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Area-metro: "Il futuro della Val di Vara e del Tigullio"

Nonostante il maltempo, una sessantina di amministratori comunali, di rappresentanti delle categorie sociali e di semplici cittadini hanno partecipato sabato sera a Tavarone al convegno promosso dal comune di Maissana sul futuro del Tigullio, nell'ambito del riordino delle province previsto dalle recenti leggi del governo Monti.

Domenica, 02 Settembre 2012 22:12

"Nessuno di noi sindaci aveva previsto come urgente questo tema – ha detto il sindaco di Maissana Egidio Banti aprendo i lavori -, e di sicuro non compare nei nostri programmi di mandato. Ma ora che il governo ce lo ha messo sul tavolo, merita di essere colto come una opportunità, partendo però dai bisogni concreti delle popolazioni".

Sotto questo profilo, le voci che si sono ascoltate sono state unanimi: Maissana e Varese Ligure furono separate dal Tigullio da Mussolini nel 1923, ma non si sono mai integrate nella provincia della Spezia. Ed ora che si parla di "unioni di comuni", la prospettiva non può che essere quella di guardare ai modelli trasversali dell'Asl 4 e del distretto sociale di Sestri Levante, di cui hanno sempre fatto parte.

Sul punto in questione hanno convenuto i relatori, lo storico Giorgio Getto Viarengo e il presidente della società economica di Chiavari Roberto Napolitano. Ma anche i due sindaci di Chiavari e di Sestri Levante, Roberto Levaggi e Andrea Lavarello, a conferma della "trasversalità" politica di questa posizione, e i due dell'alta Val di Vara, Egidio Banti e Michela Marcone di Varese Ligure, oltre al consigliere regionale Franco Rocca e ad altri intervenuti.

Ferma restando dunque la richiesta di un "grande Tigullio" allargato alla Val di Vara in una sorta di nuovo circondario o comprensorio che sia, l'opzione prevalente al convegno è stata quella che tale realtà sia posta dalla regione al di fuori della "città metropolitana" di Genova. "Città", hanno osservato Levaggi ed altri, non è espressione che agevolmente possa comprendere realtà distanti decine di chilometri e realtà di montagna come la Val d'Aveto.

Un passo avanti dunque verso l'ipotesi di una provincia del Levante (Spezia – Tigullio) con forme di autonomia marcata per i comuni del Tigullio. Il vice sindaco di Maissana Alberto Figaro, che allora era dirigente in via Fieschi, ha ricordato come all'inizio degli anni Novanta la prima ipotesi regionale di "città metropolitana" collocasse il suo confine tra Recco e Camogli.

Come subordinata, c'è comunque l'ipotesi di un'area metropolitana genovese più larga (la provincia attuale più l'alta Val di Vara) nella quale lo statuto assegni comunque ai comuni "periferici" un'autonomia specifica e forte.

Rocca, nel suo intervento, ha segnalato la lentezza elaborativa della Regione, che solo a metà mese comincerà ad affrontare seriamente il tema. Levaggi ha chiesto dunque più tempo di discussione per evitare corti circuiti decisionali.

Nel frattempo, la società economica promuoverà nuovi incontri sull'argomento "grande Tigullio".

Per Banti tutto questo dà ragione alla posizione del comune di Maissana volta a sanare l'"ingiustizia" storica del 1923, decisa su pressione dei gerarchi fascisti di Massa Carrara (che non volevano andare sotto Spezia) e mai discussa con le popolazioni.

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