Una spada di Damocle sul bilancio della Pubblica Assistenza della Spezia

Se entrasse in vigore, la legge regionale sulle onoranze funebri toglierebbe buona parte degli introiti all'ente.

Mercoledì, 02 Dicembre 2020 19:21

Anche in questo periodo difficile continua l’attività della Pubblica Assistenza della Spezia, lo storico ente cittadino da alcuni mesi all’onore della cronaca per la lotta impostata da tutta l’Amministrazione, il personale dipendente ed i volontari tesa ad evitare le tragiche conseguenze economiche che si realizzerebbero con l’entrata in vigore della legge 15/2020 della Regione Liguria.

Nei giorni scorsi è stato approvato all'unanimità il bilancio di previsione. L'assemblea generale dei soci, che si è riunita nella sede di via Carducci sotto la presidenza dell'avvocato Andrea Frau, ha dato parere positivo all’approvazione del budget 2021 con l’incombere della spada di Damocle rappresentata dalla soprarichiamata legge regionale sulle onoranze funebri che, qualora entrasse in vigore, toglierebbe la parte preponderante degli introiti, indispensabili per la sopravvivenza dell'ente e peraltro totalmente reinvestiti nei servizi alla cittadinanza.

Nella speranza che la detta normativa venga modificata con il mantenimento delle intere risorse dell’ente, il consiglio inoltre ha previsto per il prossimo anno l'acquisto di due nuove ambulanze che andrebbero così a rinnovare ulteriormente il parco mezzi e soddisfare la crescita di richiesta di interventi dovuta alla pandemia di Covid in corso. Pandemia che ha ulteriormente obbligato il consiglio di amministrazione ad aumentare lo stanziamento per il 2021 volto all'acquisto dei dispositivi di protezione personale necessari ed indispensabili per la sicurezza dei dipendenti e volontari.

Come noto l'ente benemerito vive, come sempre dalla fondazione, senza l'aiuto di contributi pubblici e va avanti con le sole sue forze, rappresentate dagli introiti dei servizi di onoranze funebri e dal determinante e generoso aiuto dei privati che con l’occasione si ringraziano ed ai quali si chiede di continuare a sostenere l’ente.

Il consiglio direttivo avendo ricevuto, tra l’altro, consensi da tutte le forze politiche presenti nel consiglio regionale, auspica che il 2021 porti davvero al cambiamento della legge suddetta, ritenuta “ingiusta e senza senso” e per la quale il consigliere regionale Davide Natale, con la sottoscrizione di Roberto Centi ed altri consiglieri dell’opposizione, ha depositato ufficialmente in consiglio regionale la richiesta di modifica, ritenendo fuori luogo ed immotivata la chiusura di un ente centenario e tanto caro alla comunità spezzina.

Bastano alcuni numeri per rendersi conto dell'importanza che ha la Pubblica Assistenza della Spezia sul territorio: nell'ambito dei servizi alla persona, l'ente consegna settimanalmente medicine e generi alimentari ad oltre 90 famiglie, segnalate anche dai servizi sociali, per un ammontare di 2630 consegne effettuate nell’anno in corso fino ad oggi, assiste inoltre 20 persone senza fissa dimora alle quali sono stati consegnati ad oggi 1204 pasti caldi. Nel 2019 il personale della P.A. spezzina ha risposto ad oltre 5 mila chiamate del 118, percorrendo 36 mila chilometri per fronteggiare le emergenze su tutto il territorio provinciale ed al bisogno su tutto il territorio Italiano e oltre frontiera. Numeri che rappresentano l'attività essenziale volta alle fasce più deboli della comunità spezzina e alla quale la stessa non può rinunciare, venendo altrimenti tali oneri posti in capo al municipio, sottraendo così risorse preziose al welfare cittadino.

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