Progetto Mus-E: arte e integrazione, grazie ai privati In evidenza

Il progetto Mus-E, nato all'inizio degli anni '90 da un'idea del violinista Yehudi Menuhin, punta a valorizzare la spontanea creatività dei bambini come strumento di superamento e integrazione delle diversità etniche, culturali e sociali.

Martedì, 03 Dicembre 2013 19:03

Dal 2010, questa bella storia sbarca anche sul Golfo, con la costituzione dell'Associazione Mus-e La Spezia Onlus. I soci fondatori sono il Presidente Enzo Papi e i consiglieri Giorgia Bucchioni, Andrea Corradino, Umberto Costamagna, Luciano Ghirlanda e Aldo Sammartano. Mus-E La Spezia propone, con la partecipazione di artisti locali e in sinergia con i docenti, laboratori scolastici triennali per le scuole elementari (musica, danza, arti figurative), riservando particolare attenzione alla presenza di bambini immigrati, disabili o dalla difficile situazione socio-familiare. "Il progetto lavora sul futuro, per la gestione di una Babele inevitabile – spiega il Presidente Papi, numero uno di Termomeccanica – Non bisogna vedere l'immigrazione come un'invasione e la diversità come un problema: occorre puntare seriamente all'integrazione, anche perché gli emarginati, frutto delle mancanze di chi governa e amministra, sono un forte costo per la comunità. La nostra onlus previene i drammi di domani e stimola la creatività". Mus-E La Spezia ha tanti sostenitori (a volte anche aziende o famiglie che "adottano" intere classi), e non attinge a fondi pubblici. Martedì, in Confindustria, il Presidente Papi ha lanciato un appello perché sempre più soggetti sposino la causa della onlus, associandosi o destinandole il 5 per mille. A gennaio prenderà il via la stagione 2014 del Mus-E spezzino, con ben 12 classi e 240 bambini coinvolti. Le scuole elementari interessate sono il 2 Giugno, la Nello Olivieri di Rebocco, la scuola di Via Napoli e quelle di Melara, via Bologna e Piazza Verdi. Centinaia di lezioni-laboratorio da un'ora e mezza l'una, fino a maggio, destinate a culminare a maggio in "Lezioni aperte" (niente a che vedere con le ansiogene recite di fine anno). L'esperienza spezzina del Mus-E ha già dato frutti in termini di crescita, integrazione e rapporti tra alunni, insegnanti, artisti e famiglie, ricevendo, in seguito alla raccolta e all'analisi di diversi dati, valutazioni estremamente positive. C'è chi si riempie la bocca di belle e vuote parole, e chi, come il volto spezzino dell'esperienza di Menuhin, prova a migliorare la società con energia e creatività, senza pretendere di scavare ancora nel borsello pubblico. Mus-E La Spezia merita il plauso e il supporto di tutta la comunità.

 

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