Accoglienza minori, la Regione da una mano ai piccoli Comuni

Un fondo di solidarietà del valore di 300mila euro per sostenere i Comuni al di sotto dei 1.000 abitanti nell'accoglienza verso i minori.

Lunedì, 18 Novembre 2013 14:33

Lo ha annunciato questa mattina a margine della presentazione del progetto dell'associazione Co.Fa.mi.Li dedicato all'accoglienza dei minori fino a sei anni, attraverso le case famiglia, l'assessore al welfare della Regione Liguria, Lorena Rambaudi. "Proprio per far fronte all'esigenza dei minori allontanati dalla famiglia che richiedono un inserimento in strutture e anche per evitare il dissesto dei piccoli Comuni – ha spiegato Rambaudi - abbiamo deciso di stanziare una parte delle risorse del fondo sociale pari a 300 mila euro. In questi anni abbiamo già finanziato una compartecipazione alle rette per i Comuni sotto i 10.000 abitanti, ma in questi ultimi tempi ci hanno chiesto aiuto i Comuni piccolissimi che non sanno come far fronte ad una spesa obbligatoria che serve per tutelare i bambini e rischiano per questo il dissesto di bilancio. Da qui la nostra decisione di andare loro incontro attraverso un fondo di solidarietà, a valere sui 19 milioni di euro del fondo sociale". Ammontano a 100 i bambini accolti nelle case famiglia per i minori della Liguria, strutture familiari dove una coppia vive stabilmente con i propri figli e i figli accolti, differenti dalle comunità per minori dove, oltre ai genitori, vi è anche il supporto esterno di educatori professionali e pedagogisti. Dal 2006 ad oggi le Case famiglia per minori hanno accolto circa 160 bambini da 0 a sei anni. "Sono 14 le case famiglie di Cofamili – ha spiegato Nazareno Coppola, il presidente – e 20 le famiglie aderenti. Facciamo accoglienza di bambini il 48% dei quali è stato allontanato dalla famiglia di origine, mentre il 27% proviene da una struttura residenziale sociale". Per la maggior parte i bambini vengono allontanati dalla famiglia di origine per inadeguatezza genitoriale, a cui seguono problemi sanitari dei genitori e problemi economici. Arrivano nelle case famiglia i bambini allontanati in emergenza e segnalati soprattutto dall'autorità giudiziaria. "Le nostre strutture sono un ponte – ha spiegato Coppola – che vuole traghettare i bambini verso soluzioni stabili. La permanenza al nostro interno va da 7 – 12 mesi fino a 40 mesi, un valore ancora troppo alto".

 

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