 2 Giugno. Dopo l'incontro con i ragazzi della scuola "Adriana Revere" (che si terrà alle 9:30), la celebrazione si sposterà al cinema "Nuovo" dove, dopo la consegna delle medaglie d'onore alle famiglie degli ex internati Antonio Chiesa e Luciano Peroni (ore 10:30) e la consegna delle borse di studio ANED ai vincitori del concorso "Franco Cetrelli" (ore 10:45), si terrà un consiglio comunale straordinario. A seguire verrà proiettato il film "Il viaggio di Fanny", vincitore al Giffoni Film Festival. Una storia vera quella di Fanny Ben-Ami che, a soli tredici anni, si trova costretta a fuggire dai rastrellamenti nazisti assieme ad altri coetanei. Lo spettatore potrà quindi rivivere, attraverso gli occhi di una bambina, un capitolo oscuro della storia del XX secolo. Alle 12:30 il coro dell'Istituto Comprensivo Silvio Pellico, composto da 150 ragazzi, si esibirà in 4 canti di origine ebraica in Piazza Verdi. La giornata si concluderà alle ore 17:30 presso il tunnel antiaereo di via del Prione, sotto la scalinata Quintino Sella, dove verrà inaugurata l'installazione artistica "Heimweh".

L'installazione "Heimweh"
Rifacendosi alla tecnica del patchwork i tre curatori dell'installazione, Andrea Luporini, Grazia Cantoni e Daniela Spaletra, hanno realizzato un percorso dentro al tunnel antiaereo per porre l'attenzione sul dramma delle persone che sono costrette a fuggire dalle proprie terre a causa della guerra. I curatori si sono serviti della coperta, oggetto comune a tutti noi, per far riflettere lo spettatore sulle sofferenze dei migranti.
"Il tema dei migranti viene trattato in maniera monodirezionale, a partire dalla stampa. Ci dimentichiamo dell'empatia, non riusciamo ad immedesimarci in una situazione nella quale potremmo trovarci tutti noi. Durante questa installazione si esibiranno anche i Mitilanti che leggeranno dei brani tratti dall'Annuario Argo, poesia del nostro tempo. Heimweh è una parola tedesca che può essere tradotta come "nostalgia di casa". Siamo partiti dal concetto di coperta per raccontare il nostro punto di vista: la coperta rappresenta l'intimità, ci abbraccia e ci protegge, ma è anche il primo oggetto con il quale vengono a contatto i migranti che sbarcano sulle coste europee. Abbiamo ricostruito un altro tunnel che è stato avvolto da coperte, sperando che lo spettatore possa riflettere sulla condizione di queste persone costrette a fuggire dalle proprie case. Attraverso la collaborazione con la Onlus Hopeful Giving di Padova, le coperte verranno poi destinate a chi ne avrà più bisogno (Idomeni in Grecia, Belgrado o nelle zone del terremoto), senza porre nessun tipo di paletto ideologico. Ci sono state delle polemiche, qualcuno ha detto che il tema dei migranti non c'entra con il Giorno della Memoria. Secondo me invece una giornata come questa deve essere l'occasione per parlare anche del presente, dobbiamo evitare che situazioni del genere possano riproporsi ai giorni nostri": queste le parole di Andrea Luporini, fotografo e uno dei curatori di "Heimweh".

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