Primarie PD: le ragioni di tre sostenitori spezzini In evidenza

di Christian Chiappini - Domenica 8 dicembre si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per l'elezione del nuovo segretario nazionale. Renzi, Civati e Cuperlo, in questi mesi si sono spesi in una campagna elettorale combattuta a suon di programmi; ciascuno di essi rappresenta un'anima del partito che dopo domenica, comunque vada, assumerà inevitabilmente una nuova fisionomia. 

Giovedì, 05 Dicembre 2013 19:35

A sentire quello che si dice in giro un vincitore ci sarebbe già ma l'esito del voto, in questo momento, appare tutt'altro che scontato. Abbiamo chiesto dunque a tre donne spezzine, ciascuna impegnata attivamente nella vita politica locale, di fornirci tre validi motivi per convincervi a votare il candidato che esse sostengono. Ecco cosa ci hanno risposto.

 

I 3 motivi di Viviana Cattani (membro della direzione regionale del PD) per votare Gianni Cuperlo:

1) Per l'onestà. Perché essa è la base dell'azione politica, insieme alla trasparenza con cui un partito deve agire e la coerenza con cui quello che diciamo corrisponde a quello che facciamo. Abbiamo bisogno di un partito che evidenzia la separazione dei ruoli tra chi è incaricato ad "amministrare la cosa pubblica " e chi attraverso i partiti svolge l'azione di analisi, elaborazione e proposta . Senza un partito forte e distinto gli amministratori hanno governato senza partecipazione, basandosi talvolta su filiere coagulate dal potere e non dalla proposta politica;

2) Un concetto centrale e fondamentale nella mozione Cuperlo è quello di "comunità", che si rafforza solo ricorrendo sistematicamente a percorsi partecipativi di iscritti ed elettori sulle diverse proposte tematiche. E' la storia di questi anni a dirci che ogni volta che ci siamo aperti alle istanze che venivano dalla società, penso ad esempio ai referendum sull'acqua, all'esperienza del movimento delle donne, della scuola fino all'attualissimo tema del consumo del suolo e della gestione e prevenzione del dissesto, il partito in queste occasioni ha svolto una funzione di forte emancipazione sociale e di definizione di obiettivi ed orizzonti politici;
3) L'ultimo motivo riguarda la parola "dignità". Dopo molto tempo in cui le politiche neo-liberiste sono state patrimonio comune di molti dirigenti del centrosinistra, ora si è presa coscienza della necessità di invertire la rotta. Cuperlo esprime chiaramente un'elaborazione che pone al centro dell'azione politica la dignità delle donne e degli uomini rispetto alla centralità del mercato; propone di riqualificare la spesa pubblica e non tagliarla; una sinistra che finalmente riprende ad elaborare la terza via economica, quella dei beni comuni e non quella delle privatizzazioni di settori strategici.

I 3 motivi di Lara Ghiglione (sindacalista CGIL La Spezia) per votare Pippo Civati:

1) Civati è il vero rinnovamento che non dimentica di essere anche di sinistra. Pensa ad un PD che dialoghi costantemente con i suoi elettori attraverso i circoli affinché le istanze dei cittadini non rimangano inascoltate. È l'unico dei tre candidati convinto che si debba provvedere da subito a modificare la legge elettorale per poi andare subito dopo alle elezioni;
2) La parola chiave del suo documento è "uguaglianza", che si realizza attraverso il diritto allo studio, gli investimenti nella conoscenza, l'università accessibile a tutti, la lotta alla disoccupazione e alla precarietà. La detassazione del lavoro dipendente che significa più salario e quindi aumento dei consumi. Uguaglianza significa anche lotta all'evasione fiscale, ai privilegi e alla corruzione che rende poco appetibile investire nel nostro Paese;

3) Civati parla di rilancio dell'occupazione mettendo al centro l'innovazione e quindi gli investimenti sulla ricerca. Per essere competitivi con gli altri Paesi non basta produrre di più ma produrre meglio. È anche necessario valorizzare l' immenso patrimonio artistico e culturale del Paese. La ricetta Marchionne che pensa di risolvere la crisi economica delle aziende aumentando le ore degli operai alla catena di montaggio, non è la soluzione per uscire dalla crisi economica. Civati lo afferma senza ipocrisie.

I 3 motivi di Paola Lazzoni (assessore all'urbanistica-edilizia-polizia municipale nel comune di Santo Stefano Magra) per votare Renzi:

1) Matteo Renzi risponde all'esigenza emergente dalla società di cambiamento. Gli Italiani stanno lanciando un grido di dolore. Deve cambiare profondamente la burocrazia, la giustizia, il fisco, il sistema di scuola, di università e ricerca. Solo così cresceranno le occasioni di lavoro per i giovani e per chi è rimasto coinvolto in una delle tante crisi aziendali in corso. E solo così torneremo a essere degni di noi stessi e della nostra storia. Perché la Costituzione non è solo un bell'insieme di regole scritte, deve essere anche realtà. Si deve tornare alla semplicità delle parole, anche in politica. Alla semplicità delle norme e delle procedure;
2) Renzi ritiene che il merito e la valutazione dei risultati devono diventare reale cardine delle proposte di riforma in ogni settore, nella scuola, nella sanità e nella pubblica amministrazione;
3) Come ha detto Renzi in più occasioni, il PD deve tirare fuori il coraggio, l'orgoglio, la responsabilità per iniziare a dire le cose che servono: una riforma elettorale in cui chi vince vince, chi vince governa senza "inciuci" per cinque anni e se non sa governare va a casa la volta dopo. E poi c'è il coraggio di dire e lottare per ridurre i costi della politica. Sono 2,5 miliardi di euro i costi della politica? In un anno si può arrivare ad un miliardo in meno.

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