Treno stracarico, notte d'inferno per 500 viaggiatori rimasti a terra

RECCO – Sabato sera in occasione della festa dei fuochi di Recco è stato organizzato per il viaggio di ritorno alle 00:40 il treno storico in direzione Sarzana.

Lunedì, 10 Settembre 2012 18:05
Peccato che nonostante si sia riempito in modo incredibile (non si riuscivano a chiudere le porte e le persone sono state messe anche nella cabina di guida) circa 500 persone sono rimaste bloccate alla stazione di Recco ostaggi delle ferrovie e della sua mancata organizzazione. Ci sono stati problemi di ordine pubblico con anche un fermo.

Le persone rimaste a terra senza notizie e con bambini carrozzine anziani presi dalla disperazione hanno bloccato il treno. Dopo 30 minuti - ci racconta una delle persone coinvolte nel marasma generale - arrivano la polizia e i carabinieri ormai in stazione ci sono più carabinieri che vagoni. Il treno bloccato per lungo tempo riesce a partire, stivato all'estremo solo grazie alle forze dell'ordine dopo 50 minuti di attesa.

I bambini e gli anziani che non sono riusciti a salire rimangono a terra in piena notte privi della minima assistenza, gente seduta sui binari, bambini sdraiati a dormire per terra il tutto è testimoniato dalle foto. Solo alle 2 di notte con un treno organizzato in fretta e furia riescono a ripartire e raggiungere le loro case dopo un giorno sicuramente indimenticabile.

C'è da chiedersi chi ha organizzato i convogli per il ritorno sapendo che in occasione della sagra del fuoco di Recco ci sono migliaia di visitatori come per San Giuseppe alla Spezia.

"L'obiettivo di questo nostro impegno – aveva detto alla vigilia l'assessore regionale Enrico Vesco che si era tanto adoperato per fare rinviare uno sciopero del personale viaggiante delle ferrovie proclamato proprio per il week end – è quello di consentire la maggiore affluenza ed evitare i disagi, riducendo il numero di mezzi privati, tenendo conto che in due sere sarà possibile trasportare via treno poco meno di quattromila persone".

Ma, come si dice, tra il dire e il fare ci sono di mezzo... le Ferrovie. Peccato.

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