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Il ministro Andrea Orlando e tanti amici a Gaggiola in memoria di Pietro Cavallini In evidenza

di Massimo Guerra - Pioniere politico, pedagogo e operatore sociale, una vita spesa per i più deboli.

Martedì, 14 Settembre 2021 18:39

"Grazie a Pietro Cavallini capimmo fin da piccoli il significato storico della Resistenza": tra tanti amici ed ex compagni di partito ha risposto all'invito della Fondazione Giovanni Amendola un commosso ministro del lavoro Andrea Orlando, alunno da bambino dell'ex scuola di via Puccini a Fossitermi intitolata a Giovanni Pagani, partigiano antifascista compagno proprio di Cavallini che all'epoca era dirigente scolastico e – non a caso – trasformata da qualche anno in residenza sanitaria per disabili.

"Pietro visse in realtà tre vite – ha ricordato il ministro - fu un politico di livello, un pedagogista che capiva il ruolo della scuola nella società ed un operatore nel sociale, ruolo che continuò fino alla fine, fu certamente uomo di partito ma si rischia di mettere in secondo piano il ruolo di riformatore sociale, di pioniere verso la democratizzazione di istituzioni figlie del ventennio e perciò burocratiche e autoritarie. È grazie a uomini come lui che alla Spezia si è prodotto un riformismo sociale, ed è questa a mio parere la sua eredità più duratura".

"Da pioniere intuì tra i primi – così come Basaglia – l'importanza di aprire la scuola agli handicappati, come si chiamavano un tempo i soggetti disabili, noi venivamo due volte la settimana a Gaggiola a fare laboratorio, ricordo che gli fecero trovare una scritta 'no alla scuola marxista' perché non tutti i genitori erano contenti di quelle novità, ma lui tirò dritto perché aveva fiducia nell'uomo. Credo che se questa citta ha avuto una grande cifra politica si deve al fatto che qui la scuola è cambiata più che altrove, e Pietro ha un grosso merito, perché con il suo concreto agire ha anticipato alla Spezia di anni l'idea del terzo settore oggi d'attualità a livello nazionale, un esempio su tutti la fattoria sociale di Carpanedo, che nessun ente locale avrebbe potuto fare o gestire come ha saputo fare lui".

Prima del ministro nel saluto ai figli Flavio e Silvia, tanti compagni di vita e di partito nella veranda del ristorante Re Basilico (storicamente "Il Ruspante" e sede delle prime esperienze lavorative dei ragazzi disabili di Gaggiola), da Carlo Baudone a Jacopo Montefiori, da Davide Natale a Paolo Garbini, e qualcuno ha voluto lasciare una breve testimonianza, introdotta dall'ex dirigente alla cultura del Comune Marzia Ratti.

Ha esordito Luca Basile dirigente della fondazione Amendola: «Cavallini è stato precursore nel settore educativo, tra sue conquiste la scuola del Due Giugno e l'istituto d'inclusione di Fossitermi". Carlo Baudone, nell'ambiente "Baudonetto" ha rammentato gli anni '80 e i tempi della 'corrente riformista', Garbini ne ha tratteggiato i lati umani, Paolo Barbanente i trascorsi in gioventù ed un temerario tentativo notturno di affiggere manifesti elettorali nel quartiere di Fossitermi, le ex dirigenti scolastiche Patrizia Drovandi e Cinzia Cascone le tappe pionieristiche a Gaggiola e nel distretto scolastico di Spezia nord, Francesco Mariotti – compagno di classe di Orlando e figlio dell'allora senatore Gianfranco – la portata innovativa dell'inserimento a scuola di soggetti svantaggiati, definendolo un visionario maestro di comunità, in grado in insegnare un senso di civiltà profonda, la nipote Beatrice, operatrice di Carpanedo i tratti più familiari, infine il figlio Flavio, il più emozionato di tutti che ricordando il padre e la sua opera durata tutta la vita non ha mancato di sottolineare con rincrescimento il decadimento di alcune realtà da lui create al servizio dei più deboli e la mancanza di attenzione da parte degli attuali rappresentanti locali delle istituzioni.

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