Podere Case Lovara: ecco il nuovo bene del FAI, da oggi patrimonio di tutti. Un prototipo di turismo sostenibile (foto) In evidenza

Di Emanuela Cavallo - "Vedo il sentiero che percorsi un giorno come un cane inquieto; lambe il fiotto, s'inerpica tra i massi e rado strame a tratti lo scancella. E tutto è uguale": sono stati i versi della poesia "Punta del Mesco" di Eugenio Montale a coronare l'apertura al pubblico del podere Case Lovara, bene del Fai ristrutturato grazie alla Fondazione Zegna, che da oggi sarà accessibile agli escursionisti del sentiero Levanto - Monterosso.

Giovedì, 23 Giugno 2016 18:20

Lungo il percorso che da Levanto porta a Monterosso al Mare, attraversando il solare promontorio del Mesco, dopo più di un'ora di cammino, a tratti nel bosco e per lo più nella macchia mediterranea, si arriva al podere del Fai che servirà da foresteria rurale. Il progetto rappresenta una sperimentazione anche per il Fondo per l'Ambiente Italiano in quanto in questo particolare restauro il monumento vero, oltre alle antiche costruzioni, è il paesaggio delle Cinque Terre.

 


Un paesaggio modificato, frutto della presenza dell'uomo che, pur in una delle zone più selvagge delle Cinque Terre, ha costruito un insediamento fatto di due costruzioni e di fasce terrazzate e coltivate. Una piccola azienda agricola nata in un territorio arido e difficile, dove per generazioni hanno vissuto contadini e cavapietre. La cava di arenaria del Mesco era infatti molto utilizzata per le abitazioni dell'intera zona costiera. Nel mezzo del silenzio, guadagnato dopo una faticosa camminata, si potrà soggiornare in questa particolare azienda agrituristica, la prima nata e sostenuta dal Fai, dove si punta rigorosamente all'autoproduzione energetica e alimentare. Un prototipo d'eccellenza per sostenibilità ambientale e agricoltura biodinamica.

"Oggi il Fai dà un esempio perché recupera una parte di paesaggio cercando di fornirgli la sua vera identità" - ha commentato Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo, ex Presidente del Fai, presente all'inaugurazione di Case Lovara.
"L'identità del territorio italiano – ha insistito la Borletti Buitoni - non è la natura selvaggia ma la sovrapposizione di natura ed interventi dell'uomo. Questo rende il paesaggio italiano straordinario e unico. Quindi questo recupero è un modello che dovrebbe valere per sempre, molto importante e soprattutto riuscito."

Andrea Carandini, Presidente del Fai, ha ripreso il concetto: "I documenti archivistici e le analisi svolte attestano la presenza umana in questo sito dal XV secolo. Dal quel momento l'uomo ha lavorato e modificato il paesaggio. La nostra illusione a volte è che il cemento sia l'unico grande pericolo per la distruzione del paesaggio, ma lo sono altrettanto la boscaglia e l'abbandono. Bisogna sfatare il mito della natura selvaggia, wilderness; il paesaggio selvaggio non c'è in Europa, dove tutto è umanizzato. L'ambiente è un monumento costruito dall'uomo. Con il Fai abbiamo resuscitato la storia, non per una sola famiglia, come era una volta questo luogo, ma per tutti i turisti che sul sentiero transitano al fine di capire la vera essenza delle Cinque Terre con il suo paesaggio unico umanizzato con orti, ulivi, sentieri e vigne".

Sono circa 700 mila all'anno i turisti che percorrono questo tragitto, uno dei più suggestivi e duri del Parco nazionale delle Cinque Terre. La volontà ora è quella di far diventare il sito un luogo testimone del turismo sostenibile.
Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, ha illustrato l'iter svolto: "La donazione del sito è avvenuta il 26 marzo 2009, un bene di 45 ettari nelle Cinque Terre, donato da un'agenzia immobiliare perché i progetti iniziali erano legati alla costruzione di villette in quest'area, sfumati con l'istituzione del Parco nel 1999. Le normative di tutela hanno bloccato qualsiasi possibile edificazione: ciò da una parte è un bene, dall'altra limita anche la possibilità di un recupero di case in abbandono. In questa zona del Mesco non era concesso ripiantare ulivi, avviare orti e sistemare muretti ed era preferibile lasciare il terreno incolto, secondo una politica di rinaturalizzazione. Il 22 luglio 2013 è stato siglato un protocollo d'intesa per il progetto di restauro concesso a condizione di non essere in contrasto con la biodiversità e la sostenibilità del luogo. Il progetto è stato concordato con le università di Genova e di Firenze per studiare a fondo la natura del sito ed ipotizzarne il restauro.
Il 25 giugno 2015 è stata fondata la società agricola Fai srl al fine di farne un vero e proprio agriturismo. Dal prossimo anno si potranno mangiare i prodotti rigorosamente cresciuti in questo podere. Al momento sono stati recuperati 600 metri quadri di muretti a secco; ne restano ancora 2.300 da ripristinare. In un anno è stato recuperato 1 ettaro, così siamo a meno di metà del lavoro. La vera difficoltà è energetica ed ambientale: l'isolamento rende problematico attivare il fabbisogno energetico e idrico. All'inizio si era pensato a una completa autoproduzione, ma era necessario togliere degli alberi per avere lo spazio per il fotovoltaico. Quindi abbiamo scelto di evitare ciò posizionando sul tetto della casa rossa 22 pannelli ed altri 24 pannelli su tettoie per arrivare al 60%".

L'aspetto idrico è ancora più problematico, data la natura del posto: si sta studiando un percorso ciclico chiuso per il riutilizzo delle acque reflue, essendo l'acqua un elemento indispensabile all'agricoltura. Su questo aspetto si stanno ancora cercando soluzioni e sono state realizzate cisterne. Le soluzioni tecnologiche sostenibili in questo sito, isolato e tutelato, potrebbero aprire nuove strade anche per altre realtà.


Anna Zegna, che ha donato 1 milione e mezzo di euro tramite la sua fondazione, ha rammentato che questa e' una storia di tanti uomini insieme. In nome del nonno ha piantato un albero creando una "Oasi Zegna".


Ha ricevuto ufficialmente la consegna del luogo la Presidente Regionale Fai Liguria Roberta Cento Croce, in rappresentanza delle sei delegazioni Fai della Liguria: "Siamo fieri di questo bene - ha detto - e ce ne sentiamo tutori; questo luogo è un simbolo, un emblema del Fai."
Erano presenti anche il Presidente del Parco Vittorio Alessandro, l'Assessore regionale Ilaria Cavo e per il Comune di Levanto Alice Giudice. Sono arrivati a Case Lovara anche il Prefetto della Spezia Mauro Lubbati, che temerariamente ha raggiunto il sito a piedi, e il referente per la Sovrintendenza Luca Rinaldi. Ha presenziato anche Elena Formento, tiolare della ditta che ha eseguito i lavori.


Secondo l'Assessore regionale Ilario Cavo "questo è un progetto anche di valore culturale", soprattutto legato a Montale. A suo giudizio si potrebbe incentivare il Servizio civile di protezione civile per permettere ai giovani di lavorare per la tutela del territorio.


"Con Il podere di Case Lovara testimoniamo che si può avviare un presidio a luoghi fragili facendo agricoltura e avendo il rigore di fare quadrare i bilanci" ha commentato Carlo Triarico, Presidente della Associazione per l'agricoltura Biodinamica.

I 45 ettari di terreno e edifici rurali di case Lovara diventeranno così un presidio agricolo e didattico in quella zona più aspra e arcigna delle Cinque Terre che mantiene intatto il suo fascino.

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