Inquinamento, l'Arpal ammette: "Polveri oltre il limite a Fossamastra" In evidenza

Nelle ultime settimane l'aria alla Spezia è stata particolarmente "pesante". Lo conferma la dott.ssa Colonna, direttrice dell'Arpal spezzina in risposta a una richiesta dell'11 Dicembre scorso con cui il Comitato SpeziaViaDalCarbone chiedeva alle Autorità locali spiegazioni sulle segnalazioni di emissioni fumose alla centrale dell'Enel documentate con foto e video.

Sabato, 14 Dicembre 2013 11:40

 La dott.ssa Colonna, direttrice di ARPAL Spezia, fa sapere che si trattava solo di CO2 causata dall'avviamento di un gruppo a metano della centrale Enel. Ma segnala anche che a causa dell'alta pressione e dell'assenza di vento che ha caratterizzato le ultime settimane l'area del golfo "tutte le emissioni cittadine (ENEL, porto, riscaldamento, traffico etc) tendevano a ristagnare sulla città portando ad un aumento generalizzato dell'inquinamento comunque rimasto sotto i livelli di allarme, con uno sforamento dei limiti dei PM10 a Fossamastra il 6 dicembre". E' noto che la popolazione spezzina registra un'elevata incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari, patologie notoriamente correlate all'inquinamento in generale e alle polveri (PM) in particolare che, come in queste settimane, ristagnano frequentemente nell'area del Golfo a causa della sua conformazione orografica e della scarsa ventosità. Ringraziando la dott.ssa per la sollecita e cortese risposta, il Comitato SpeziaViaDalCarbone chiede nuovamente al Comune e alla Provincia della Spezia che i dati della qualità dell'aria siano disponibili per i cittadini quotidianamente, sui pannelli a led già presenti in diverse aree della città e ampiamente sottoutilizzati. Che gli stessi dati siano riepilogati in forma chiara e resi disponibili quotidianamente attraverso internet come avviene ad esempio in Toscana a cura di Arpat. Poiché è noto che anche lievi aumenti di PM in atmosfera sono molto nocivi per la salute, in particolare quella dei bambini e degli anziani, si ritiene che una comunicazione puntuale di tali dati e un'informazione capillare della popolazione sui rischi derivanti dall'inquinamento potrebbe indurre comportamenti di cautela nelle giornate di maggiore inquinamento (es. non portare i bambini al parco nelle giornate di sole e con assenza di vento, come invece sarebbe normale fare). Su questo si sollecita un tempestivo intervento dell'ASL e dell'Ordine dei Medici. Al Prefetto della Spezia il Comitato chiede, nuovamente, un intervento urgente a tutela della salute pubblica, anche con funzione di coordinamento dei diversi Enti e Ordini. Alla luce di quanto sopra, di quanto sta accadendo a Vado Ligure e a Civitavecchia, alla Procura della Repubblica della Spezia, infine, ci permettiamo di sollecitare un pronto esame degli esposti presentati nel corso degli ultimi due anni. Non è certo sfuggito alle autorità lo studio recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet che ha confermato che "un'esposizione prolungata alle polveri fini (PM) in sospensione nell'aria ha degli "effetti nefasti importanti sulla salute" anche se la loro concentrazione non supera i limiti stabiliti dalle norme europee". Lo stesso studio ha poi valutato che "il rischio di morte prematura a causa delle PM 2,5 sale del 7% per ogni aumento di 5 microgrammi m3" (http://speziapolis.blogspot.it/2013/12/polveri-sottili-pm-dannose-per-la.html) Allo stesso modo il rapporto (18/2013) dell'Agenzia Europea per l'Ambiente di pochi giorni fa conferma che alcune polveri sono più dannose di altre. Si tratta delle PM che contengono i Black Carbon (BC), esito della combustione incompleta di combustibili fossili, biomasse e biocarburanti. Questa componente delle PM è immessa direttamente in atmosfera dal traffico veicolare (in particolare alimentazione a gasolio), dalle macchine agricole e fuoristrada in generale, dalle navi, dal riscaldamento residenziale (piccole stufe a legna, pellet o carbone) e dalla combustione all'aria aperta delle biomasse (incendi o rifiuti agricoli da potature) oltre che del carbone. Nel rapporto si legge anche che "tra gli inquinanti emessi in atmosfera, le Polveri (PM) sono la principale minaccia per la salute umana in Europa perché penetrano nell'area della respirazione e possono determinare o aggravare patologie polmonari e cardiovascolari. I BC sono particolarmente presenti nelle Polveri ultrafini (PM0,1) che a causa del loro diametro molto ridotto sono facilmente trasportate nel tratto respiratorio e nelle membrane polmonari. Una volta entrate nelle vie circolatorie, le Polveri sono riallocate dal sangue negli altri organi. Il BC è la componente maggiore del gasolio, sostanza dichiarata cancerogena dal WHO (WHO, 2012)". Si tratta di informazioni già di dominio pubblico, anche nella nostra Regione, tanto che Istituto Superiore di Sanità, Arpal, ASL, Regione Liguria e Comune della Spezia avevano sottoscritto una proposta per un progetto di indagine epidemiologica e ambientale nel territorio spezzino (condivisa con Vado Ligure e Civitavecchia) a partire dall'evidenza che "Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato negli ultimi anni l'associazione tra esposizione a particolato atmosferico ed effetti avversi per la salute umana. Alcuni di essi hanno attribuito alle proprietà e alla composizione del particolato uno specifico ruolo nella genesi degli effetti avversi, pur non potendo evidenziare una specifica relazione causa/effetto". Nel progetto citato si legge infine che in un contesto urbano ed industriale - su cui contemporaneamente impattano le emissioni originate da motori a combustione interna, da riscaldamento domestico con combustibili solidi, da centrali termoelettriche alimentate ad olio combustibile, carbone o altre biomasse, da incenerimento di rifiuti, ecc. - sia possibile correlare un incremento dell'incidenza/prevalenza di patologie con la concentrazione degli inquinanti.

 

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