"Se la situazione di emergenza continuerà, saranno da ripensare tutte le modalità del trasporto pubblico" In evidenza

di Elena Voltolini - Dal lockdown ad oggi, ecco come è cambiato viaggiare sugli autobus e le nuove regole recentemente introdotte.

Lunedì, 29 Giugno 2020 20:32

Difficoltà passate e presenti in merito alla gestione del Trasporto Pubblico Locale, con un occhio rivolto anche al futuro: è stato questo il tema affrontato oggi dalla II e V Commissione del Comune della Spezia, in seduta comune, sempre online.
Ad essere auditi sono stati il Presidente e l'Amministratore Delegato di ATC Esercizio, Gianfranco Bianchi e Francesco Masinelli.

La ricostruzione è iniziata sin dai giorni antecedenti ai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri perchè, ha sottolineato Masinelli, “noi abbiamo agito in anticipo, senza aspettare, per tutelare al massimo la salute dei lavoratori e degli utenti.

Spiega l'Amministratore delegato: “Abbiamo subito impedito l'accesso dalla porta anteriore e bloccato la vendita dei biglietti sui mezzi, in modo tale da far sì che le persone non si avvicinassero al conducente. Inoltre abbiamo spontaneamente ridotto la portata degli autobus. Tutti provvedimenti che si sono poi rivelati in linea con le decisioni governative, ma noi le abbiamo anticipate”.

Ad alimentare nelle scorse settimane la discussione, però, è stata soprattutto la riduzione del numero delle corse, con i sindacati divisi tra chi era d'accordo con la scelta dell'azienda e chi, invece, avrebbe voluto che il servizio non subisse pesanti modifiche.

“Noi abbiamo scelto di fare circolare solo i mezzi necessari, sia per tutelare i lavoratori, facendone guidare un minore numero, sia per ridurre i costi e quindi le perdite. Abbiamo ridimensionato il servizio del 70% - sottolinea Masinelli – a fronte, però, della riduzione del 95% dell'utenza. Per quanto potevamo, abbiamo fatto ricorso prima allo smartworking e poi alla cassa integrazione e alle ferie e lo abbiamo fatto cercando di coinvolgere il più possibile i lavoratori nelle nostre scelte. Abbiamo infatti chiesto direttamente a loro chi avesse interesse a guidare, magari per motivi economici, e chi, invece, preferisse andare in cassa integrazione”.

Se prima, durante il lockdown, il problema era quello di dover mettere in cassa integrazione parte del personale, ora, invece, c'è da affrontare la mancanza di autisti che, con il nuovo incremento delle corse nella Fase 2 dell'emergenza, ha comportato la necessità di affidare parte del servizio in subappalto, almeno sino alla conclusione della procedura per nuove assunzioni, che dovrebbe terminare ad ottobre.

Attualmente circola circa l'80% delle corse pre-Covid, mentre durante il lockdown era il 20%”.

“Questa è la fase più complicata da gestire – interviene il Presidente Gianfranco Bianchi, che spiega anche le modifiche che sono attuate sulla capienza dei mezzi in base alla nuova ordinanza di Regione Liguria - Da 22 risalgono a 40-45 le persone che potranno viaggiare sugli autobus da 12 metri, perchè potranno essere occupati tutti i posti a sedere, fatto salvo che resta obbligatorio l'uso della mascherina. Questo incremento vale solo sulle linee extraurbane”.

Questa la regola, ma chi controlla?
“Non esite – ha risposto Bianchi - una sanzione specifica e il dpcm non dà potere snzionatorio ai conducenti. Abbiamo quindi chiesto agli autisti che, nel caso ci siano troppe persone a bordo, fermino l'automezzo ed invitino a scendere, avvertendo la centrale, che provvederà a dirottare vetture sulla linea interessata. In caso di situazioni emergenziali l'autista dovrà chiamare le forze dell'ordine”.

“Sempre sul fronte della sicurezza sanitaria – aggiunge Bianchi – ogni giorno i mezzi vengono non solo igienizzati, ma anche sanificati tramite vapore secco. Stiamo cercando degli apparecchi per dare una risposta interna e quindi ridurre i costi”.

Il tema dei costi è stato anche la risposta ad un'altra domanda arrivata dai Commissari, ovvero quella sulle navette. Sospese perchè costano troppo in relazione all'utilizzo attuale che è stato valutato.

"Ci sarebbe da ripensare l'intera modalità del servizio - evidenziano i due rappresentanti di ATC Esercizio - In questa direzione andava il "bus a richiesta" che era stato istituito come test. Avevamo lasciato tutte le corse, ma chiesto agli utenti di prenotare e se non c'erano prenotazioni l'autobus non partiva.
Su Lerici e Spezia, su una decina di corse osservate, dal 15 al 31 maggio, le prenotazioni sono state per circa il 20% del servizio. Questo ci ha permesso di toccare con mano le reali esigenze dei clienti. Se la situazione rimarrà quella che stiamo vivendo, dovremmo essere disponibili e pronti a studiare soluzioni diverse dal caendario corse tradizionale al quale siamo abituati".

 Altra questione aperta, più nell'immediato, è relativa alla linea L in relazione all'elevato numero di utenti dovuto all'uso dei mezzi da parte dei lavoratori dei cantieri navali: "Le aziende del comprensorio devono aiutarci a risolvere il problema del trasporto dei loro lavoratori. La soluzione può essere quella di linee dedicate".

Uno sguardo, po, avanti, a settembre e alla ripresa delle lezioni nelle scuole. "Domani e dopodomani - anticipa Bianchi - incontreremo i sindaci dei Comuni interessati al trasporto scolastico, per trovare già ora le soluzioni e non arrivare impreparati a settembre".

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