Calice, il comitato contro l'ospedale psichiatrico giudiziario: "Pericoloso e poco efficace" In evidenza

Il Comitato anti REMS di Calice al Cornoviglio interviene sulla realizzazione di un ospedale psichiatrico giudiziario in località S. Maria.

Giovedì, 30 Gennaio 2014 14:37

"Le vicende di alcuni giorni fa sul caso Gagliano, il serial killer ospite a Marassi – dichiarano dal comitato - riaprono una nuova occasione di riflessione e di conflitto sulla questione della struttura psichiatrico giudiziaria a S. Maria di Calice al Cornoviglio. L'ultimo di una lunga serie di episodi di malagiustizia e malasanità. Un giudizio certamente severo che purtroppo trova preoccupanti conferme nell'atteggiamento superficiale, approssimativo e incompetente da parte degli operatori coinvolti sia sanitari (servizio di salute mentale) che della giustizia di sorveglianza (magistratura e direzione penitenziaria). Giudizio peraltro condiviso dal ministro Cancellieri. Quali valutazioni esprimere, inoltre, sulle pratiche psicoterapeutiche prestate a Montelupo Fiorentino e ad Aversa (Caserta), i due ospedali psichiatrici giudiziari in cui il pluriomicida era stato ospite negli anni passati? Proprio da una di queste strutture, quella di Montelupo F.no dovrebbero arrivare i futuri ospiti di S.Maria. Ospiti dei quali non è stata ufficialmente comunicata l'identità ma tuttavia si ipotizzano nomi di assassini liguri quali Luca Delfino, Donato Bilancia, Carlo Nicolini e Maurizio Minghella, già responsabili di efferati delitti e le cui biografie sono state ampiamente documentate. La politica e la sanità a livello regionale hanno purtroppo coinvolto anche la politica locale nella costruzione di un percorso scellerato di condizionato consenso su promesse legate a "opportunità storica di sviluppo... del territorio locale con infrastrutture ed occasioni occupazionali..." subordinate alla realizzazione della struttura di S.Maria. Noi ci stiamo opponendo e lo faremo ancora contro questo inaccettabile ricatto convinti che gli strumenti per recuperare soggetti afflitti da patologie psichiatriche debbano evitare condizioni di emarginazione e favorire processi mirati di integrazione. Solo attraverso azioni monitorate di reinserimento in comunità sociali ampie, aperte e diversificate quali quelle di un contesto urbano si possono ottenere risultati più efficaci di recupero non certo in una realtà isolata e scarsamente abitata di un lontano territorio montano logisticamente improponibile. La riflessione non riguarda dunque solo l'aspetto della sicurezza e della pericolosità sociale, ma anche quello del successo dei trattamenti terapeutici psichiatrici praticati sia dentro che fuori delle strutture OPG". L'auspicio del comitato è che siano destinate "Più risorse a servizi comunitari di supporto psichiatrico e meno denaro perduto nell'infinito mondo delle residenze, delle comunità terapeutiche, che consentirebbero un apprezzabile ridimensionamento degli internati ed una conseguente forte riduzione dei costi per le già disastrate condizioni finanziarie del nostro sistema sanitario".

 

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da Redazione Gazzetta della Spezia

Un vero e proprio arsenale trovato da alcuni operai durante la ristrutturazione di una casa a Marola. Leggi tutto
Redazione Gazzetta della Spezia

Continua lettura nella stessa categoria:

Lascia un commento

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa