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Marittimi allo sbando: "Noi categoria dimenticata dall'INPS" In evidenza

di Alessio Boi - Tre giovani ragazzi spezzini, dopo problemi di salute, non hanno mai ricevuto l'indennità di malattia. "Ho esaurito tutti i miei risparmi per mantenermi".

I marittimi sono un'altra categoria che sta vedendo sfumare un'intera stagione estiva, come molti colleghi che lavorano grazie al turismo, per colpa del Coronavirus. Con un'estate difficile alle porte, la ciliegina sulla torta per tre giovani spezzini, di cui Gazzetta della Spezia ha raccolto le testimonianze, è il mancato versamento dell'indennità di malattia di cui hanno diritto in situazioni di problemi di salute.

Galleggiano come salvagenti in un mare aperto di problemi. Dopo mesi di attesa e senza entrate, ma con continue richieste all'INPS e a quella che, fino al 1984, è stata la loro Cassa Marittima, ma adesso si chiama Servizio Sanitario di Assistenza Naviganti (SSAN) e offre un servizio completamente diverso da quello precedente, ovvero l'assistenza sanitaria ai dipendenti, che, oltre al compito che gli spetta, ha provato anche a venire in aiuto a queste persone.

I marittimi, da quello che si legge dallo stesso sito dell'INPS, "beneficiano di una specifica disciplina, spesso più vantaggiosa rispetto a quella prevista per gli altri lavoratori, relativamente all'ammontare e alla durata dell'indennità concessa in caso di malattia. In caso di inabilità temporanea assoluta possono infatti usufruire dell'indennità per una durata pari al massimo di un anno dalla data dello sbarco (anziché 180 giorni) e percependo una prestazione pari al 75% della retribuzione percepita negli ultimi trenta giorni (mentre l'indennità prevista per la generalità dei lavoratori varia fra il 50% e il 66,66% della retribuzione giornaliera)".

Insomma non è il datore di lavoro che deve anticipare l'indennità ai dipendenti, come succede in molti casi, ma è l'ente che deve procedere al versamento. Dunque come funziona il procedimento per la richiesta? "Quando il marittimo viene da noi, si apre un documento di malattia e a noi spetta la diagnosi e la prognosi - dichiara il SSAN - il dipendente diventa come un malato da curare e, una volta iniziato l'iter burocratico, la persona, incaricata da noi, deve inviare i documenti all'INPS".

Dunque lo status di malattia è accertato dal Servizio Sanitario, ma per questi tre giovani, che, per assicurare loro l'anonimato, chiameremo Giacomo, Francesco e Claudio, da mesi si ritrovano in una situazione complicata e sono stati obbligati a sopravvivere con i loro risparmi.

"Il 30 luglio 2019 ho avuto un trauma all'occhio - dichiara il primo - mi sono recato al SSAN e mi sono stati dati 30 giorni di prognosi. Dopodiché inizio il procedimento per la richiesta d'indennità di malattia, poiché avrei diritto a un mese, che non ho avuto stipendio perché sono sbarcato". Poi ancora: "Dopo 5 mesi tra chiamate e controlli di documenti ancora non ricevo niente, ma da una telefonata col numero verde mi dicono che devo andare a Genova per un controllo documenti". La sede dell'INPS più vicina per un marittimo spezzino è Genova, poiché alla Spezia non si occupano di quella categoria. Tutt'ora Giacomo non ha percepito quello che gli spetta.

"Dopo un brutto infortunio sono stato in ospedale, poi sono andato in SSAN ed è stato certificato che non potevo lavorare - dichiara Francesco - ho seguito il procedimento e ho mandato i documenti all'INPS di Genova, con anche raccomandate che sono a spese mie: dopo 5 mesi di malattia non ho mai ricevuto una lira o una spiegazione, anche avendo continuato a chiamare e mandare documenti - conclude - ho esaurito i miei risparmi per mantenermi, visto che non posso lavorare e non ricevo la malattia".

"A seguito di un incidente stradale mi sono infortunato, ma ho comunque continuato a lavorare, perché conoscevo già la situazione: se fossi andato in malattia non avrei visto un soldo - così dichiara Claudio, amareggiato - dopo molto tempo non sono più riuscito e sono dovuto sbarcare recentemente, mi è stata versata una piccola parte della malattia, ma i miei problemi di salute sono iniziati il 28 agosto e si parla di pochi soldi, dopo un procedimento burocratico arduo e tempi biblici".

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