Lavoro nero e sicurezza: sospese tre attività In evidenza

LA SPEZIA - Lavoro nero e scarsa sicurezza hanno causato la sospensione di tre attività imprenditoriali negli ultimi giorni. Nel corso di una verifica ad una serie di cantieri edili nella zona di Ameglia, gli ispettori del lavoro si sono imbattuti nella costruzione di alcuni box e garage privati da parte di una squadra formata da cinque operai e carpentieri, dipendenti di una ditta italiana.

Martedì, 11 Settembre 2012 19:10
Tra loro, due extracomunitari di nazionalità egiziana che non erano stati assicurati dal datore di lavoro. Uno di essi, addirittura, esibiva un permesso di soggiorno per motivi di giustizia con divieto di svolgere attività lavorativa in Italia. Alla luce di quanto accertato, gli ispettori hanno immediatamente notificato la sospensione poiché la percentuale di lavoro nero era superiore al 20%, e i due lavoratori non avevano effettuato le prescritte visite mediche preventive.

noltre, essendo in "nero" i due operai non avevano ricevuta alcuna formazione e informazione sui rischi specifici connessi all'attività lavorativa, con conseguenti ulteriori prescrizioni e sanzioni a carico del datore di lavoro: 1.500 euro per la revoca della sospensione, 1.500 euro di maxi-sanzione per ciascun operaio, mille euro di ammenda per la sorveglianza sanitaria oltre alla denuncia penale per l'occupazione del lavoratore con il permesso di soggiorno non idoneo al lavoro.

Un'altra sospensione è avvenuta nel comune di Santo Stefano, leggermente meno grave sotto il profilo della sicurezza perché l'operaio rumeno intento ad una ristrutturazione insieme ad un collega in regola, non era stato riassunto al rientro dalle ferie, ma fino alla fine di luglio era regolarmente assicurato dalla medesima ditta con tanto di visita medica e dpi. La "dimenticanza" del datore di lavoro non gli ha evitato però la sospensione, perché da quando era ripartito il cantiere, dopo la pausa estiva, l' operaio aveva ripreso a lavorare senza copertura assicurativa in un cantiere caratterizzato dalla presenza di più imprese e macchinari, circostanza aggravante sotto il profilo della prevenzione infortuni.

Infine, cambiando settore – dall'edilizia alla panificazione – da segnalare un ultimo provvedimento sospensivo, adottato a Levanto, questa volta all'interno di un panificio artigianale, nel quale gli ispettori hanno rilevato la presenza di un'addetta alle pulizie completamente sconosciuta agli enti previdenziali.

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