Consulta Legalità Sarzana: sul tavolo i beni confiscati alla malavita

La Consulta Comunale per la legalità ha posto sul tavolo dell'amministrazione la questione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, cioè i beni, immobili o aziendali, sottratti a membri di organizzazioni criminali.

Lunedì, 05 Novembre 2012 08:38
I beni vengono trasferiti agli enti locali, che ne decidono l'utilizzazione: un immobile può essere concesso gratuitamente ad associazioni e cooperative sociali, attraverso un progetto di riutilizzo sociale. Alcuni beni possono essere mantenuti al patrimonio dello Stato, per finalità istituzionali. Il riutilizzo sociale resta prioritario: lo spirito della legge è quello di restituire sotto forma di capitale sociale e partecipato fette di ricchezza sottratte illecitamente dalla criminalità. I beni possono essere venduti o affittati soltanto nel caso in cui non sia possibile un'assegnazione di carattere sociale, ma i proventi devono essere reimpiegati esclusivamente per finalità sociali.

La Consulta intende rendere pubblici i dati sui beni presenti a Sarzana e favorire presso il Prefetto la nascita di un nucleo di supporto alla gestione dei beni, aperto a enti e associazioni. A Sarzana sono presenti quattro immobili confiscati (una villa indipendente, due appartamenti, un terreno) tutti ancora da destinare, e quattro beni aziendali: tutti sono riconducibili a un solo provvedimento di confisca, irrorato dal Tribunale della Spezia ai danni di un noto ricettatore. In provincia i beni sono in tutto ventuno (otto a Sarzana, quattro alla Spezia, quattro a Riccò del Golfo, tre ad Ameglia, uno a Bolano, uno ad Arcola). Questi beni possono diventare un'occasione di sviluppo sociale e culturale, all'insegna della partecipazione e della trasparenza. Dal mondo dell'associazionismo e del sociale possono nascere concreti progetti di riutilizzo, alternativi alle consuete destinazioni istituzionali (uffici, magazzini, caserme), ma è necessario che i soggetti interessati siano messi in condizione di formulare delle proposte, attraverso meccanismi trasparenti. I beni confiscati sono un patrimonio di tutti, e la loro gestione e assegnazione è una questione di rilevanza pubblica, che coinvolge amministrazioni, associazioni e cittadini.

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