"Sarzana, che botta!" dà una botta sulla Colonia In evidenza

SARZANA ‒Deluso (e irritato) per non essere stato ascoltato sulla questione della Colonia di Marinella dalla commissione consiliare al territorio, il direttivo del comitato Sarzana, che botta! ha deciso di fare sentire comunque la sua voce

Domenica, 29 Luglio 2012 17:15
attraverso una lettera aperta al sindaco, al presidente del consiglio comunale (entrambi presenti alla seduta della commissione) e ai consiglieri comunali tutti di Sarzana.

"Sappiamo che in tempi di crisi, in cui è prioritario per molte famiglie assicurarsi la pagnotta ‒ si legge nel documento ‒ parlare di democrazia e partecipazione, generi non commestibili, è un lusso. Ma se lo permisero i Padri Costituenti nel 1946, quando le pagnotte erano quelle fornite dall'esercito americano. A quei Padri continuiamo a ispirarci. Doverosa premessa anti-sbadigli che di solito accolgono chi pone problemi "filosofici". La riflessione sul rapporto tra istituzioni e cittadini associati ci deriva dal diniego alla nostra audizione in Commissione Territorio.

Come associazione, registrata in Sarzana dal 9 luglio 2009, impegnata sui temi della tutela e valorizzazione del nostro territorio, dell'ambiente, del patrimonio storico e architettonico, volevamo solo esporre un nostro punto di vista in merito al futuro uso dell'ex Colonia a un'amministrazione che – a parole – proclama di voler favorire la partecipazione".

Il comitato critica l'atteggiamento del presidente del consiglio comunale Paolo Mione accusandolo di non avere voluto ammettere all'audizione il Sarzana, che botta! con la giustificazione che si trattava di un'associazione dagli scopi generici, non sorta sul problema Colonia. Non aveva insomma, a parere di Mione, voce in capitolo.

"Argomentazione, che porterebbe a escludere da qualsiasi dibattito i partiti ‒ rimbecca il Comitato ‒ che sono associazioni di fatto totalmente generaliste. Tanto era la volontà di escludere il Comitato che si è tentato di invocare il regolamento comunale. "La richiesta di audizione è arrivata in ritardo". In ritardo rispetto a quale termine? Il regolamento comunale non prevede le audizioni e quindi non prevede termini. È una libera scelta del consiglio comunale, delle commissioni consiliari. Non essendo regolamentato, non è prevista neppure una sanzione, quindi neppure una nullità della riunione. Questo un avvocato navigato come Mione lo sa bene: nulla poena, sine lege, si recita nelle aule di giustizia".

"Ma proprio perché l'audizione di associazioni è una facoltà della commissione consiliare ‒ insiste Sarzana, che botta!‒ c'è da chiedersi perché la presidente Federica Montaresi abbia convocato solo un soggetto, di cui non risulta agli atti alcuna richiesta di audizione, e abbia respinto chi la richiesta l'aveva presentata. Non solo. Lunedì 16, proprio in commissione territorio, avevamo preannunciato la nostra richiesta. Perché non ne ha tenuto conto? In un caso ha fatto l'invito, nel nostro caso ha

preteso l'atto formale protocollato. Due pesi e due misure. Un'odiosa discriminazione. È questa la sua idea di democrazia, di diritti, di partecipazione? È questa l'idea del sindaco Caleo, che l'ha assecondata? In fondo chiedevamo solo di essere ascoltati, come cittadini che profondono gratuitamente e senza finanziamenti pubblici un impegno civile e che ritengono di avere il diritto/dovere di interloquire con le istituzioni".

"A questo punto ci chiediamo: ma cos'è per voi la democrazia? Un recinto dove ammettere solo

quelli che hanno idee e interessi contigui ed escludere chi "disturba il manovratore"?

Concludiamo esprimendo un apprezzamento per aver almeno inserito il nostro documento tra

gli atti da portare all'esame del consiglio comunale, a cui auguriamo buon lavoro con un

esame approfondito di tutta la pratica alla luce delle leggi vigenti, in primo luogo la

Costituzione difendendo le prerogative che assegna ai Comuni, e di tutte le proposte,

compresa la nostra di garantire il carattere pubblico di tutto il tratto di spiaggia prospiciente

la colonia, su cui si palesano appetiti speculativi. È mancato il confronto. Ma non demorderemo in futuro, confidando in una maggiore apertura verso il pluralismo delle idee, tipico delle democrazie occidentali".

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