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La Germania archivia le stragi naziste. Enrico Conti: "Vergogna!" In evidenza

LA SPEZIA - "Un provvedimento inaccettabile, sotto il profilo storico e morale". Così Enrico Conti amaramente commenta la decisione della procura di Stoccarda, che ha archiviato l'inchiesta su otto gerarchi nazisti sospettati di aver preso parte alla strage di Sant'Anna di Stazzema, dove il 12 agosto del 1944 vennero trucidati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani.

Giovedì, 04 Ottobre 2012 17:10

"Un fulmine a ciel sereno, che fa il paio con la sentenza della Corte internazionale dell'Aja", afferma il consigliere comunale spezzino della Lista Federici, che rappresenta legalmente una trentina di famiglie delle vittime della strage nazista di San Terenzo Monti, nel comune di Fivizzano, dove persero la vita 159 innocenti.

Conti da anni porta avanti la battaglia per il rispetto delle sentenze di condanna emesse dal Tribunale militare della Spezia confermate in tutti i gradi di giudizio italiani, ma mai applicate dalla giustizia tedesca nei confronti degli ex gerarchi nazisti responsabili di numerose stragi.

"Si ha l'impressione – sostiene oggi l'avvocato Conti – che alcune sacche di neonazismo abbiano grande attenzione da parte dello Stato della Germania. Se da una parte si sono sentite dichiarazioni di circostanza da parte del ministro degli Esteri tedesco dopo la sentenza della Corte dell'Aja, è altrettanto vero che i dati oggettivi rimangono, cioè la volontà della Germania di non risarcire nella maniera più assoluta gli italiani trucidati dai suoi soldati. Eticamente, ciò che è successo a partire dalle corte internazionale per arrivare all'archiviazione di ieri alza uno spread storico, morale e politico sfavorevole ai tedeschi, che non si limita alla fatidica quota di 600, ma che sicuramente la doppia senza neppure aver bisogno di dover troppo accelerare".

La riflessione del consigliere comunale della Spezia, si unisce allo sconcerto manifestato ieri da numerosi esponenti politici e delle istituzioni, dalla senatrice Pd Angela Finocchiaro al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, dal segretario generale della Farnesina Valensise al procuratore militare Marco De Paolis.

"Vorrei precisare – prosegue Conti – che se le 15mila vittime fossero risarcite secondo il sistema italiano più riduttivo, considerando un milione ciascuna, rimanendo bassi e considerando, per facilità d'esempio, interessi e rivalutazione monetaria a forfait, si arriverebbe alla somma di 15 miliardi di euro che gridano vendetta. Quindi, oltre alle motivazioni politiche interne, dove le frange di neonazisti hanno presa sulla società, lo Stato tedesco dovrebbe varare una manovra finanziaria per risarcire i discendenti delle vittime dei massacri del 1944. Per questo con amarezza, ma senza alcuna rassegnazione, prendiamo atto del fatto che lo Stato tedesco non ha alcuna intenzione di perseguire i suoi cittadini per il genocidio compiuto in Italia, come si poteva dedurre dal fatto che non siano mai state avviate le pratiche per l'estradizione dei gerarchi condannati dalla giustizia italiana".

Al tavolo storico-politico italo-tedesco proposto dalla Corte dell'Aja per la soluzione della vertenza ci sarà molto da lavorare perché le vittime della storia ottengano giustizia.

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