Terremoto, dove vai? 21 giugno - 14 luglio 2013 In evidenza

Se è deleterio improvvisarsi e credersi allenatori, comandanti di navi da crociera, assessori all'urbanistica, è una follia pensarsi sismologi.

Domenica, 14 Luglio 2013 11:39

I terremoti sono cosa guizzante, scivolosa, difficile. Com'è noto, è più facile prevedere il saltuario avvento di scienziati furbacchioni o allarmisti che l'arrivo di una bella scossa; più precisamente, prevedere una scossa proprio non si può. Che fare, quindi? Oltre a confidarci reciprocamente eventuali paure, ci si può affidare a certe "evidenze" emergenti dai dati finora collezionati. Per esempio, possiamo chiederci, come viaggia il "fronte" del fenomeno sismico che sta martellando Lunigiana e Garfagnana da quasi un mese?

Per capire l'andazzo, è utile dividere il periodo 21 giugno (il giorno della scossa madre di magnitudo 5.2, Distretto Alpi Apuane) - 14 luglio (oggi!) in due parti: 21 giugno-30 giugno e 1° luglio - 14 luglio.

Dal 21 al 30 si è verificata un orientalizzazione del conflitto: come si nota dall'immagine (in blu), dopo la scossa del 21 giugno, ore 12.33, la maggioranza delle scosse si è originata più a nord-est, con sporadiche eccezioni (e, quindi, con prevaleze di fenomeni nel distretto Alpi Apuane, rispetto al distr. Lunigiana).

Dall'inizio di luglio, tuttavia, a questo movimento, che non è andato scemando, se ne è aggiunto un altro. Una serie di scosse localizzate generalmente nel distretto Lunigiana, infatti, ha "puntato" decisamente verso nord rispetto all'ipocentro del 21 giugno. Potrebbe significare l'attivazione di un secondo movimento o della parte superiore della faglia che ha dominato il periodo 21-30 giugno. Questo determina in buona sostanza un lieve avvicinamento allo spezzino, infatti, se si dà un'occhiata ai comuni più vicini agli ipocentri lunigianesi in questione, cominciano a comparire con costanza Sarzana e Santo Stefano Magra, unendosi alle presenze tradizionali Castelnuovo e Ortonovo.

In chiusura, un dato sulla salute degli edifici di Fivizzano e Casola in Lunigiana. Su 1900 strutture controllate dai tecnici al 10 luglio, soltanto poco più della metà (1050) è stata considerata agibile. 400 sono parzialmente inagibili, 450 fuori uso. Pochi giorni fa, la notizia dell'inagibilità del Palazzo Civico di Castelnuovo Magra, le cui condizioni già non perfette sono state pericolosamente peggiorate dai ripetuti eventi sismici.

N.R.

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