Stato sociale, Fondazione Carispe in campo In evidenza

La Fondazione Cassa di risparmio della Spezia, i Distretti socio-sanitari della provincia spezzina, la Società della Salute della Lunigiana e il Forum del Terzo Settore hanno sottoscritto un Protocollo d'intesa che definisce e consolida

Mercoledì, 18 Aprile 2012 18:03
le modalità di intervento del Tavolo Sociale, che nel corso del 2011 è stato promosso dalla Fondazione per sperimentare innovative forme di confronto e collaborazione fra il pubblico e il privato e affrontare le nuove emergenze della nostra comunità.

La Fondazione svolge il ruolo di catalizzatore di risorse economiche e progettuali, favorendo il coordinamento tra le istituzioni pubbliche e il mondo del Terzo Settore nell'intento di garantire una risposta alle esigenze del territorio e di contrastare la progressiva riduzione delle risorse pubbliche destinate ai servizi socio-sanitari e assistenziali.

Con la firma del Protocollo, i componenti del Tavolo Sociale si impegnano a valutare i bisogni del territorio e ad individuare i servizi fondamentali per i cittadini, che a causa della progressiva riduzione delle risorse statali e regionali destinate agli Enti locali rischierebbero di rimanere senza risposte adeguate. Il "Tavolo" è il luogo dedicato alla progettazione condivisa fra pubblico e privato e uno strumento permanente che favorisce la rete di protezione e inclusione sociale a favore delle categorie più deboli.

Il primo anno di sperimentazione del Tavolo Sociale ha portato ad ottimi risultati, con la realizzazione di progetti rispondenti alle emergenze sociali della comunità nell'area della disabilità, del contrasto alla povertà, dell'emarginazione giovanile, del sostegno agli anziani e ai non autosufficienti. Nel 2011 la Fondazione ha destinato oltre un milione di euro al settore dell'assistenza sociale – primo ambito di intervento dell'Ente – di cui 500 mila euro per i servizi progettati dal Tavolo Sociale.

Nel 2012, la Fondazione ha mantenuto lo stanziamento di un milione di euro per gli interventi a favore delle emergenze sociali e il Tavolo grazie all'impegno della Fondazione potrà assicurare continuità ai progetti già avviati, nonché la realizzazione di nuove iniziative coordinate dai Distretti socio-sanitari e portate avanti dal Terzo Settore, contribuendo così a colmare le minori risorse a disposizione degli enti locali.

In particolare, il Fondo delle politiche sociali a disposizione del Distretto sociosanitario n.18 La Spezia-Lerici-Portovenere ha subito una riduzione di circa il 33 per cento e gli interventi che verranno finanziati dalla Fondazione nell'area dell'integrazione della disabilità copriranno il 25 per cento di tale riduzione.

Il Distretto n.19 Val di Magra ha dovuto affrontare una diminuzione del Fondo del 45%. Il finanziamento messo a disposizione dalla Fondazione mediante il Tavolo coprirà il 15 per cento di tale riduzione nell'area del disagio e dell'emarginazione giovanile.

Per il Distretto n. 17 Val di Vara la contrazione subita è pari al 35 per cento. L'intervento della Fondazione dovrebbe coprire l'80% per servizi a favore di persone disabili e con disagio mentale.

La Società della Salute della Lunigiana ha riscontrato una riduzione del Fondo sociale del 50 per cento. Il sostegno economico della Fondazione, potrebbe intervenire nella misura dell'11% su tale taglio, prevalentemente nell'area della prevenzione al disagio giovanile.

Ecco alcune dichiarazioni dei firmatari del Protocollo.

Matteo Melley (presidente Fondazione Cassa di risparmio della Spezia): «Il Tavolo Sociale, con la firma del Protocollo d'intesa, diventa oggi un modello permanente di confronto tra il pubblico e il privato. Questa esperienza, avviata in maniera sperimentale lo scorso anno, ha portato ottimi risultati sul nostro territorio. La Fondazione ha dedicato particolare impegno nel creare e sostenere un luogo di confronto e collaborazione fra questi due mondi, che costituisca una rete di protezione sociale a favore delle categorie più deboli e più a rischio per gli effetti della crisi. Il Tavolo Sociale realizza un nuovo sistema di welfare che garantisce una risposta alle esigenze del territorio attraverso una progettazione condivisa degli interventi, un 'welfare di comunità' in grado di contrastare la progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici».

Omero Belloni (presidente Distretto socio-sanitario n. 18 La Spezia-Lerici-Portovenere): «Non esiste a livello nazionale un'esperienza strutturata come quella del Tavolo Sociale spezzino. Va dato atto alla Fondazione di aver spinto per la sua realizzazione. Le connessioni di Reti larghe tra mondi diversi, che rappresentano una risposta intelligente a una delle più pesanti crisi economiche e sociali. La progettazione partecipata mette insieme risorse umane, materiale e di pensiero. Se praticata è lo strumento principe per dare corpo a una infrastrutturazione sociale di una Comunità che non deve mai dimenticare chi rimane indietro».

Massimo Caleo (presidente Distretto socio-sanitario n. 19 Val di Magra): «In un momento di particolare difficoltà nella preparazione dei bilanci comunali, per noi rimane prioritario salvaguardare le fasce deboli della cittadinanza, maggiormente esposte ai rischi derivanti dalla crisi economica e dai conseguenti tagli sui fondi del sociale. Il "Tavolo Sociale" che da quest'anno diventa uno strumento ufficiale di confronto e di progettazione sistematica rende evidente l'importanza del ruolo della Fondazione come ente autonomo in grado di far dialogare pubblico e privato, mettendo a disposizione finanziamenti che garantiscano la realizzazione di servizi fondamentali per i cittadini a cui altrimenti non riusciremmo a trovare risposte adeguate».

Riccardo Arzà (presidente Distretto socio-sanitario n. 17 Val di Vara): «In questa situazione già problematica incidono pesantemente i tagli ai trasferimenti dello Stato agli Enti locali alle regioni e la cancellazione del Fondo nazionale per il welfare. Il Tavolo dà la possibilità di rispondere alle varie esigenze e criticità che possono rendere fragile la coesione sociale. È grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione – che garantisce un supporto economico certo - e il Forum del Terzo Settore che possiamo affrontare, oggi, le problematicità sempre più complesse della famiglia, delle donne immigrate, dei giovani emarginati e degli anziani o non autosufficienti del nostro territorio».

Mario Guastalli (presidente Società della Salute della Lunigiana): «Proseguiamo anche quest'anno il percorso del Tavolo Sociale avviato insieme alla Fondazione che ha portato risultati importanti nell'affrontare le problematiche più emergenti nel nostro territorio, fra cui il diffuso fenomeno del disagio giovanile. L'impegno della Fondazione a favore del Tavolo consente, in fase di elaborazione dei bilanci, di dare continuità a iniziative che, alla luce dei pesanti tagli al Fondo sociale, troverebbero meno risposte».

Davide Fazioli (presidente Forum Terzo Settore Provincia della Spezia): «Il metodo che presentiamo oggi costituisce una vera novità: riunire allo stesso tavolo gli enti pubblici, il privato rappresentato dalla Fondazione, e l'ampio mondo del Volontariato e della cooperazione sociale - rappresentato dal Forum del Terzo Settore – per analizzare le reali esigenze del territorio e progettare interventi rispondenti ai principali bisogni sociali della comunità attraverso percorsi, anche innovativi basati su sussidiarietà e sviluppo sociale».

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