Lutto per le Gianelline di Carro, si è spenta prematuramente suor Maurizia

Ogni anno, all'inizio di giugno, faceva gli onori di casa alla Cerreta di Carro, nel santuario che sorge nel luogo natale di sant'Antonio Gianelli, ai vescovi diocesani ed ai tanti sacerdoti e fedeli che da tutte le vallate circostanti salivano a celebrare la festa del patrono della Val di Vara, già vescovo di Bobbio.

Sabato, 20 Settembre 2014 19:43
Ora in tanti sentiranno la mancanza del suo carattere energico ed insieme gioviale, della sua simpatia e della sua grande capacità organizzativa. A soli sessantasei anni di età, infatti, suor Maurizia Pradovera, delle suore figlie di Nostra Signora dell'Orto, ha chiuso gli occhi a Chiavari, nel conservatorio delle suore Gianelline, dove aveva voluto restare, accudita con premura ed affetto dalle consorelle. Suor Maurizia, originaria di Piacenza, una terra legatissima al santo Gianelli che proprio nella città emiliana si spense nel 1846, era in Liguria da moltissimi anni, ed a lungo aveva ricoperto l'incarico di madre superiora della provincia ligure delle suore Gianelline, la più importante almeno sotto il profilo storico. In tale veste si muoveva spesso tra Genova e Chiavari, ma non mancava mai di occuparsi della Cerreta, il complesso che, a Carro, comprende il santuario, la casa natale del santo e, da un ventennio circa, l'oasi di accoglienza gestito dalle suore. Negli ultimi anni era ancora consigliera generale della congregazione. Durante le celebrazioni di inizio giugno, presiedute dai vescovi diocesani che si sono succeduti alla Spezia, era proprio lei a pronunciare al microfono della "chiesa all'aperto", le parole di accoglienza, cui univa sempre intenzioni di preghiera ma anche di impegno sociale ed umano all'insegna della testimonianza "del Gianelli", come chiamava il santo fondatore. I funerali di suor Maurizia, presenti moltissime persone, sopraggiunte anche dall'alta Val di Vara, si sono tenuti ieri mattina nella cattedrale di Chiavari, presieduti dal vescovo locale Alberto Tanasini. Alle suore Gianelline, presenti anche alla Spezia sin dal 1835, ed ai familiari, in particolare il fratello Massimo, le nostre sentite condoglianze.

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