Natante si capovolge in grotta Byron: salvi i quattro occupanti, scongiurato l'inquinamento in mare In evidenza

Le ragioni dell’improvviso semiaffondamento saranno oggetto di accertamenti da parte della Guardia Costiera, al fine di ricostruire l’esatta dinamica.

Giovedì, 13 Agosto 2020 15:58

Giornata impegnativa quella di stamani per il personale della Guardia Costiera della Spezia, all’opera in mare proprio in questi giorni nel dispositivo “mare sicuro” per garantire la sicurezza dei bagnanti e diportisti.

Alle ore 13.00 circa infatti, una richiesta telefonica di soccorso raggiungeva la sala operativa della Capitaneria di Porto della Spezia. Un uomo segnalava una natante di circa 7 mt. in grotta Byron con 4 persone a bordo, in procinto di affondare. Immediato l’invio in zona della motovedetta SAR CP 865 e la richiesta di intervento alla sala operativa dei Vigili del Fuoco, che inviata sul posto una moto d’acqua ed un gommone con proprio personale.

Giunta in zona, la Motovedetta della Guardia Costiera provvedeva a recuperare i 4 malcapitati, che intanto erano stati prontamente assistiti da un gommone già presente in zona, ed a trasferirli presso il vicino approdo di Portovenere, ove, su richiesta della sala operativa del Comando di Largo Fiorillo era giunta una ambulanza del 118 per assistere una dei 4 diportisti colta da malore, assistita sul posto senza bisogno di trasferimento in ospedale.

Intanto veniva dirottata in zona anche la motovedetta di polizia marittima CP 2094, già impegnata in mare per verificare una concomitante segnalazione, la quale verificava l’assenza di sversamenti in mare nella zona dove si era verificato il semiaffondamento del natante, risultato preso in locazione dai 4 diportisti giunti in Liguria dalla Toscana. Il personale dei Vigili del Fuoco provvedeva quindi a trasferire in sicurezza l’unità in questione presso Portovenere ove il personale del locale Ufficio Marittima della Guardia Costiera era pronto per coordinare le operazioni di alaggio e messa in sicurezza dell’unità.

Le operazioni di alaggio e recupero dell’unità, rese difficoltose dal basso fondale, venivano concluse intorno alle ore 16.00 permettendo di evitare - anche grazie alla ormai collaudata sinergia degli enti intervenuti - la fuoriuscita di carburante che avrebbe potuto provocare ben più gravi conseguenze all’habitat marino e costiero.

Le ragioni dell’improvviso semiaffondamento saranno oggetto di accertamenti da parte della Guardia Costiera, al fine di ricostruire l’esatta dinamica.

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