Paolo Brosio al Don Bosco: "Dall'abisso alla grazia della conversione"

«Giunto al culmine del successo, ho capito l'abisso di male in cui era la mia vita, e ho avuto la grazia della conversione». Una conversione nata dalla sofferenza e che è diventata strumento di bene per molti. E' questa la storia che Paolo Brosio ha raccontato in prima persona sabato scorso al cineclub "Controluce", nell'ambito dell'iniziativa "Il senso della fede", promossa dall'Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) per l'Anno della fede.

Martedì, 21 Maggio 2013 09:39

Un pubblico di circa trecento persone, molti i giovani, ha ascoltato con stupore e partecipazione la vicenda del popolare conduttore televisivo, che alla Spezia ha mosso i primi passi professionali, nella redazione del Secolo XIX, e dove ha ancora saldi legami di affetto.
La morte del padre - che dopo cinquanta giorni di agonia spirava invocando il nome del figlio, impegnato in una trasmissione TV -, l'incendio doloso del proprio locale in Versilia, l'abbandono da parte della seconda moglie. E' questo il "triplice colpo del demonio", che Paolo subì in quell' «annus horribilis» tra il 2007 e il 2008. Cercava di affogare le sue preoccupazioni nel lavoro, nelle donne, nella droga. Per grazia – «grazie a trent'anni di preghiere dei miei genitori» - quell'enorme sofferenza scaturì nella conversione, che mise termine a una notte di bagordi e lo portò il mattino successivo alla confessione «nel santuario più potente di Torino». Così, l'esperienza del male vissuto e del bene ricevuto gratuitamente lo spingono tuttora a supplicare tutti «perché si guardino e proteggano dalle insidie del maligno».
«Non aspettate, come me, di essere nel baratro per andare dalla Madonna! E' ora il tempo della conversione! Non perdete tempo con i vitelli d'oro: sesso, proprietà, egoismo. Non perdete la straordinaria occasione della presenza dei sacerdoti, confessatevi! Levate i serpenti e i ragni che si annidano nella vostra coscienza e che non vi fanno dormire la notte. Questa è grazia anche per la salute fisica e psichica. Il demonio vuole la nostra distruzione fisica. L'unico modo per evitarlo è la preghiera , il costruirsi la corazza spirituale. Non ve lo dico da teologo, ma perché ho sofferto».
« L'uomo che non prega è debole nei confronti dei malefici dell'esoterismo. State lontani da maghi, cartomanti, chiromanti, reiki, yoga! Attraverso queste pratiche il demonio vi colpisce alla schiena. Lo so per esperienza di diciott'anni di cronaca nera e giudiziaria».
«Dobbiamo fare riferimento ai valori cristiani, non ad un'Europa vecchia, che si fa sorpassare dai Paesi del terzo mondo perché non siamo più in grado di dire che siamo cristiani. Massimo rispetto per ogni religione. Ma se crediamo in Gesù, dobbiamo testimoniarlo pubblicamente, fino al martirio». Nel lavoro, in famiglia, con gli amici, «non tenete la vostra fede chiusa nel vostro cuore!».
Riferendosi al matrimonio, Brosio ha fatto notare che «una volta i coniugi litigavano, ma stavano insieme. Ora i figli sono orfani con più genitori viventi, nel pieno disorientamento. Se la famiglia va allo sfacelo, così anche la società. Se non si va in parrocchia, se non si fa la comunione e non ci si confessa, il male incancrenisce e la società va in metastasi. La famiglia è la cellula fondamentale della società. Famiglia sana, società sana. La crisi economica dipende da questo. La mamma è molto importante, perché col suo esempio può cambiare tutta la famiglia. Se preghi da piccolo, poi te ne ricordi. La preghiera è l'arma contro il male. Il male è Satana. La vita è una lotta tra Dio e satana. Non si può essere cristiani "a modo mio", senza seguire la Chiesa. O siete cristiani forti o siete di satana!».
Nel cinema presso la parrocchia spezzina fondata da Don Bosco, Brosio ha reso omaggio al grande apostolo dei giovani. «Da bambino, grazie a mio padre, ho vissuto il campo di calcio vicino la chiesa. Lo sport e il Signore. Sono le cose più belle della vita. Il gioco del calcio è complementare alla fede cristiana, lo ha detto anche l'allora cardinale Ratzinger. Prima giocare a calcio, poi andare a pregare. Questa era la strategia di S. Giovanni Bosco per levare i bambini dalla strada. Geniale, perché crescendo, i ragazzi avrebbero sempre associato lo sport alla preghiera».
Brosio ha parlato anche di Medjugorje «il più grande confessionale a cielo aperto», luogo dove organizza spesso pellegrinaggi, anche con personaggi dello sport e dello spettacolo. Medjugorje è in una terra, la Bosnia-Erzegovina, dove i cristiani hanno resistito per secoli alle persecuzioni turco-musulmane e del regime comunista, anche a costo del martirio. «La Madonna è andata a Medjugorje per salvare il pianeta dalla cattiveria dell'uomo. Siate apostoli di questa conversione!». Il giornalista ha anche anticipato la notizia che tra 7 giorni si terrà l'ultima sessione della commissione presieduta dal cardinale Ruini: «Azzardo una previsione: Medjugorie verrà riconosciuta ufficialmente dal Vaticano come luogo di culto e preghiera, a prescindere dal fatto che i veggenti vedano o meno la Madonna, cosa che non può essere giudicata ora. Questo "mezzo riconoscimento" è già una cosa enorme. I parroci potranno organizzare i pellegrinaggi. Andate a Medjugorje sempre con un sacerdote!».
Brosio ha esortato i fedeli a «non lasciare soli i sacerdoti, anche se vi avessero fatto un torto». «La mia vita non sarebbe più la stessa se non facessi tutti i giorni la comunione. L'incontro con Gesù mi dà una forza che non mi fa avere più paura dinanzi a niente. Nella preghiera, specialmente il rosario, ho trovato una forza incredibile, che mi ha permesso di rescindere tutti i legami che mi tenevano legato al male. Una volta desideravo fare sport e sesso tutti i giorni, adesso il desiderio è dell'Eucaristia. Ma l'apparizione più importante è la Messa. Sul Podbordo, a Medjugorje, appare la Madonna, nella Messa appare Gesù. Andate a Messa tutti i giorni, la mattina presto, per avere il carburante per il giorno!».
Il pubblico ascolta. Numerose le testimonianze che confermano la forza radicale della preghiera e le conversioni del tutto inaspettate che avvengono a Medjugorje. Una signora confida di essere miracolosamente guarita da un carcinoma. Un'altra, già credente, dice di non essere rimasta particolarmente impressionata da Medjugorje. «Lei è già vicina a Dio – risponde Brosio. Ma Medjugorje è per quelli che non credono, che non sperano, non pregano. La lasci a loro, perché Medjugorje è tutta per questi che sono deboli e hanno bisogno di un aiuto che nessun altro può dare».

 

(Francesco Bellotti)

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