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Sarzana, onorificenza "XXI Luglio 1921" al partigiano Benifei

Lunedì sera nella Sala del Consiglio Comunale, alla presenza del Sindaco Cavarra, dell'assessore alla Cultura Accorsi, del Prefetto Forlani, dello storico Andrea Ventura, e del presidente ANPI Piero Guelfi, si è svolta la cerimonia di consegna dell'onorificenza civica "XXI Luglio 1921" a Garibaldo Benifei, antifascista livornese della prima ora.

Dopo i saluti del Prefetto, il Sindaco ha ricordato le figure che, a partire dal primo anno di assegnazione (2008), sono state insignite del riconoscimento: Paolino Ranieri, Aung San Suu Kyi, Annamaria Vignolini, le "Donne della Resistenza" della provincia spezzina, la DIA di Genova. L'intervento di Cavarra è proseguito sintetizzando la biografia di Garibaldo Benifei, perseguitato politico e partigiano di 101 anni, dalle vessazioni subite dalla famiglia costretta a fuggire da Campiglia Marittima a Livorno nel 1922, all'attività antifascista del giovane Garibaldo, arrestato due volte negli anni '30, poi continuata durante la Resistenza. Nel dopoguerra la sua attività politica lo ha visto impegnato nel Partito Comunista Italiano e nell'ambito delle cooperative, per poi dedicarsi con la moglie Osmana (presente alla cerimonia) alla divulgazione dei valori dell'antifascismo nelle scuole attraverso la loro testimonianza diretta. L'assessore Accorsi ha preso spunto proprio da ciò per sottolineare l'importanza del coinvolgimento delle giovani generazioni, chiamate a riflettere e trarre insegnamento dalla storia, ribadendo che proprio questo impegno sta alla base delle commemorazioni organizzate dal Comune nel corso dell'anno, dal 21 luglio al 29 novembre, dal 27 gennaio al 25 aprile.
Un momento toccante ha accompagnato il saluto del presidente dell'ANPI, quando il "giovane" partigiano Danilo (così si chiamava Piero Guelfi ai monti) ha consegnato il fazzoletto rosso della brigata "Ugo Muccini" a Garibaldo.
Andrea Ventura, autore de "I primi antifascisti. Sarzana, estate 1921", una fine ricerca storica incentrata sui "Fatti di Sarzana", nel suo intervento ha introdotto il periodo storico di riferimento approfondendo alcune caratteristiche del fascismo e dell'antifascismo, il primo nato come un fenomeno violento e maschilista che indirizzava la propria barbarie principalmente sulle classi operaie e sulle donne (significativo che la prima vittima in assoluto della violenza fascista fu Teresa Galli, un'operaia che prese parte a un corteo di protesta di lavoratori), volendo stroncare il protagonismo che in quegli anni assunsero i movimenti dei lavoratori che rivendicavano miglioramenti salariali e delle condizioni di lavoro nelle fabbriche e nelle campagne. Quanto alle motivazioni che portarono allo sviluppo di una coscienza antifascista, tra le più diverse spiccavano la ribellione alle prepotenze perpetrate dai fascisti e l'avversione allo stato permanente di guerra generato dal fascismo. Venendo ai "Fatti di Sarzana", Ventura ha ricordato che la loro eccezionalità consistette nella circostanza che le forze dell'ordine locali reagirono alle squadre fasciste, gli aggressori, anziché abbandonare la popolazione a se stessa, comportamento che in quel periodo costituiva la norma. Ovviamente le forze dell'ordine guidate dal capitano Jurgens agirono con motivazioni differenti rispetto agli Arditi del Popolo, che a loro volta si opposero alle squadracce; tra loro il sarzanese Ercole Gallinella, barbiere costretto a fuggire a Ventimiglia dove continuò la professione, con la sua bottega punto di riferimento per gli antifascisti che dovettero emigrare in Francia, grazie alla collaborazione logistica dell'avvocato Arnaldo Terzi, il "Sindaco di Sarzana del 21 Luglio 1921", marchio che oggi gli rende onore ma che nel ventennio gli rese difficile la vita, fino a quando gli fu tolta in un campo di sterminio nazista.
Garibaldo Benifei ha preso la parola per ringraziare innanzitutto l'Amministrazione per il riconoscimento ricevuto, ricordando l'importante storia della città di Sarzana che pagò un tributo pesantissimo per la sua opposizione al fascismo, e come ebbe modo di conoscere anni fa il coetaneo Paolino Ranieri, entrambi esponenti dell'A.N.P.P.I.A. Dopo aver raccontato che durante il fascismo non vi era una reale costrizione a prendere la tessera del PNF ma piuttosto si era costantemente sotto osservazione, con ogni atteggiamento di critica verso il regime e i suoi rappresentanti fonte di pericoli e sanzioni, Garibaldo ha tenuto a rievocare un episodio emblematico avvenuto a Livorno in occasione della scomparsa di un noto antifascista. Migliaia di cittadini si sparpagliarono nei pressi della sua abitazione per poi radunarsi in corteo al seguito del feretro, fino al cimitero, dopodiché il gruppo di cittadini fece ritorno in centro città sempre unito, in modo da proteggersi da eventuali aggressioni; un solo partecipante fu riconosciuto e picchiato dai fascisti, l'unico che, invece di tornare in gruppo, decise di prendere un'altra strada per conto proprio, dimostrando come l'unità degli antifascisti sia stato l'unico modo per sconfiggere il regime.
Con la consegna della pergamena "XXI Luglio 1921" a Garibaldo Benifei si è conclusa la cerimonia, ribadendo l'universalità di questa onorificenza, come del resto lo è stata, e lo è, la lotta antifascista.

 

ANPI Sarzana

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