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Quasi 460 mila euro di soccombenze da marzo: ecco le cause perse dal Comune della Spezia In evidenza

di Elena Voltolini - Contro non solo grandi società, ma anche comuni cittadini.

458.217,73 euro: sono i debiti accumulati da marzo ad oggi dal Comune della Spezia per soccombenze in giudizio.

Si tratta di cause perse dal Comune che ora ha, pertanto, da onorare dei debiti nei confronti dei vincitori. Questo vale anche nel caso di ricorso del Comune ad un ulteriore grado di giudizio (ricorso molto probabile per due dei casi che lo hanno visto soccombere) in quanto le sentenze di primo grado sono provvisoriamente esecutive.

I soldi, pertanto, devono essere stanziati e, fino a quando non c'è l'approvazione della richiesta di sospensione da parte dell'organo di giustizia superiore, devono essere corrisposti se la controparte li richiede. I soldi, ovviamente, verranno poi restituiti nel caso in cui il grado di giudizio superiore ribalti la sentenza e dia ragione al Comune.

Ma quali sono le cause che, da marzo ad oggi, hanno visto soccombere il Comune?

Quella economicamente più “pesante” è un contenzioso contro la società Depeti. “Una questione annosa”, l'ha definita l'Assessore al Patrimonio Manuela Gagliardi, sottolineando come in molte cause contro questa società che si occupava della discarica di Monte Montada il Comune della Spezia sia uscito vincitore.

Non però da questa: il Tar Liguria, infatti, ha riconosciuto a Depeti 327.250 euro come compensazione di un importo dovuto al Comune per le spese sostenute durante il periodo di sequestro penale del sito, ritenendo che le opere non fossero state realizzate in modo conforme al progetto di messa in sicurezza.

Non è stata accolta l'ipotesi proposta dagli avvocati del Comune di “ingiustificato arricchimento” da parte della società che se ne è avvalsa. Il Comune farà probabilmente ricorso all'Avvocatura di Stato.

Verrà quasi certamente proposto ricorso anche per un'altra causa che ha visto il Comune soccombere, in questo caso contro Italiana Petroli SpA. Si tratta sempre di una sentenza del TAR della Liguria che ha accolto la richiesta di Italiana Petroli che si riteneva pregiudicata dalla determina con la quale l'amministrazione aveva dichiarato la decadenza dell'autorizzazione dell'esercizio del distributore in Viale Fieschi e perchè era stato superato il periodo massimo di sospensione dell'attività dell'impianto.

Quel provvedimento è stato annullato ed il Comune condannato al pagamento delle spese di causa ed oneri accessori per complessivi 4.377,36 euro.

La terza grande realtà contro la quale il Comune ha perso è la Banca d'Italia, alla quale deve ora 125.141,31 mila euro. La Commissione tributaria regionale per la Liguria ha infatti accolto la richiesta della Banca d'Italia relativamente al pagamento dell'ICI per gli anni 2002-2003-2004, pagamento che è stato ritenuto effettivamente non dovuto per il vincolo storico dell'immobile. La Banca, pertanto, era esente dal pagamento ed ora quei soldi dovranno essere restituiti con gli interessi.

Grandi realtà, ma non solo: tra le soccombenze ci sono anche due cause perse dal Comune contro singoli cittadini.

Si tratta di una ordinanza del Giudice di pace per l'opposizione ad un verbale per una violazione al codice della strada. Il Comune dovrà versare 100 euro.

Sempre per una causa relativa alla contestazione di un verbale per una violazione al codice della strada, il Tribunale della Spezia, in appello proposto contro la sentenza del Giudice di pace, ha dato effettivamente ragione ad un cittadino al quale il Comune dovrà versare 1349,06 euro.

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