Palio del golfo fra sport, amore e fantasia In evidenza

di Mariano Alberto Vignali

LA SPEZIA ‒ Chi vincerà il Palio del Golfo 2012, quello ancora segnato dai problemi di bilancio dell'ente organizzatore e da un momento di crisi con i comuni (pare ora sedato)?

Giovedì, 02 Agosto 2012 23:40
Il pronostico è veramente incerto anche se qualche nome gira tra le bocche esperte dei borgatari.

Il Palio del Golfo della Spezia, che si svolge ogni anno la prima domenica d'agosto nelle acque antistanti la passeggiata a mare della città, non è proprio una festa della città, ma è la festa dell'intero golfo dove la passione delle borgate (delle tredici comunità della costa) esplode dopo un anno di preparativi, di allenamenti, di fatiche. Certo, sulla carta è una semplice gara remiera dove tredici imbarcazioni "tipo palio", cioè scafi simili ad gozzo tradizionale ma realizzate a mano da artigiani (sempre meno locali) con caratteristiche uniche che le rendono più agili e veloci di classiche barche, si danno battaglia.

Se chiediamo ad un borgataro cos'è il "Palio", ci dirà che è una sfida di voga, una gara per battere in mare gli altri borgatari, una competizione per dare ad un "colore" una vittoria, ma anche uno "scontro" tra gruppi e comunità in cui ci si sfida anche per organizzare una sfilata in costume che dovrebbe essere una sorta di carnevale.

Ma in fondo è giusto così, il "Palio del Golfo" più puro affonda le sue radici nella cultura marinara della gente del Golfo dei Poeti dove si conciliano figure di marinai, di lavoratori del mare, di muscolai e pescatori.

Forse, ma alla fine non ne potremmo mai essere certi, il concetto di "Palio" nasce da sfide estemporanee tra equipaggi di barche da lavoro dirette a terra, che poi fossero cariche di pesce o di muscoli (in tutto il mondo li chiamano così, cioè "muscoli" e solo noi che siamo i più puri detentori di questa cultura/coltura ci sforziamo di italianizzarli in "mitili" o peggio "cozze") non importa. Nell'animo di quelle gare a colpi di remi e parole grosse c'era una competizione innata tra persone che rappresentavano luoghi, famiglie e comunità chiuse sulla costa da colline e strapiombi, ma aperte verso il mare.

Oggi, a distanza di un secolo, quella stessa competizione è stata certificata, regolamentata ed organizzata, ma è sempre vissuta con passione da tutti gli abitanti delle borgate, che queste siano paesi della costa o moderni quartieri della città (sempre meno periferia e sempre più anonimi) che si affacciano sul mare.

E così da Porto Venere, dalle Grazie, dal Fezzano, da Cadimare, da Marola, dalla gente del Crdd (Circolo ricreativo dipendenti difesa), dal Canaletto, da Fossamastra, da Muggiano, da San Terenzo, dalla gente della Venere Azzurra, da Lerici e da Tellaro i sempre più pochi borgatari, ma i sempre molti atleti, alzano i remi ed i cori per la sfida della prima domenica di agosto.

Il Palio remiero è uno sport per giovani e vecchi, per ragazzini che si sfidano nella categoria junior e per quarantenni in forma smagliante che corrono ancora in quella senior, e poi anche per donne che danno spettacolo in una categoria tutta loro che si sono conquistate e meritate. Gente, atleti, che tutto l'anno, spesso la sera tardi, escono in mare, con il freddo e la pioggia o con il caldo e la fatica di un giorno di lavoro e di scuola alle spalle, per allenarsi qualche ora. Un sacrificio che è pari solo a quello di un atleta olimpico. Chi conosce un po' questo mondo può capire che il paragone ci sta tutto.

Ma il lungo fine settimana del palio spezzino inizia a terra, la sera del venerdì, con la prima sfida, quella giocata sulle strade, con i colori e con il calore delle tredici borgate. Si tratta della tradizionale sfilata notturna aperta, quest'anno tornata dopo un assurdo ed incomprensibile stop dato lo scorso anno per festeggiare (in modo asettico) i 150 dell'Unità d'Italia. Già, non c'è solo disfida in mare, competizione a suon di remi e di forza muscolare, ma anche a terra con mamme e fidanzate (e non solo, visto che vi sono gruppi di borgatari specializzati in questo settore) che per un anno hanno pensato e realizzato il prologo che il mondo del Palio dedica alla città. Già perché la sfilata è una gara anch'essa oltre che una festa. A giudizio c'è la fantasia, la cura con cui sono realizzati costumi e vestiti, l'organizzazione e la coreografia del corteo, ma anche l'attinenza al tema generale che in sintesi è: il mare e la tradizione borgatara. Un'occasione per rifarsi di un risultato che in mare tarda a venire.

La fantasia delle borgate non ha limite, ogni anno devono inventarsi un qualcosa e non bastano di certo le tante belle ragazze che sfilano per le nostre strade a fare punti. In sfilata, accompagnate anche dalle bande spezzine, ci saranno le barche che domenica daranno vita alla regata, gli atleti (solo da pochi anni tornati a presenziare al corteo), gli enti organizzatori, i gonfaloni dei tre comuni del golfo e via così. Poi il sabato è la volta dello spazio più tecnico, quest'anno nell'atipica e sin troppo scomoda piazzetta del Bastione, cioè della cerimonia della "pesa" che evento tanto folcloristico non lo è mai stato. Qui la giuria della Lega Canottaggio, con una commissione di esperti stazzatori, deve decidere se una barca può correre o meno e deve sigillare, con una piombatura, zavorre e parti mobili. Inevitabili i contrasti e le discussioni. Si misurano i millimetri e si cercano di interpretare le regole severe conciliando i concetti astratti con l'arte e la "fantasia" dei costruttori. Solo la Formula 1 ha una simile struttura di regolamentazione tecnica ed anche il questo caso, tra polemiche e discussioni immancabili (anche molto accese ...da forza pubblica), il paragone è concreto.

E giocando un po' tra i paragoni, o meglio sulle analogie, mentre nel campo calcistico la super titolata Juventus viveva il caso Conte, nello spezzino la super titolata borgata del Cadimare viveva il proprio "caso Conte". Uno dei vogatori più noti della competizione ha rischiato di non fare la gara più importate perché nelle sfide preparatorie è stato "beccato" con un abbigliamento irregolare che avrebbe permesso un vantaggio tecnico. Alla fine per lui c'è stata solo una diffida, ma le polemiche (che sono una delle anime di questo sport-tradizione) non si sono sopite.

Alla fine la domanda resta però la stessa: domenica chi vincerà il Palio del Golfo?

Tra le tre gare in programma quella senior è sicuramente la più incerta. A vincere più regate preparatorie sono state Lerici e Fezzano, tre successi a testa, ma la gara di domenica è un mondo a parte e nel gioco del podio (dove conta solo arrivare primi) ci sono anche Marola e Canaletto, con un interessante Cadimare. Insomma, bisognerà essere "alla Morin", come dicono gli addetti ai lavori, per vedere e sapere.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da Redazione Gazzetta della Spezia

Fermato ieri sera in piazza Verdi: prima ha tentato di scappare, poi ha aggredito due agenti della Polizia. Da poco più di due settimane non era più sottoposto all'obbligo di… Leggi tutto
Redazione Gazzetta della Spezia
Il contributo sarà calibrato sulla base del numero di posti di lavoro garantiti da ciascuna attività. I fondi sono ricavati dalle risorse di bilancio e dalle importanti donazioni ricevute. Leggi tutto
Redazione Gazzetta della Spezia

Continua lettura nella stessa categoria:

Lascia un commento

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa