Un ostello nella ex colonia Olivetti In evidenza

di Beatrice Mencarini

 

SARZANA - Ieri sera in piazza Luni a Sarzana si è tenuto un incontro pubblico per discutere della situazione dell'ex colonia Olivetti di Marinella.

Giovedì, 12 Luglio 2012 17:44

L'incontro è stato ideato e organizzato dalle associazioni Ambientalmente, Italia Nostra, Legambiente, Progetto Uomo, Stop al consumo di territorio, insieme al Comitato "Sarzana che botta!". Si sono susseguiti gli interventi di Piero Donati, storico dell'arte da anni impegnato socialmente e politicamente per la salvaguardia dei beni culturali, Ennio Salamon, presidente Doxa e consigliere garante del Touring Club, Gianfranco Damiano, architetto, e Silvano Dalto, architetto e professore di Sociologia Urbana all'Università degli Studi di Pisa.

I cittadini sarzanesi, sempre più sensibili ai temi della difesa del territorio e del consumo di suolo, vogliono avere voce in capitolo su questo argomento e si sono mobilitati per sensibilizzare l'opinioni pubblica e, di conseguenza, l'amministrazione comunale. Il 16 giugno c'è stata la prima iniziativa pubblica per l'ex colonia, una catena umana per un abbraccio simbolico all'edificio, mentre ieri sera si è svolta la seconda mobilitazione. Il dibattito si è svolto proprio sotto al Municipio perché il fine dell'incontro era quello di stimolare l'aamministrazione comunale sarzanese a prendere una posizione sul destino dell'ex colonia, prima che su di essa si fissi la decisione ultima della Regione Liguria.

L'edificio, importante esempio di architettura razionalistica degli anni Trenta, si trova ormai da anni in stato di totale abbandono. Nato intorno al 1938 come proprietà della Gioventù Italiana del Littorio (GIL) e pensato come una struttura di rilevanza nazionale, dopo la guerra è stato affittato e utilizzato dalla Olivetti per trent'anni come colonia per i propri dipendenti e le loro famiglie.

Alla fine degli anni Settanta, con la soppressione definitiva della GIL, tutti i beni dell'organizzazione sono stati assegnati alle Regioni competenti. La Regione Liguria, con la fine della gestione Olivetti (1984) e con il nascere del vincolo del Ministero dei Beni culturali che impediva la privatizzazione dell'edificio, dopo 50 anni dalla sua costruzione (1989), non ha saputo gestire un edificio di tale grandezza ed è iniziata la fase del degrado e dell'abbandono.

La situazione è rimasta praticamente immutata fino all'inizio di quest'anno quando, dopo anni di gare fallite, la Regione ha ceduto l'ex colonia ad ARTE Genova (Agenzia regionale territoriale per l'edilizia).

La preoccupazione principale di tutti i relatori è che prevalga l'ottica "genovacentrica" della Regione Liguria e che la colonia Olivetti diventi esclusivamente occasione per "fare cassa". Infatti se le intenzioni di ARTE e della Regione sembrano andare in direzione della privatizzazione totale e senza vincoli per la costruzione di una struttura alberghiera a 4/5 stelle, la proposta dei relatori e dei rappresentanti delle varie associazioni è invece quella di riconoscere l'ex Colonia Olivetti come un bene culturale comune, pubblico, da lasciare in eredità alle generazioni future. Concretamente l'idea è quella di una struttura ricettiva che si allinei alle nuove tendenze del turismo sostenibile: l'edificio centrale, i corpi annessi originali, il vasto parco e la spiaggia verrebbero destinati a una struttura turistica economica, un ostello per i giovani o per il turismo scolastico, creando così i presupposti per un rilancio del territorio di Marinella.

Una struttura ricettiva del genere grazie ai prezzi bassi darebbe possibilità di accoglienza a più persone e verrebbe utilizzata anche in primavera e in autunno, dando una maggiore prospettiva di ritorno economico, secondo gli studi di settore condotti da Doxa, che non un albergo costoso che lavori esclusivamente due mesi all'anno.

(12 luglio 2012)

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