Pignone festeggia “U ben di Morti” In evidenza

Di Nicola Busco - " U Ben di Morti " , il bene dei morti , è una tradizione secolare che si perde nella notte dei tempi e richiama la storia e le vicende della Liguria antica .

Domenica, 02 Novembre 2014 17:25

Questa manifestazione , per quanto possa apparire un grande banchetto di vivi in onore dei defunti , a metà strada fra il sacro ed il profano , affonda le sue radici nella religiosità di un popolo , i Liguri appunto , e nel simbolismo di atti e comportamenti che si sono andati ripetendo nei secoli all'interno delle piccole comunità rurali .
Quale il significato di questa ricorrenza nel ricordo di chi ha vissuto "U Ben di Morti" nel Novecento , cioè in un periodo storico in cui la testimonianza orale ha avuto ed ha ancora un peso ed una funzione importante?
Nel libro "Ripartiamo dalla nostra storia " edito nel 1995 dal Comune di Pignone , frutto della collaborazione di tanti anziani delle nostre valli , leggiamo come alcune famiglie , le più benestanti , fossero solite offrire, nel giorno dei morti - il due novembre - dopo la prima messa mattutina un poco del ricavato dei loro campi . Questa tradizione è da ricondurre appunto al sacrificio che la famiglia fa a beneficio dell'anima dei propri morti . In passato i casati più ricchi offrivano generi alimentari ai ragazzi che si presentavano alla porta chiedendo una offerta per il bene dei morti , dalle noci al berodo , il sanguinaccio . Fino agli anni '70 la famiglia Duce , che possedeva a Pignone alcuni mulini ad acqua , portò avanti questa bella tradizione con la distribuzione ai bambini del paese di centinaia di piccoli pani ; egualmente a Casale la famiglia Zembo , proprietaria del Palazzo Lambruschini , offriva il due novembre pani cotti fatti in casa ai paesani in memoria dei defunti .
Oggi questa tradizione rivive grazie alla disponibilità ed al sacrificio dei volontari della parrocchia di Pignone , cui va dato atto di consentire al "Ben di Morti" di sopravvivere come tradizione singolare ed autentica dell'entroterra ligure ; e per quanto i mulini ad acqua siano chiusi e abbandonati da decenni , i volontari sono soliti rinnovare l'offerta ai ragazzi delle locali scuole primaria e dell'infanzia di piccoli pani nel ricordo di una tradizione secolare . Agli ospiti che arrivano fin quassù dalla città o dai paesi vicini è presentata una tavola imbandita , ottimo viatico per scambiare con calma idee e confrontare opinioni in un mondo vittima di una continua e pericolosa frenesia . Il ricavato delle offerte sarà devoluto come consuetudine alle attività parrocchiali .

 

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